Sarri mette a figura di merda DeLa. Ma a chi conviene questo...

Sarri mette a figura di merda DeLa. Ma a chi conviene questo stillicidio mediatico?

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E’ vero che Aubameyang il presidente me lo aveva offerto, ma era in alternativa ad un altro attaccante (Icardi ndr.) che neppure è arrivato”. Con queste parole Maurizio Sarri vince per distacco il match mediatico con Aurelio De Laurentiis esponendo il numero 1 azzurro a quella che è incontrovertibilmente (e ci passerete il termine) una figura di merda. Una figura di merda gigantesca. Enorme. E non possiamo dire che non se la sia cercata.

Non possiamo sapere perché il presidente tenti ogni volta di rompere il giocattolo-Napoli con certe dichiarazioni ridicole che tentano di mettere alla berlina i propri allenatori. E’ accaduto con Mazzarri, è successo con Benitez e, oggi, avviene con Sarri. A De Laurentiis non va giù che ogni volta i propri allenatori gli sbattano in faccia quella che è la realtà, una realtà non amara, ma sacrosanta verità: il Napoli è una società che tenta di crescere attraverso la valorizzazione di giovani calciatori e che non può competere per tanti fattori, su tutti economici, con altre corazzate come ad esempio la Juventus. La Juve compra Higuain e Pjanic, il Napoli Rog, Milik e Diawara. E’ palese la differenza con l’impostazione societaria dei bianconeri. Ma, secondo De Laurentiis, questo non si può dire.

Probabilmente il presidente è animato da manie di una grandezza che non gli appartiene. E’ come quei ragazzini che ancora non si conoscono veramente e vogliono fare le “cose dei grandi” perché, dentro di sè, è così che si sentono. De Laurentiis probabilmente, in cuor suo, si sente alla pari di Agnelli, Berlusconi o Moratti (ma queste sono mie supposizioni). Altrimenti perché dovrebbe irretirsi se i propri allenatori rivendichino la realtà che il Napoli è un progetto costante, più che una squadra affermata che gioca solo e soltanto per la vittoria.

I meriti superlativi di De Laurentiis – che qui abbiamo sempre riconosciuto – vengono così vanificati da questo atteggiamento. De Laurentiis dovrebbe essere orgoglioso di quello che ha fatto a Napoli: ha portato il club stabilmente ai vertici europei, ha vinto trofei, ha sviluppato un modello aziendale invidiabile. Il Napoli è un gioiellino con i conti in ordine e una rosa altamente competitiva che lotta per alti risultati sportivi. Non ammettendo però il divario economico e organizzativo con altri club però il presidente dimostra di avere poca coscienza di sè e delle potenzialità della sua azienda che non sono infinite.

Che senso portare avanti questa querelle mediatica con il proprio allenatore? Proprio non riusciamo a spiegarcelo. Anche Sarri, da toscano adottivo e quindi con un carattere “fumantino”, manifesta dei limiti tutti suoi. Non c’è bisogno ogni volta di delegittimare la sua stessa rosa di calciatori ad ogni intervista o conferenza stampa. L’altra sera – dopo il match con la Lazio – il mister ha chiesto all’allenatore di “lavare i panni sporchi in famiglia”. Cominci pure lui ad adottare questo atteggiamento. Come abbiamo già scritto, il presidente e l’allenatore possono tranquillamente parlarsi nel chiuso degli uffici invece di alimentare queste polemiche sui media che sono controproducenti per tutti.

Certo, a noi sembra palese che il presidente possa solo ringraziare per il lavoro che sta svolgendo il proprio tecnico. E’ grazie a Sarri se De Laurentiis ha potuto vendere alla cifra record di 90 milioni quel tale Gonzalo Higuain che mai in carriera si è espresso a certi livelli. Il Napoli gioca un calcio godibilissimo, europeo, probabilmente il migliore della Serie A. I risultati non stanno arrivando per sfortuna, per errori individuali (Koulibaly con la Roma, Ghoulam con la Juve, Reina con la Lazio) e perché lì davanti, senza Milik, proprio non riusciamo ad essere incisivi. Ma, lo ripetiamo, ha ragione il mister quando dice che non può piovere per sempre e che, attraverso questa mole di gioco, prima o poi i risultati saranno la conseguenza di questo calcio meraviglioso da guardare.

Qui abbiamo sempre difeso De Laurentiis dalle critiche stucchevoli ed eccessive, accuse assurde e immeritate. Continueremo a farlo perché De Laurentiis ha portato il Napoli dove compete stare al Napoli. Che non significa quell’imbecille “devi vincere” che cantano i tifosi allo stadio. Se “devono vincere” questi tifosi indirizzino le proprie attenzioni verso altre squadre a strisce, magari bianconere. Oggi sembra andare tutto male, in moltissimi parlano e sparlano di questa squadra. Sabato sono arrivati persino i fischi ad una squadra che pure contro la Lazio ha giocato una partita eccellente guidata da quel Marek Hamsik pure lui oggetto saltuariamente delle invettive dei sedicenti tifosi. Tanto il momento per salire sul carro dei vincitori ci sarà sempre.

Abbiamo un grande presidente e probabilmente il miglior allenatore in 90 anni di storia del club. Se solo ne prendessero consapevolezza loro per primi e se non parlassero a vanvera allora le cose potranno solo migliorare. Ma se continuerà questo stupido stillicidio mediatico ci perderemo e ci perderanno tutti. Si è sempre in tempo a ravvedersi, basta volerlo.

Per ora il presidente ha trovato pane per i suoi denti. La battaglia non potrà vincerla mai contro Sarri. De Laurentiis è un grande manager ma parla troppo e promette stupidamente cose che non può mantenere: lo stadio, la scugnizzeria, il “vogliamo vincere” e potremmo continuare per pagine. A noi tifosi interessa quello che è il nostro “core business”: la squadra. E finché Sarri farà giocare la squadra così noi non potremo che essere dalla sua parte. Non siamo contro De Laurentiis, ma siamo con il Napoli. Cominci pure DeLa a stare dalla parte della sua squadra. Se non volesse farlo per rispetto di noi tifosi, lo faccia per rispetto della sua azienda. Così manda tutto allo sfascio.

Valentino Di Giacomo

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