Il consuolo – la solidarietà nel lutto della cultura Napoletana

Il consuolo – la solidarietà nel lutto della cultura Napoletana

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Se chiedete a un bambino la legge di Lavoisier probabilmente non saprà rispondervi, così come probabilmente non saprebbero rispondere molti adulti, eppure i bambini la conoscono bene. I bambini lo sanno che nulla si crea e che nulla si distrugge ma che tutto si trasforma. I bambini non sanno come sono nati, ai bambini sembra strano essere stati nella pancia della mamma e anche se si convincono che è così, continuano a chiedersi prima dove erano, l’idea della non esistenza non la possono capire e forse hanno ragione, perchè siamo noi grandi ad esistere la non esistenza.

Ora provate a spiegargli la morte.
Provate a dirgli che qualcuno non c’è più.

Potete dirgli che è in cielo, potete dirgli che è partito, potete dirgli che ora vive nel suo cuoricino ma no, non potrete dirgli che non c’è più.

Non importa quanti anni hai, la prima volta che hai a che fare con la morte sei sempre un bambino, pensare che qualcuno non c’è più non è facile, capirlo non è umanamente accettabile, soprattutto se a quel qualcuno vuoi molto bene.

Del primo lutto vissuto in famiglia, in casa mia, ricordo tutto, i pianti, gli abbracci gli amici e i parenti che si facevano forza e ricordavano, e poi una cosa che mi incuriosì, non capivo, mi faceva quasi sorridere: i vicini di casa e persone del palazzo con cui non avevamo particolari rapporti, arrivavano tutte con qualcosa da mangiare, in particolar modo brodo, tante pentole di brodo, profumato, pieno di carne e di sapore, un piacevole odore di brodo che riempiva la casa, arrivarono altre cose, cioccolata calda, caffè a non finire, anche i cornetti, ma quelle pentole di brodo catturarono la mia intenzione.

Un po’ stralunato chiesi ai più grandi perchè la signora del terzo piano, che al massimo salutavamo incontrandoci per le scale ci avesse portato il brodo, potevo capire i vicini di pianerottolo, praticamente vivevamo insieme, ma proprio non capivo perchè delle persone che a stento conoscevamo si fossero prese la briga di cucinare per noi.

La risposta di tutti era in una parola: ‘o consuolo.

La parola mi incuriosiva ancora di più, era strana ma aveva un bel suono e comunque era chiara, un atto consolatorio, ma ancora qualcosa non mi quadrava: il brodo, perchè?
Consolarsi, quando è legato al cibo, è utilizzato per qualcosa di straordinariamente buono, e allora perchè il brodo, che per carità, amo  amavo tantissimo anche da bambino ma non ha quell’appeal da farti esclamare “M’aggio cunzulat’!” a fine pasto.

Certe risposte te le può dare solo l’esperienza e così furono i miei zii a spiegarmi l’importanza, l’utilità, la versatilità e soprattutto la praticità del brodo di carne: tanto per iniziare se non hai fame puoi sempre berlo ed è nutriente, a pranzo puoi mangiarlo con un po’ di pastina e a cena puoi mangiare la carne.

Insomma il consuolo non è una cosa fatta tanto per far vedere e neanche un segno di affetto o riconoscenza, il consuolo é solidarietà pura, fatta con rispetto e intelligenza, so che sei in difficoltà, so di cosa hai bisogno e ci penso io perchè posso farlo. Il consuolo dovrebbe essere inserito fra i parametri di misurazione della qualità della vita, perchè è indice di quanto, nel bene o nel male a Napoli non sei mai solo.

Per questo non mi sorprende che da Napoli i camion con gli aiuto per i terremotati siano partiti subito e in quantità smodate, non mi sorprende che anche dopo che la Protezione Civile avesse detto che non servivano altri aiuti, da Napoli abbiamo cercato in ogni modo di metterci in contatto con gente del posto per capire cos’altro potesse servire e continuare a mandare aiuti mirati.

Non l’abbiamo fatto perchè ci siamo passati 35 anni fa, non l’abbiamo fatto perchè sappiamo che un giorno potrebbe toccare e non l’abbiamo fatto pe fa verè, l’abbiamo fatto perchè sapevamo che un nostro vicino aveva bisogno e anche se non lo conoscevamo sapevamo di poterlo aiutare e l’abbiamo fatto nel modo più pratico e funzionale possibile.

Paolo Sindaco Russo