Manò, sparagnatélla

Manò, sparagnatélla

0 1187
Foto dal profilo FB della SSC Napoli

E niente, Gabbiadini se ne va in Inghilterra. Siamo più o meno tutti d’accordo che è giusto così, che ci guadagnano tutti e che è un calciatore bravo anche se non era adatto al gioco del Napoli; avrebbe potuto essere un addio tranquillo, senza polemiche, consapevoli di separarci da un giocatore che starà meglio altrove, da ringraziare per l’impegno e salutare con tutti i migliori auguri.

E invece no, Gabbiadini deve tirare la frecciatina. Nell’evitabilissima lettera di commiato ringrazia i compagni, il Presidente che l’ha pagato, Bigon che l’ha comprato, Giuntoli che l’ha venduto, Benitez che l’ha voluto e non l’allenatore con cui ha giocato per un anno e mezzo. A voler dire, “se me ne vado è colpa sua che non mi ha saputo gestire”. Allora sai che c’è, Manò? Te lo dobbiamo dire. Se non ti sei imposto a Napoli il grosso della colpa è tua.

Al primo anno Gabbiadini sperava di giocare al fianco di Higuaìn nel 4-3-1-2, ma si è capito presto che non sarebbe stata la soluzione adatta al resto della squadra, con Insigne fuori ruolo e senza l’apporto difensivo di Callejon. Col cambio di modulo le sue chance di titolarità sono andate in vacca perchè Callejon era il giocatore più importante per l’equilibrio della squadra e l’Higuaìn distruttore di mondi dell’anno scorso era semplicemente troppo forte per includerlo in una logica di turnover

“Eh ma quest’anno…”, direte voi. Quest’anno cosa? Forse non tutti si ricordano che nelle prime partite Sarri preferì proprio Gabbiadini a Milik come punta centrale, mettendoli in competizione in modo paritario. Da lì Milik ha dimostrato semplicemente di essere un centravanti migliore, ha imparato in poche settimane i movimenti che Gabbiadini non è riuscito a capire in due anni con i suoi inutili tagli a sinistra fuori tempo e le corse senza palla verso il fuorigioco e oltre. Forse Manolo non si ricorda della quarta giornata, quando non vide palla per sessanta minuti e lasciò il posto al polacco che giustiziò il Bologna con una meravigliosa doppietta. A quel punto magari dentro di sè sarà pure stato contento di sapere che Arek si era fatto male… e si è giocato l’occasione della carriera prendendo due giornate per una reazione del cazzo contro il Crotone, lasciando i compagni ad arrangiarsi con Mertens centravanti allo Juventus Stadium e costando una marea di punti prima che il tridente leggero iniziasse a carburare. Ha avuto tutte le possibilità che poteva sperare di avere e le ha sprecate, e adesso ha il coraggio di dare la colpa all’allenatore.

Sarri non poteva fare niente di più per Gabbiadini. Manolo ha dimostrato di non essere adatto per giocare nel Napoli, tecnicamente e caratterialmente, ha fallito tutte le occasioni che ha avuto e adesso con queste frecciatine ridicole altro non fa che confermare la sua inadeguatezza. Manò, sparagnatélla e vattenn’ o’Southampton, forse là se ne fanno qualcosa di un attaccante che a 25 anni non ha ancora capito come si attacca la profondità. 

Roberto Palmieri