Napoli è bella, ma smettiamola di sentirci superiori agli altri

La moda un po' violenta dei social

Napoli è bella, ma smettiamola di sentirci superiori agli altri

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Intalliarsi e guardare questo spettacolo... Foto di Giovanni Savino

Mi ha emozionato l’articolo di Paolo sull’usanza tutta partenopea del “consuolo”. Per chi non l’avesse letto ne consiglio la lettura perché ogni tanto è bello leggere qualcosa che racconti di gesti di pace, fuori dal tambureggiamento dei social di liti, lamentele, brutte notizie. Fa bene tanto più in un momento come questo quando una parte del Paese soffre il dramma del sisma che ha sfracellato case, paesi e tolto la vita a centinaia di persone.

E’ bello essere partenopei ricordando il nostro cuore. Quei piccoli gesti, quelle piccole attenzioni che tramandiamo da generazioni: penso al “consuolo”, ma pure al fare visita in casa d’altri con zucchero e caffè.

Eppure, nel racconto mediatico, soprattutto in quello dei social, mi piace meno questa pretesa superiorità del “cuore napoletano”. Come se in altre parti d’Italia fossero una razza di asentimentali. Fa bene ricordarlo proprio ora che è fine Agosto e la maggior parte di noi, i più fortunati, sono appena rientrati dalle vacanze. Le vacanze sono spesso anche un’occasione per conoscere persone di altre parti d’Italia. Un tempo lo si faceva con il militare. E, conoscendo persone di altre città, si scopre che in fondo in fondo un cuore ce l’abbiamo tutti. Eppure, a leggere alcune cose sui social, pare che debba passare sempre il concetto che solo il “Napoletano tene ‘o core bbuon”. Siti web che quasi parlano di superiorità razziale perché i Borbone inventarono il bidet oppure la prima ferrovia, o ancora la raccolta differenziata. E’ bello tutto questo, ma purtroppo ha un prezzo. Il prezzo è che, senza rendercene conto, in questa nostra manifestazione delle nostre identità, forse senza neppure accorgercene, vogliamo manifestare una pretesa superiorità.

Io penso che invece il napoletano è assai più ricco quando è umile. Quanto è bella la Napoli delle signore che portano a fatica le buste della spesa, quanto è bella la Napoli delle facce sulla metropolitana dopo una giornata di fatica, quanto sono belle le rughe delle vecchiarelle sedute al verano fuori ai vasci. E’ bella Napoli quando è semplice, non quando pretende di essere superiore agli altri.

Quelli di cui parlo non sono sentimenti così lontani dal nostro vivere quotidiano. Sull’identità e sull’orgoglio c’è tanta gente che sale sul carro di Napoli per guadagnarci. Vogliamo ricordare l’ultima campagna elettorale quando ai festeggiamenti del nostro sindaco si cantava persino assurdamente “Bella ciao” sventolando la bandiera del Regno delle due Sicilie? O vogliamo parlare di tutti quei siti web che decantano le bellezze di Napoli? Per carità, tanti lo fanno in buona fede, ma tanti altri ci guadagnano. Ci guadagnano anche tanto.

Ecco perché qui su Soldatoinnamorato, a volte, prima di scrivere qualcosa di bello sulla nostra città un po’ ci pensiamo su. Non perché sia sbagliato, ma perché, soprattutto sui social, c’è un clima avvelenato. Napoli è bella quando dialoga con altre culture, non quando ricorda “e tiempe belle ‘e na vota” o peggio quando si sente superiore a tutti gli altri. Questo è un errore che spesso ho commesso pure io e ho compreso che non porta benefici, ma ci allontana dagli altri.

Si può essere orgogliosi, ma senza sentirsi superiori. Proprio come quando, in silenzio, in occasione di un lutto, arriva una vicina sconosciuta con una pentola di brodo. Napoli è bella per ciò che dice, ma è assai più bella quando sono gli altri a parlare di lei. A parlare di noi.

Valentino Di Giacomo

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