Festa dei 90 anni: la sagra del potrei ma non voglio

Festa dei 90 anni: la sagra del potrei ma non voglio

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Avevo comprato il biglietto, anzi il miniabbonamento per due partite, appena uscito. Non ci ho pensato su due volte, amo lo stadio mezzo dei gironi di Europa League, quello dei primi turni di Coppa Italia o delle partite di campionato quando il Napoli è in un brutto periodo, si canta di più e meglio, il tifo è costante… preferisco 20mila tifosi a 60mila spettatori, ma è un mio limite forse. Lo stadio semideserto delle amichevoli estive però è diverso, sono partite dove sostanzialmente si prova solo la tattica anche se ci sono molti goal non c’è grosso spettacolo, soprattutto con Sarri che sostanzialmente gioca a Scacchi, mi diverte vedere i giocatori che poi andranno i prestito, i giovani aggregati alla prima squadra… e poi dopo qualche mese di assenza è bello respirare di nuovo l’aria del San Paolo.

Li ho presi prima delle polemiche, forse non c’era neanche l’ufficialità del tradimento, e per quanto sapessi dei 90 anni non sapevo della “festa”, per cui mi aspettavo o una partita celebrativa con un minimo di presentazione.

In questa settimana è andata in scena la rappresentazione dell’utero del tifoso medio azzurro correlato al delirio e alla disorganizzazione totale di De Laurentiis e famiglia. Adl ha prima provato ad arricchire l’evento con ospiti e baracconate, con il pubblico che continuava a latitare parlando di boicottaggio, quando il presidente ha deciso di regalare i biglietti il boicottaggio e stranamente svanito nel nulla.

Il Risultato è stato uno stadio mezzo pieno e una festa indecente, una sagra paesana con ospiti straordinari. Mi verrebbe da parlare di “vorrei ma non posso” ma non è così, perchè in realtà De Laurentiis potrebbe, ma evidentemente non vuole.

Partiamo dalla location: Il San Paolo lo conosciamo bene tutti, lo amiamo, ma se ne cade a pezzi. Io sono di quelli che sogna uno stadio da 100mila posti senza pista di atletica, senza sediolini e tutte gradinata… Insomma come era prima dei lavori del mondiale ’90, ma se si vuole fare un certo genere di spettacolo bisogna avere le infrastrutture adatte.
In curva B non si è capito nulla del discorso di Maradona, l’audio era pessimo tutto incomprensibile e anche il concerto era gracchiante e non per demerito degli artisti. I 4 Maxischermi rivolti verso il campo e non verso gli spalti sono stati una furbata non indifferente, praticamente inutili.

Sulla scelta degli artisti non discuto, non ne faccio assolutamente una questione artistica, ma storica: ci sono cantanti che hanno dedicato pezzi bellissimi al Napoli, possono piacere o non piacere ma in qualche modo hanno fatto la storia di questa squadra: Il Giardino dei Semplici, Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio su tutti. Almeno uno credo che sarebbe dovuto esserci per rispetto della storia…

Già la storia! La vera grande assente di questa festa: di 90 anni di vita non siamo riusciti a tirare fuori nulla di meglio di due videomessaggi di Maradona e Cavani?
Potrei parlare di tantissimi nomi che hanno indossato la nostra maglia e che non ci sarebbe voluto molto a coinvolgere anche solo per un saluto, ma mi basterà farne uno: Giuseppe Bruscolotti.
17 anni in maglia azzurra, l’unica che ha indossato da professionista, ha ceduto la fascia di Capitano a Maradona facendosi promettere lo scudetto e così è stato , 17 anni su 90 non sono pochi, e come lui tanto altri dovevano essere invitati.

Era meglio non farla, era meglio fare giusto un giro di fuochi d’artificio un annuncio, la presentazione dei giocatori ( a proposito ma De Guzman?!?!?) e poi la partita, invece di fare una cosa arronzata, fatta male, noiosa e poco godibile, anche perchè, mi ripeto, il presidente le conoscenza, le capacità e i mezzi per fare qualcosa di meglio le ha.

Alla fine c’è da dire che la curva B ha comunque festeggiato, tamburi, cori e fumogeni, una bella atmosfera divertente e un ritmo che ha coinvolto anche i più piccoli, e forse è questa la cosa che conta perchè i bambini come Giacomo (mio figlio) che oggi si sono divertiti con quei cori e per quella maglia sono quelli che dovranno far continuare questa magnifica storia per i prossimi 90 anni.

Alla fine questa festa è già stata dimenticata, forse non verrà mai ricordate se non per la doppietta di Koulibaly, ma data di rimane e anche la lezione; quando si tratta di pallone le uniche canzoni da sentire sono quelle che partono dagli spalti, per il resto c’è piazza plebiscito!

Paolo Sindaco Russo