Gerardo Marotta non è più. L’avvocato filosofo per Napoli ha fatto molto più di quanto abbiano potuto e voluto fare istituzioni culturali ed educative che certo non mancano alla città, e mai ha perso il contatto con la realtà quotidiana partenopea.

L’ultima battaglia di Marotta, trovare una sede per gli oltre 160mila volumi della biblioteca dell’Istituto di studi filosofici, ad oggi, non è terminata: sembra che a nessuno interessi dare una sede a questo prezioso patrimonio raccolto dall’avvocato nel corso di una vita di studi. Una figura al centro della cultura europea, grazie all’impegno di Marotta a Napoli sono approdati nomi importanti della filosofia contemporanea come Ricoeur e Derrida, il cui lascito però rischia di essere distrutto. Tralasciamo la squallida gioia provata da alcune misere figure, autoproclamatesi “meridionaliste” ma spesso e volentieri dilettanti allo sbaraglio, alla notizia della morte di Marotta: non perdonano, all’avvocato filosofo, le sue innumerevoli iniziative volte a far conoscere la storia e le idee della Repubblica Napoletana del 1799. Di Marotta resta tanto a questa città, cosa resterà dei miseri pettegolezzi di queste figure, lasciamo a voi immaginarlo.

Già altre voci hanno proposto di destinare l’Albergo dei Poveri alla biblioteca dell’Istituto di studi filosofici: come Soldato Innamorato crediamo sia il modo giusto per onorare la memoria di Gerardo Marotta, e sosteniamo questa idea.

L’Albergo dei Poveri può diventare il cuore culturale di Napoli, e la biblioteca, da intitolare a Marotta, dovrà essere al centro di questa iniziativa: lo dobbiamo alla città, lo dobbiamo all’avvocato.

Giovanni Savino