Il mostro Di Canio cacciato, il mellifluo Mauro salvato

Due pesi e due misure

Il mostro Di Canio cacciato, il mellifluo Mauro salvato

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E’ notizia di questi giorni la rimozione da parte di Sky di Paolo Di Canio, reo di aver tatuato sul braccio l’eloquente scritta “DUX” per omaggiare Benito Mussolini. Che Paolo Di Canio avesse simpatie fascistoidi è una sorta di segreto di Pulcinella. In un derby esultò persino alzando il braccio in segno di saluto romano. Insomma, fermo restando l’ovvia condanna del fascismo, sembra la solita storia di morale tutta italiana. Un Paese bigotto il nostro, a cui si aggiunge l’iper-bigottismo americano di Sky e Fox: su certi argomenti il Paese “Stars&Stripes” mette la freccia e ci sorpassa a velocità smisurata in quanto alla finta morale.

Da questa storia ne escono tutti sconfitti: Paolo Di Canio che non potrà raccontare le sue storie, i clienti di Sky che non potranno godere del godibilissimo programma dell’ex calciatore azzurro, uno dei pochi in tv dove si parla di calcio “vero”, ci perde pure Sky che aveva investito molto probabilmente per assicurarsi le prestazioni di Di Canio.

Poi, qui a Napoli, ci torna alla mente un episodio che ci fa pensare al classico meccanismo dei “due pesi e due misure”, riguarda Massimo Mauro. Il commentatore di Sky, con somma viltà, accusò l’allora allenatore del Napoli, Rafa Benitez, di essere “disonesto”. Cosa più grave, lo fece quando Benitez era già andato via dalla postazione tv e quindi non poté controbattere.

A me il fascismo fa schifo. Ma mi fanno più schifo certi personaggi che offendono gli altri senza che questi possano replicare. Che poi in tv è tutto, è il minimo criterio giornalistico consentire la difesa a chi è oggetto di critiche nel corso di un programma tv. Allora Sky difese Massimo Mauro per un gesto di una gravità inaudita che ha a che fare, oltre che con i basilari criteri giornalistici, con i fondamentali assunti di educazione ed “essere uomini”, vale a dire “parlare in faccia”.

Il mellifluo Mauro è ancora lì. Il “mostro” Di Canio invece no. Noi pensiamo che questo sia un comportamento intellettualmente “disonesto”. Se Sky vuole siamo qui per loro eventuali repliche. Noi le critiche le facciamo “faccia a faccia”.

Si segnala, così giusto per dire, che in Italia esiste il reato di apologia del fascismo, non quello di apologia di Mussolini. Il tatuaggio di Di Canio è stupido, fa schifo, è di cattivo gusto, ma non rappresenta un reato. Tanto più che il suo era un programma sportivo, non politico. Riteniamo quantomeno difficile che, nel bel mezzo di una trasmissione, Di Canio avrebbe potuto mettersi a parlare del manuale del perfetto fascista o delle leggi razziali. Vabbè, anche questa è andata. Male.

Valentino Di Giacomo

 

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