La conferenza stampa e la figura pessima fatta da Ussi e Ordine...

Ecco perché è nato soldatoinnamorato

La conferenza stampa e la figura pessima fatta da Ussi e Ordine dei Giornalisti

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Valentino Di Giacomo

Soldatoinnamorato è nato poco più di un anno fa. E’ nato dalla passione di un gruppo di amici. E’ nato perché di siti in giro per il web dedicati al Napoli ce ne sono a decine, ma sono quasi tutti portali accalappiaclick per lettori un po’ sprovveduti. Come avrete potuto notare, sin da quando siamo nati, sul nostro sito non avete trovato mai notizie di calciomercato. “Ecco chi sta per firmare”, “Ecco chi è un passo dalla firma”, “Ecco chi sta per vestirsi d’azzurro”. No, questo genere di scemenze sul nostro sito non potrete trovarle. Servono per incuriosire il lettore, poi si apre il link e dentro ci si accorge che la notizia non c’è. Ed è il migliore dei casi. Perché spesso la notizia c’è, ma è inventata o ricostruita ad arte per creare una telenovela.

Anche per questo è nato soldatoinnamorato. Vogliamo meno lettori di altri, ma chissà se continuando in questo nostro progetto si possa formare una nuova leva di lettori un po’ meno sprovveduti. Pochi ma buoni. Oppure, per citare Arbore, meno siamo meglio stiamo.

Ha fatto discutere la decisione del Napoli di organizzare le proprie conferenze stampa ad invito. Subito si sono levati gli scudi da parte dell’Ordine dei Giornalisti e dell’Ussi. Poi è arrivata la replica del capo della comunicazione del club azzurro. Una replica che riportiamo, che andrebbe incorniciata e affissa alle pareti, che vi riportiamo in fondo all’articolo.

Ci sono siti web e siti web, giornali e giornali, televisioni e televisioni. E poi ci sono giornalisti e… giornalisti. Non si è tutti della stessa pasta. Ci sono persone che si sentono “giornalisti” perché hanno un pezzettino di carta che li indica tali. La mia convinzione, da giornalista professionista, è che il giornalista lo si fa, non lo si è di nascita. E se si fa il giornalista questo va fatto rispettando il più possibile le regole deontologiche, ma soprattutto sé stessi e i lettori. Nè l’Ordine dei Giornalisti, nè l’Ussi sanno far rispettare una pur nobile professione. Basta vedere certi sitarelli, basta ascoltare certi giornalisti per i quali già la lingua italiana è una scienza ardita, figurarsi la deontologia… Eppure anche questi soggetti, scrivendo 80 articoli per qualsiasi testata registrata, possono ottenere almeno il tesserino dei giornalisti pubblicisti. Palummella vi ricorda qualcosa? E almeno Palummella è stato un grande tifoso, ma soprattutto ha visto certamente migliaia di partite, migliaia di più di qualche ragazzino che con un tesserino in tasca si sente il nuovo Indro Montanelli.

Noi di Soldatoinnamorato non siamo ancora una testata giornalistica. Potremmo iscriverci tranquillamente all’albo delle testate online, ma non abbiamo ancora deciso di farlo. Un po’ perché, e lo diciamo senza vergogna, siamo pigri e compilare scartoffie non è il nostro forte. Un po’ perché qui non facciamo molta informazione, ma molti commenti su Napoli e sul Napoli. Questo non è un giornale online, è un blog di ragazzi più o meno bravi che si dilettano ad offrire una visione sulla squadra e sulla città. Una visione distante dai giornaletti online che acchiappano click a suon di clamori inventati. Una visione ostinata e contraria a chi vuole sentirsi “figo” andando a Castelvolturno a partecipare, senza neppure la possibilità di fare domande, alle conferenze stampa. Per non parlare di quelli che creano siti solo per farsi accreditare in tribuna stampa e scroccare la partita…

Insomma, siamo distanti. Da giornalista, iscritto all’ordine, mi auguro solo che chi è chiamato a tutelare questa meravigliosa professione riesca a farlo meglio. In che modo? Lo spiega benissimo Nicola Lombardo, il capo comunicazione del Napoli. Poche righe per mettere a figura di melma una categoria che ormai non sa neppure più difendersi. Ecco qua, noi abbiamo stampato, incorniciato e affisso queste parole sulle nostre pareti e nella nostra mente. Poi il resto del lavoro tocca a voi, cari lettori. Magari evitando di aprire quei link di sitarelli improvvisati che vi raccontano un sacco di scemenze. Nell’era del web siamo tutti sulla stessa barca. Chi scrive deve fare bene il proprio lavoro, chi legge altrettanto.

“A questi incontri potranno partecipare le testate che saranno invitate. In pratica, abbiamo detto che per entrare a casa nostra, a Castel Volturno, è necessario un invito. Alcune associazioni di categoria hanno “stigmatizzato” questa nostra iniziativa, peraltro senza chiamarmi per chiedermi conto di quanto loro trovavano così intollerabile. Non per questo motivo sento la necessità di un mio intervento, ma perché ho ascoltato una trasmissione radiofonica nella quale un giornalista diceva che ‘per fortuna la cosa era rientrata’. Non è rientrato nulla, anche perché non c’era nulla che dovesse rientrare. Viviamo in un mondo in cui chiunque si può proclamare giornalista per autocertificazione. Persone che non hanno fatto alcuna gavetta, scuola, o esperienza in strutture redazionali vere, pretendono di ergersi a giornalisti, di partecipare alle conferenze stampa o agli incontri, e prendere parte attivamente alle discussioni. Noi pensiamo due cose: la prima, che a casa nostra, perché Castel Volturno è la sede del Napoli, se decidiamo di organizzare un incontro con i media, un incontro privato e non pubblico come quelli che ogni settimana avvengono negli stadi, o che sono previsti dalle regole Uefa, noi possiamo decidere di invitare chi pensiamo sia adatto a questo tipo di occasioni. Senza discriminazioni, senza farlo per evitare “domande sgradite”, ma solo per avere un quadro quanto più professionale di questo momento. La seconda cosa è che non ha senso far partecipare a un incontro con un allenatore testate che non avranno comunque la possibilità di interloquire con lui, perché il tempo di questi incontri è limitato e si deve garantire lo spazio a chi questo lavoro lo sa fare e lo fa da molto tempo. Non possiamo consentire che i giornalisti che si proclamano tali “per autocertificazione” possano penalizzare il lavoro dei giornalisti veri. E considerando che questi incontri, come quello di domani, vengono comunque trasmessi in diretta su una televisione nazionale, sulla nostra radio ufficiale, sui siti internet che fanno la loro diretta testuale e sul sito della società, nulla viene nascosto né impedito. Non solo, limitando il numero delle testate a quelle che sono la parte reale di questa professione, diamo la possibilità a tutti di fare le loro domande. Gli incontri ad invito non sono una mia invenzione. Li fanno a Palazzo Chigi, alla Casa Bianca, all’Ocse, nelle grandi aziende. Nessuno si sente offeso o discriminato se non è nella lista. Ma visto che siamo in tema, voglio aggiungere alcune considerazioni. Il calcio, dal 1996 con l’introduzione della Legge Veltroni che ammette anche in Italia il fine di lucro per le società sportive, è cambiato. Le società di calcio sono aziende che devono cercare un profitto che, reinvestito, faccia crescere economicamente l’azienda per farla competere ai massimi livelli. Le società di calcio devono, se vogliono vincere o sopravvivere, liberarsi da un mondo di regole stantie che non può più essere tollerato. Solo così si potrà competere, vincere e non rischiare di fallire. Per concludere: le associazioni di categoria che tanto si sono agitate ieri per una semplice procedura nella quale sono state invitate 25 testate media, per quale motivo non si agitano quando i loro associati mortificano la loro professione facendo dei semplici copia e incolla, o scrivendo “notizie” senza fare alcun controllo delle fonti o dei fatti riportati?

NICOLA LOMBARDO – CAPO COMUNICAZIONE SSC NAPOLI