25 euro per la curva contro il Chievo è da “bagarini”! Hanno...

La politica presidenziale

25 euro per la curva contro il Chievo è da “bagarini”! Hanno ragione i tifosi

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Sui media si sta iniziando molto a parlare della scarna presenza dei tifosi del Napoli al San Paolo. Ieri, contro il Chievo, gli spettatori erano appena 20mila. Un dato che, personalmente, non mi dispiace tantissimo perché pone fine a tutti quei servizi televisivi folkloristici che mandano in onda non appena gli azzurri vincono un po’ di partite di fila o sono alla testa della classifica. Li conosciamo a memoria quei “reportage”, ne hanno fatti a migliaia ma in fondo è sempre lo stesso: la statuina del calciatore sul presepe di San Gregorio Armeno, il tifoso “esperto” con la pizza tra le mani, le immagini dal lungomare dove si cerca di raccontare una città immobile perché il Napoli ha vinto e quindi a nessuno interessa di lavorare, fare la spesa, portare a scuola i bambini. Perché a Napoli le vittorie DEVONO per forza essere celebrate così. Con i 20mila di ieri scompare finalmente la leggenda del pubblico che campa di pane e Napoli, ma più spesso “solo di Napoli”, come con il veleno di Miseria e Nobiltà.

In realtà il tifo partenopeo non si è disamorato, segue semplicemente le evoluzioni del “calcio moderno” che non sono sconosciute in altre città d’Italia. E poi si aggiunge la scelta scellerata della società sul prezzo dei biglietti. Ieri un tagliando in curva costava la bellezza di 25 euro. Era Napoli-Chievo, tutt’altro che una partita di cartello. Se un genitore avesse voluto portare moglie e due bimbi nell’inospitalissima curva del San Paolo avrebbe dovuto spendere, per Napoli-Chievo (lo ricordiamo), ben 100 euro. Evidentemente quell’ipotetico papà non campa di “solo Napoli”, ma con quei 100 euro ci fa la spesa per una settimana.

Ieri anche un mio amico ed io eravamo invogliati ad andare allo stadio. Noi, malati del Napoli e dello stadio. Eppure due conti ce li siamo fatti: siamo entrambi appassionati di Brasile e cucina brasiliana e, riflettendoci un po’, abbiamo deciso di andare a vedere Napoli-Chievo in una churrascheria carioca. Il menù (tutto a volontà) costa 35 euro. Si mangia fajolada, riso e poi una serie interminabile di portate di squisita carne finché il tuo stomaco non scoppia. Insomma, con 10 euro in più abbiamo visto la partita e abbiamo mangiato come due maiali il cibo che ci appassiona. Il costo aggiuntivo delle birre? Le avremmo comprate anche allo stadio nel pre-partita al Gazebo. Certo, alla fine abbiamo pagato qualcosina in più perché proprio non potevamo esimerci dal festeggiare e digerire con cachaca e caipirinha.

Insomma anche i tifosi più malati due conti in tasca se li fanno. Siamo due che abbiamo già comprato il biglietto per Lisbona per andare a vedere la partita con il Benfica e che per ammirare l’esordio del Napoli in campionato contro il Milan abbiamo speso la poco modica cifra di 40 euro per la curva B.

Ora si può raccontare di un pubblico disamorato. O, più semplicemente, dare ragione a quei tifosi che chiamano “bagarino” il presidente. Perché 25 euro per una partita contro il Chievo, in uno stadio dove per primo lui dice di non volerci mettere più piede tanto che l’impianto è fatiscente, è una cifra enorme. 15 euro sarebbe stato un prezzo corretto, 20 euro sarebbe stato un po’ caro, ma almeno nell’immaginazione sarebbe andata via solo una banconota azzurra, quella da 20 appunto. 25 euro no. 25 euro sono troppi troppi troppi.

Qui abbiamo sempre difeso il presidente dalle accuse di “papponismo” che ci sembrano oltremodo lunari. Non è neppure questo il caso, il costo dei biglietti allo stadio, per la scarsa incidenza sui bilanci, non è certamente una scelta economica. E’ una scelta politica: un po’ per dare il segnale a De Magistris che il club può fare persino a meno dello stadio, un po’ per dare uno schiaffetto ai tifosi che in questi anni hanno contestato la società il più delle volte immeritatamente e stupidamente. E’ una scelta politica che non sappiamo quali frutti porterà a De Laurentiis. Intanto, da qui, gli diciamo che è davvero un prezzo da bagarini quello fissato contro il Chievo. Non vogliamo fare il pubblico che balla la tarantella e suona il mandolino, ma una partita allo stadio vorremmo godercela senza dover spendere un occhio della fronte.

Ieri il pappone l’ho fatto io. Che mangiata! Alla faccia dei 25 euro!

Valentino Di Giacomo

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