Basta “papponisti” e “aurelisti”. Tutti uniti per il nostro Napoli

Solo uniti si vince

Basta “papponisti” e “aurelisti”. Tutti uniti per il nostro Napoli

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Chi ci legge da tempo sa che, soprattutto il sottoscritto, non approva moltissimo i malumori della piazza verso la società e verso De Laurentiis. Non perché il presidente sia esente da critiche, ma perché come abbiamo spiegato più volte c’è una sproporzione incredibile tra il reale valore del Napoli e delle scelte societarie rispetto all’odio che si legge sui social e si sente nei bar nei confronti del “Pappone”.  Lo abbiamo ribadito proprio prima della partita contro il Pescara, basta leggere qui cosa pensiamo.

Eppure De Laurentiis non è esente da critiche, ma unirci pure noi al coro contro il presidente in un contesto simile ci sembrerebbe fare gli sciacalli e comunque non gioverebbe a quella che è la nostra ragione di vita: il Napoli. Di critiche Aurelio ne meriterebbe moltissime. A partire dalla partenza di Higuain. E’ vero, De Laurentiis mai lo avrebbe venduto, tanto meno alla Juve. Eppure l’impressione che se ne è avuta è che il club sia rimasto spiazzato dalla scelta del nuovo Core ‘ngrato. Una società realmente preparata discute per tempo con il calciatore, gli rinnova il contratto oppure decide di venderlo. Ma per tempo. Quel tempo necessario per ricercare un calciatore di pari livello senza farsi prendere per la gola da calciatori che probabilmente non potrebbero mai fare ciò che ha fatto Higuain. Vedi su tutti Mauro Icardi e la fantasmagorica consorte. Non doveva il Napoli chiudere in una prigione dorata Higuain, forte dei 5 milioni che il club versava sul conto in banco del pavido argentino.

Così come sono andate le cose, il Napoli ha perso il suo miglior calciatore e rinforzato la sua diretta concorrente. Sulla carta il campionato italiano non esiste. La Juve ha quattro difensori centrali su cinque che giocherebbero tranquillamente nel Napoli da titolari: Bonucci, Chiellini, Barzagli, Benatia e poi Rugani. Sulle fasce Lichtesteiner, Dani Alves, Alex Sandro ed Evra. A centrocampo hanno venduto Pogba, è vero, ma per il campionato italiano quelli che hanno bastano e avanzano. In attacco c’è il core ‘ngrato. Sulla carta la Juve è più forte. Sulla carta pure il Napoli era più forte del Pescara. Qui non ci arrendiamo perché poi è sempre il campo a decidere.

Il Napoli ha pensato di sopperire all’assenza di Higuain dando a Sarri maggiore profondità di rosa. Il centrocampo è verosimilmente stellare, tanto più nel lungo periodo. Avere Allan, Hamsik e Jorginho insieme a prospetti internazionali come Zielinski, Rog e Diawara è tantissima roba. Siamo certi che il Napoli farà anche altro fino alla fine del mercato. Manca soprattutto un terzino perché Ghoulam (come Koulibaly) sarà impegnato per un mese per giocare la Coppa d’Africa.

L’errore di De Laurentiis è nell’essersi fatto prendere alla sprovvista. Ma siamo certi, almeno qui, delle buone intenzioni del presidente. Higuain mai lo avrebbe venduto, tanto meno alla Juve. Poi vabbè a Napoli c’è un provincialismo che è qualcosa di squallido. De Laurentiis con il Napoli ci guadagna: questo è il suo peccato. E invece in questa città il “fare impresa” è sterco del diavolo. Il napoletano medio pensa ai guadagni suoi e guarda di cattivo occhio i guadagni degli altri. Provincialismo appunto. Roba da paesino di montagna, altro che status di grande città europea e tra le capitali della cultura. Basta ricordare il ridicolo episodio di quando tanti napoletani si sono messi in fila per prendersi il biglietto gratis per l’amichevole dei 90 anni. Lì i soldi nelle tasche (proprie) pesavano eccome.

De Laurentiis, come dicevamo, ha mille difetti. In primis caratteriali. Non ha giovato al suo rapporto con la piazza la festa dei 90 anni organizzata in maniera così approssimativa, non hanno giovato i silenzi stampa o le conferenze a invito, non ha giovato fissare a 40 euro il prezzo per le curve per la prossima partita contro il Milan. Aurelio tira la corda e dovrà essere fortunato che arriveranno presto i risultati, perché quella corda prima o poi si spezzerà. Ecco, noi quella corda vogliamo tenerla unita. Non per amore di De Laurentiis, ma per amore del Napoli. Se potessimo organizzeremmo una tavola rotonda tra il presidente e una rappresentanza di tifosi per avviare un chiarimento. Non si può continuare divisi, separati in casa. Siamo tutti sulla stessa barca. De Laurentiis tifa Napoli, fosse anche soltanto per il vile danaro, ma tifa Napoli. E noi siamo pazzi del Napoli per cui sacrifichiamo mogli, fidanzate, figli, tempo libero, soldi, sonni, speranze, emozioni, battiti acceleratissimi.

Facciamo tutti un passo indietro per farne uno, ma tutti insieme, in avanti. Non si può continuare con lo stillicidio del papponismo. Così come il presidente non può trattare i suoi tifosi come cameriere. Anche in ritiro la mancata presentazione della squadra è stata una scelta indecente. Abbiamo scritto anche questo.

Come vedete, qui su Soldatoinnamorato, non ragioniamo per partito preso. Se c’è da criticare si critica. Ma senza astio, senza questo catastrofismo ingiustificato. Il Napoli è forte. Magari non vinceremo lo scudetto, magari si. Ma questo non dipenderà da noi. Dipende da noi invece creare un clima costruttivo, anche con le critiche. Non questo clima da caccia alle streghe che respiriamo. Un’aria pesante. Noi facciamo il nostro, facciamo il nostro mestiere di tifosi. Poi toccherà a società, allenatore e squadra fare il resto. Però noi dobbiamo viaggiare tutti nella stessa direzione.

Basta polemiche. E finalmente che tra pochi giorni questo maledetto calciomercato chiude così non dovremo più perderci in ricostruzioni e fantasiose trattative che ci allontanano dal nostro core business: il campo, la squadra.

Forza Napoli. Tutti insieme, tutti uniti. Come quando allo stadio cantavamo tutti insieme, con le lacrime agli occhi, Oi vita mia. Perché questa squadra, alla fine, di qualunque “partito” siamo, è la vita nostra. Forza azzurri.

Valentino Di Giacomo