Il frevaiolo bambino Sarri e l’incazzoso Insigne. Le vere ragioni del cambio

Il frevaiolo bambino Sarri e l’incazzoso Insigne. Le vere ragioni del cambio

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Maurizio Sarri da Figline Valdarno è un uomo di 57 anni, ma è solo per l’anagrafe. Dentro, Maurizio, è un bambino. Perché solo un bambino può, alla sua età, conservare intatta la sua passione per il calcio, una dedizione assoluta che lo porta ad essere uno degli allenatori più preparati del calcio mondiale.

Maurizio vive tra i suoi principi tattici, l’applicazione maniacale e uno studio matto e disperatissimo. Un approccio che non hanno molti allenatori o, più spesso, che la maggior parte degli allenatori non riesce a conservare per molto tempo. C’è differenza tra il Mourinho appassionato degli inizi e quello attuale, ma lo stesso discorso è possibile farlo per Ancelotti, Sacchi e tanti altri. Sarri invece è sempre uguale a se stesso. Come un bambino che pensa solo al pallone, che rivolge i pensieri di tutta la sua giornata solo e soltanto al calcio.

Ieri Sarri ha sbagliato per svariati motivi nel sostituire Insigne. Al di là del giudizio sulla prestazione di Lorenzo, il nostro numero 24 era l’unico tra gli attaccanti ad aver giocato meno minuti nelle ultime partite. Insigne era il più fresco atleticamente, a differenza ad esempio di Callejon che ha giocato praticamente sempre negli ultimi match.

L’altro motivo di errore è il minuto in cui è avvenuta la sostituzione, il quindicesimo della ripresa. Mancava ancora mezz’ora e, proprio in virtù del tour de force a cui sono stati sottoposti nei match recenti Callejon e Mertens, si poteva aspettare un po’ di più. Soprattutto non avendo in panchina soluzioni all’altezza a causa dell’infortunio di Milik e la squalifica di Gabbiadini.

Sbagliatissimo poi sostituire Insigne proprio appena dopo che Lorenzino aveva servito un assist al bacio per il gol di Callejon. E quelle palle le sa mettere solo Lorenzino da Frattamaggiore e pochi altri in Italia. Quell’assist poteva essere il grimaldello per far scatenare Insigne e farlo motivare per ritornare al gol dopo il digiuno che dura dall’inizio di questa stagione.

Insomma, un cambio sbagliatissimo per moltissime ragioni. Ma proprio qui entra in gioco il bambino che vive dentro Sarri. Chissà che cosa ha visto Maurizio che non gli è piaciuto di Insigne ed è scoppiato in una proverbiale incazzatura. Non ci ha pensato due volte e l’ha sostituito, di istinto. Non è stata una scelta ragionata, ma puro istinto fanciullesco.

A tutto questo c’è da aggiungere che colui che doveva subentrare era l’ex, Giaccherini. E allora chissà cosa è balenato nella testa del “piccolo” Maurizio: forse il pensiero che la fortuna doveva girare e allora il Giak, da ex, doveva punire per volere divino (di cui abbiamo già parlato diffusamente) gli odiati bianconeri.

Adesso buttare la croce su Sarri che resta il vero artefice della bellezza di questa squadra ci sembra ingiusto. Tutti sbagliano, pure Sarri può sbagliare. Era evidente che, se proprio dovesse uscire qualcuno dal campo, quello era Mertens che ieri ha giocato con una sufficienza e una pretenziosità ai limiti dell’irritante. Tanto più che prima della sosta ci sono ancora due partite e Gabbiadini sarà arruolabile solo martedì in Champions League. Le forze a disposizione sono scarse.

Ad ogni modo, uscendo dal campo, Lorenzo la deve smettere di fare sceneggiate. Ma proprio Sarri non può lamentarsi dell’istintività dello scugnizzo azzurro. Sono due bambini, Maurizio e Lorenzo, che vivono il calcio in modo fanciullesco. Con l’istinto che spesso prevale sulla ragione. Quel cambio è frutto solo di “freva”, rabbia, un “piccio” momentaneo. Si cresce anche da questi errori. Forza Sarri, forza Lorenzo. Vi vogliamo bene lo stesso, sempre e comunque.

Valentino Di Giacomo

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