L’attesa del match con Te e senza di Te… Ma quando arriva...

L’attesa del match con Te e senza di Te… Ma quando arriva l’ora?

0 353
Diego Armando Maradona entra nella Piazza Rossa, 6 novembre 1990 (foto da sports.ru)

E’ attesa. Mancano poche ore alla gara semi-pomeridiana e semi-serale tra Besiktas e Napoli. Girano i minuti e lo sguardo cade sempre sull’orologio. In un giorno festivo come questo le ore però non passano. Si prova ad ingannare il tempo, ma il pensiero è fisso. E’ una partita importante quella di stasera: con un’impresa gli azzurri farebbero un passo fondamentale per raggiungere l’agognata qualificazione messa a repentaglio dalla sciagurata gara di 15 giorni fa al San Paolo.

C’è fermento, ma forse per suggestione di un match così importante, in questo tempo vuoto di cose da fare se non abbrustolirsi al sole di questa magnifica giornata autunnale, mi tornano alla mente altre attese. Quando il Napoli giocava in Europa e c’era Lui. Quante storie a quei tempi! Diego che non parte per la Russia, Diego acciaccato, Diego incazzato, Diego fenomeno con quel gol in mezza rovesciata allo Ujpest Dozsa.

Ero bambino. Per me Diego e tutti gli altri azzurri non erano solo calciatori, ma eroi. Supereroi. Il Napoli di oggi non ha eroi, ma giocatori. O forse sono io che non sono più bambino e non riesco a colorare di magico gli attuali calciatori azzurri. Voglio bene ad Hamsik, ma non è Diego e non è neppure Alemao o Careca. Non è Bagni. Non è Crippa. Non è De Napoli. Non è Francini. Non è Renica. I miei eroi con i super-poteri.

Poco meno di 30 anni fa oggi sarei stato per strada a giocare. Con questo sole e senza scuola avremmo fatto partite dalla mattina fino all’ora del match del Napoli. Se avesse piovuto avrei preso della carta e del nastro adesivo per fabbricarmi la mia pallina con cui giocare in salotto con la porta d’ingresso a fare la porta di calcio. E io con la mia telecronaca mormorata in cui diventavo tutti i giocatori del Napoli che si passavano la palla. Fino al gol. Esultavo pure per la gioia di mamma e papà…

E allora penso ai bimbi di oggi. Chissà se per loro queste partite di coppa sono sentite così come le sentivo freneticamente io. Che poi, risultato a parte, qualche anno fa era comunque un giorno di festa lo stesso perché finalmente potevamo vedere il Napoli in tv in diretta. Mentre per le gare di campionato era solo radio e poi attesa di 90esimo minuto. C’era mistero. Come allora era il sesso, la bellezza era nascosta e più desiderata. Oggi, anche il calcio, è pornografia per abuso di immagini. Senza immaginazione non c’è letteratura.

Ai bimbi di oggi auguro di vivere questo giorno con le emozioni di come le vivevo io anni fa. Sarebbe bello se anche per loro Hamsik assumesse le sembianze del mio Maradona o almeno di Alemao.

Vabbè ho ingannato un altro po’ di tempo scrivendo, spero sia stato utile per voi passare qualche minuto con questo scritto per addomesticare l’attesa. Mò scusatemi, ma sento urla giù al palazzo di bimbi che giocano. Intanto mi affaccio. Non si sa mai ne mancasse uno per apparare le squadre… Forza Napoli!

Valentino Di Giacomo 

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DISOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER@SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it