Dio esiste e tifa per la Juventus. Deliri di un tifoso meschino...

Dio esiste e tifa per la Juventus. Deliri di un tifoso meschino come me

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Convincetevi! Quello di Ghoulam non è un errore. E’ stato tutto orchestrato. Un soffio d’angelo, una coda di diavolo ha spostato il pallone di pochi millimetri per far sì che quella palla, anziché essere spazzata in avanti, andasse all’indietro proprio sui piedi di Bonucci. E’ andata così. Ve lo giuro.

E voi credete davvero che il secondo gol – come ha detto Sarri – sia stato preso per colpa di Allan che non ha ripiegato su Higuain? Siete dei maledetti ingenui. Riguardatelo il gol. C’è la deviazione, ancora di Ghoulam, verso il centro dell’area e la palla passa a 40 centimetri da Chirches, quel tanto che basta per non consentire che la prendesse il romeno. Un campo di calcio è lungo circa 100 metri. Tra tante parti quel bastardo di pallone ha scelto proprio di andare verso l’innominato e senza che nessuno potesse intervenire. Chiriches non è andato incontro ad Higuain, non perché fosse distratto. Ma perché un’oscura presenza gli bloccava i piedi e gli tirava la maglietta.

Voi, se volete, potete dire e scrivere che il Napoli ha perso per gli errori di Ghoulam, per ragioni tattiche, per ragioni tecniche, per l’arbitro, perché Higuain ce l’hanno loro, perché Sarri ha sostituito Insigne e tutte le boiate che si scrivono in questi casi. Ma, dentro di voi, lo sapete benissimo che non è vero. Io da ieri sono invece convinto che l’unica ragione per cui il Napoli ha perso a Torino è che Dio è bianconero. Chi non fosse cattolico può sostituire a piacimento con Allah, Budda e succedanei. Gianni Brera parlava della dea Eupalla. Chiamatela come volete, ma è assurdo che il Napoli perda per l’ennesima volta a Torino per circostanze che definire sfortunate è riduttivo.

Il Napoli, per il secondo anno consecutivo, ha giocato alla pari e pure meglio dei bianconeri. E ancora una volta non ce l’ha fatta. Lo scorso anno per quella deviazione puttana sul tiro di Zaza, quest’anno per due assurdità a cui non ci si può credere.

Non posso dirvi con certezza se Dio sia juventino oppure, in quelle logiche che animano i credenti, i nostri patimenti per la squadra di calcio servano come compensazione perché l’Altissimo ci consente ancora di vivere in questa città vulcanica con il Vesuvio sempre pronto a minacciare. Non so dirvi se Dio, più semplicemente, sia un razzista del nord che ha in odio i napoletani.

Il Dio della Bibbia è violento, vendicativo, truculento. Eppure, almeno io, quando guardo la partita, ad ogni tiro del Napoli lo invoco e prego. A volte prego pure ad alta voce, come in una crisi, in uno stato di trans, vomito parole di preghiera e di speranza. E’ una malattia, è la mia malattia con cui faccio i conti ad ogni match e non ci posso fare niente. Dopo, poi, in me subentra la vergogna perché con tutti i problemi che ci sono nelle vite e nel mondo non avrei diritto ad invocare l’Altissimo perché il Napoli segni. E, come i fumatori, vizio che non mi faccio mancare, rimando ogni volta il proponimento di smettere. Ma, drogato, sono vinto. Sono religioso e blasfemo. Come Silvio Orlando nel pregevole Young Pope di Sorrentino, porto addosso la croce e qualche effige di Maradona.

Dio, è colpa mia se il Napoli ha perso? A volte penso di crederci. Ma nulla è certo, se non tutte queste inquietudini e tutte queste paure. Sono tifoso, un misero tifoso e devo scendere a patti con queste meschine debolezze.

Ebbene si. Io da ieri, se cercavo una prova, ho avuto la dimostrazione che Dio esiste e se esiste tifa per quelli là. Quello di Ghoulam non è un errore, lo sapete pure voi. E’ un soffio d’angelo, una coda di diavolo che ha spostato il pallone e l’ha fatto andare lì. Provatemi il contrario.

E quindi, in questi miei deliri, poiché la speranza è l’ultima a morire e la fede che si poggia sulla speranza è più incrollabile di qualsiasi altra forma di fede, sono allora costretto a pensare che il disegno divino voglia che il Napoli, per far un dispetto a quelli là, dovesse perdere a Torino per poi iniziare la sua rimonta. Lo scorso anno a quelli là è successo così. Non so se devo sperarci o se devo avere fede. Ma, affidandomi comunque alla ragione, sono portato a credere che il Napoli sia una squadra bellissima, organizzata, con un allenatore capace che ha saputo creare varianti alle assenze importantissime di Milik, Gabbiadini e Albiol. Devo credere che il Napoli giochi un gran calcio e che, alla lunga, il Signore voglia premiare chi ogni giorno ci prova e combatte. Non siamo ultimi, ma da ieri io sono ancor più convinto che possiamo essere primi. Dobbiamo solo fare pace con i Santi e un poco pure con noi stessi. Amen.

Valentino Di Giacomo

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