Stadio Collana, quando disinformazione e voglia di riscatto viaggiano di pari passo.

Stadio Collana, quando disinformazione e voglia di riscatto viaggiano di pari passo.

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Il pubblico ha un’insaziabile curiosità di conoscere tutto, tranne ciò che vale la pena conoscere.” Diceva Wilde qualche tempo fa ed, ancora oggi, ha pienamente ragione.
Tendenzialmente dubito sempre di ciò che viene detto, soprattutto quando l’enfasi e l’accanimento spesso sono troppo eccessivi. Si, sono curiosa! Ma, come recitava l’amico Oscar, di ciò che vale la pena conoscere, non dell’inciucio di quartiere o delle chiacchiere di un politico.
Così mi armo di pazienza e tanta, ma tanta, apertura mentale (provando ad allontanarmi da condizionamenti personali) e cerco di capire cosa si nasconde realmente dietro il bombardamento mediatico, dettato prevalentemente da continue influenze politiche.
Lavoro nello Sport, ho fatto di una mia passione la mia Professione e mi piange letteralmente il cuore quando mi trovo d’avanti situazioni come quella del Palavesuvio di via Argine (chiuso ad ottobre, a quanto pare dissequestrato proprio in questi giorni ma che nel frattempo ha lasciato a casa circa 3000 atleti) o del Palabarbuto di Fuorigrotta (attualmente chiuso e per il quale il Comune avrebbe stanziato circa 80mila euro per la messa in sicurezza); o ancora della più agghiacciante condizione dello storico Pala Argento, fiore all’occhiello della Napoli dei Giochi del Mediterraneo del 1963, abbandonato a se stesso in quanto inadeguato alle norme antisismiche (paradossale che proprio il Palabarbuto fu costruito per rimpiazzare il Mario Argento ed invece pare proprio che la storia si stia ripetendo). Per non parlare poi dell’altrettanto storico Stadio Collana del Vomero, letteralmente vittima di una bagarre, come al solito, esclusivamente politica. Beh! La lista sarebbe veramente lunghissima.
Ed è proprio riguardo quest’ultimo che la mia curiosità mi ha spinta ad approfondire e ad andare oltre alle promesse, alle dichiarazioni, alle offese di sindaci & assessori vari. Perchè si, la questione mi sensibilizza particolarmente visto che all’interno di questo Stadio ci lavorano persone che conosco bene e che stimo onestamente, che in ciò che fanno ci mettono concretamente anima e corpo ogni santissimo giorno della loro vita. La loro storia potrebbe benissimo essere la mia, o quella di qualunque operatore sportivo, a prescindere dalla disciplina; potrebbe tranquillamente capitare a chiunque lavori in “collaborazione” con enti locali trovarsi ripetutamente, come si suol dire, con le pacche nell’acqua.
Penso che chiunque come me operi nello Sport debba sentirsi chiamato in causa quando vengono fatte dichiarazioni da parte del Sindaco del tipo “… qui di persone che, vestendo una tuta, vogliono fare altro rispetto allo sport ne ho viste tante”, riferendosi alle persone di cui sopra. A ‘sto punto, detto da chi pensa che amare lo Sport sia farsi vedere la domenica al San Paolo o che per essere sportivo basti “giocarsi la bolletta” prima del piatto di gnocchi, diventa offensivo per tutta la categoria. A mio avviso, quest’affermazione presuppone che il Sindaco non si renda proprio conto di chi sono le persone che si trova di fronte, o probabilmente non vuole rendersene conto. Continua ad urlare allo “scippo”, a chiedere garanzie di “fruizione collettiva”, a proclamarsi, assieme al resto dei cittadini, “garante e controllore” affinchè questa famosa “fruizione collettiva” realmente avvenga. Ma da semplice cittadina (tra l’altro orgogliosamente appartenente in passato al movimento arancione che lo ha sostenuto) mi chiedo: dove è e dove è stata, in tutti questi anni, l’amministrazione comunale che oggi ne rivendica così violentemente tutti i diritti? Dov’era e dov’è ogni qual volta che gli atleti (nella maggioranza dei casi bambini) vengono rimandati a casa perchè si sono allagati i bagni o perchè ci sono problemi agli impianti elettrici? Chi lo spiega a quei ragazzi perchè, qualche giorno prima di una gara (per la quale si sacrificano quotidianamente, col supporto di intere famiglie) sono costretti a saltare gli allenamenti visto che manca la corrente e nelle palestre non ci possono entrare? Dov’era il Comune quando sono state chiuse per inagibilità alcune aree della struttura, costringendo società di pallavolo e basket a migrare altrove?

Ma andiamo con ordine, così da semplificarci la comprensione.
Le origini. Costruito in epoca fascista come stadio di calcio, è stato campo ufficiale del Napoli Calcio, del quale doveva essere solo una sistemazione temporanea vista la sua inadeguatezza della capienza, fino alla costruzione dell’attuale San Paolo, nel 1959. Inaugurato inizialmente col nome di Stadio del Vomero, solo nel 1963 diventerà Stadio Arturo Collana, in onore al giornalista sportivo Arturo Collana, uno dei soci fondatori. E’ di proprietà della Regione ma, con contratti rinnovati ogni sei anni, dato in concessione in comodato d’uso gratuito al Comune di Napoli, il quale, a sua volta, ha stipulato contratti di locazione (a pagamento, ndr) con una serie di associazioni sportive, circa 37.

La vicenda. Il 30 Aprile 2014 scadeva, come di consueto ogni sei anni, il contratto di concessione nei confronti del quale però il Comune non ha mostrato alcun interesse a volerne riconfermare la stipula. Di conseguenza, vista la situazione di stallo creatasi di seguito al silenzio dell’amministrazione comunale, la Regione Campania, con i decreti dirigenziali n.333 e n.338 entrambi del luglio 2014, approva il Bando di gara per l’affidamento della concessione d’uso e gestione del complesso sportivo ed indice relativa procedura aperta, con il criterio di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa.
Il Bando n.1564/A/2014, corredato di tutti i dettagli, chiarimenti, specifiche ed esito, è reperibile facilmente on-line sul sito della Regione Campania.
Il termine di scadenza individuato è il 20/10/2014 ma in data 16/10/2014 viene disposta la sospensione tecnica della procedura di gara al fine di consentire l’adeguamento di tale bando alle previsioni della legge nazionale 147/2013. Viene così spostata la chiusura della gara al 07/01/2015.
Con tale decreto viene stabilita la concessione della struttura per un periodo di quindici anni, per un importo annuo di 120.000 € per i primi otto anni, con un incremento di 50.000 € per ciascun anno successivo all’ottavo.
Vengono presentate tre offerte: una dell’ATI Cesport Italia, una dalla società Giano s.r.l. e una terza dal Consorzio Collana (quest’ultima esclusa in quanto consegnata con plico aperto quindi non garantiva l’integrità dell’offerta.).
Col Decreto Dirigenziale n. 110 del 15/12/2015, secondo la logica della vincita al miglior offerente, con un’offerta di 125.000€ annui, l’ATI Cesport Italia si vede aggiudicataria definitiva della gara.

A questo punto ci verrebbe da tirare un appagante sospiro di sollievo, la questione dovrebbe essere risolta. Ma purtroppo no, tutt’altro! E’ proprio ora che l’atmosfera si surriscalda.
La Giano srl fa ricorco al Tar il quale però lo rigetta riconfermando così la vincita dell’Ati Cesport. L’amministrazione comunale si sente chiamata in causa schierandosi apertamente e pubblicamente contro i neo-vincitori, iniziando quasi una vera e propria crociata contro quelli che lui identifica come imprenditori in tuta sportiva. Ma il clima cambia, ovviamente, in campagna elettorale, quando da paladino della giustizia contro i nuovi concessionari della struttura, descritti quasi come demoni affamati di potere e interessi personali, mostra un atteggiamento collaborativo, dichiarando di appoggiare la cordata vincitrice.
Ed ecco che appena insediato cambia nuovamente la situazione.
Teniamo a mente che nel frattempo il contratto di concessione al Comune di Napoli è scaduto e che quindi lo stesso Comune era tenuto a riconsegnare le chiavi. Il 28/07/2016 sarebbe dovuto essere il giorno della riconsegna, ma la sera precedente l’incontro arriva in Regione questa nota: “si ribadisce che questa Amministrazione non provvederà al rilascio dell’impianto nè al compimento di alcun atto ad uso propedeutico per le ragioni già esposte nella precedente corrispondenza e nel ricorso proposto dinnanzi al Tar. Si diffida pertanto codesto Ente regionale dal compiere qualunque atto volto alla violazione del legittimo possesso esercitato da questo Ente”. In quella stessa data i tecnici della direzione generale Beni strumentali della Regione hanno redatto un verbale nel quale, purtroppo, constatavano il peggioramento della struttura e l’assenza delle certificazioni necessarie a norma di legge. Qui il mio dubbio sorge spontaneo: per colpa di chi?
E teniamo sempre a mente che, nel frattempo, migliaia di atleti continuano ad allenarsi nell’incertezza più totale, senza avere garanzie di continuità.
Oggi ti alleni, domani no! Eh mi spiace, piove e quindi si allagano gli spogliatoi e la pista è inagibile e non c’è più il manto e se accendi il phon scatta la corrente e le porte d’emergenza si bloccano e se succede qualcosa cavoli tuoi! Meglio se resti a casa! Questa una delle situazioni tipo da anni al Collana.
La posizione presa dall’amministrazione comunale resta sempre ambigua, in effetti traspare pochissima chiarezza nei suoi comportamenti; vengono rilasciate dichiarazioni a volte discordanti, ci si schiera dalla parte del popolo contro questi maledetti privati, che altro non sono che le stesse identiche società concessionarie da decenni degli spazi interni dello Stadio. Le stesse società sportive che operano quotidianamente per la collettività e per una sana educazione sportiva. Le stesse società costrette a lavorare in disagi inconcepibili e che, nonostante tutto, solo ed esclusivamente grazie alla loro tenacia e determinazione, riescono ad ottenere costanti e continui risultati agonistici internazionali. Le stesse società fatte, mi ripeto, di persone comune che, in alcuni casi, hanno addirittura messo a garanzia le proprie case per poter partecipare al progetto di rinascita del Collana.
Demonizzare loro significa andare contro la collettività!
Non sono certo privati affaristi o imprenditori interessati solo a capitalizzare. Il loro progetto non prevede (come qualcun altro proponeva) certamente la costruzione di una galleria commerciale, ristoranti e luoghi per lo shopping. Nel pieno rispetto della Legge Regionale sullo Sport, loro operano effettivamente per la collettività e per l’associazionismo.
A questo punto, sempre da semplice cittadina, mi viene da chiedere quali possano essere i veri interessi del Comune di Napoli! Perchè tanto assurdo ostruzionismo verso chi opera veramente senza volerci lucrare sopra? Le tanto citate Universiadi?? Ma in più occasioni il Collana è stato reso non idoneo come luogo per lo svolgimento della manifestazione: non esistono spazi adeguati ad un evento di tale portata. Pensare di organizzare Atletica leggera e Basket lì al Vomero presuppone una massiccia dose di fantasia per immaginare i risultati, visto che la pista di atletica è realmente inutilizzabile (non può essere classificata neanche per pista di corsa campestre, ma pur di tenerla attiva si sono dovuti inventare la dicitura di passeggiata campestre) e il campo di basket è stato parzialmente demolito. Una delle ultime dichiazioni in merito è stata fatta proprio dal Presidente della Federatletica regionale Sandro Del Naia: “ Il Collana, pur avendo otto corsie, non ha gli spazi adeguati per la realizzazione di un pistino di riscaldamento, cosa necessaria per una grande manifestazione internazionale”.

Se il sindaco non riesce a comprendere, assieme all’assessorato allo Sport, perchè il Collana non rientri nell’elenco degli impianti sportivi che ospiteranno le Universiadi, forse potrebbe farsi dare qualche spiegazione tecnica da chi ne capisce veramente di SPORT!

A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina!

La disinformazione è tanta, troppa e purtroppo la massa preferisce star a sentire chi usa, impropriamente, parole come “tenere a cuore”, “fruizione collettiva”, “bene comune”, “POPOLO”, piuttosto che guardare realmente cosa si cela dietro la realtà dei fatti.

Chi è l’ATI Cesport Italia?

  • Cesport Italia
  • Napoli Calcio Femminile
  • Judosville
  • Garofano
  • Nantes Club Master
  • Lo squalo
  • Centro Ginnastica Napoli
  • Club schermistico Partenopeo
  • Chp Franca Grimaldi

Ecco chi sono i “cattivi”!

Associazioni sportive in rappresentanza delle seguenti discipline sportive: nuoto, pallanuoto, scherma, judo, karate, ginnastica artistica, calcio femminile e maschile e pattinaggio

E Noi di SoldatoInnamorato daremo un volto ad ognuno di loro, raccontandovi le loro storie, i loro vissuti, le loro vittorie. Cercheremo di abbattere quello scetticismo comune che si nasconde dietro la tanta pubblicità negativa fatta contro di loro.

Intanto proprio ieri è stata ufficializzata la data vera della consegna delle chiavi. Il comune lascerà la struttura il 01 dicembre 2016. Non ci resta che sperare venga mantenuta quasta, ulteriore, promessa!

Nel frattempo diamo fiducia a chi sul serio ci mette il cuore in questo progetto.

 

Milly I.