De Magistris vuole il Regno di Napoli? Allora rinunci ai soldi per...

Le chiacchiere del sindaco

De Magistris vuole il Regno di Napoli? Allora rinunci ai soldi per Bagnoli

0 678

Tra i miei mille difetti, ne ho uno imperdonabile: non adoro le mezze misure, o 1 o 90 si dice a Napoli. E questo è uno dei motivi per cui – per dirla con un’espressione social – ho una relazione complicata con la politica che, per antonomasia, è l’arte del compromesso. Per tutta la durata della campagna elettorale qui su soldatoinnamorato ci siamo astenuti dal fare qualsiasi tipo di commento, la nostra è una testata libera e così deve restare. Oggi però, a urne chiuse e a risultato acquisito, se ne può parlare e scrivere in libertà.

Luigi De Magistris ha vinto e chi vince ha sempre ragione, tanto più guardando il resto della pletora di candidati. La sua, come quella dei suoi avversari, è stata però una campagna elettorale senza fatti, non se ne è praticamente parlato. Cosa ha intenzione di fare il sindaco confermato per i prossimi 5 anni? A parte questo movimento sinistroide anti-renziano che vuole imporsi a livello nazionale che, per noi cittadini che viviamo la città, ce ne frega quanto il risultato di una partita di calcio di terza serie svedese. Veniamo quindi alle “mezze misure” di cui accennavo. Il sindaco del “lungomare liberato” ha fatto una campagna elettorale tutta fondata sull’indipendentismo. Devo dire che la sera dei risultati del primo turno mi sono persino vergognato dell’immagine che Luigi De Magistris ha dato di Napoli intervenendo a Porta a Porta. Non tanto per quello che diceva, ma per i nomi dei simboli di lista che lo sostenevano. A noi non fa effetto, ma che deve pensare dei napoletani uno dell’alta Italia nel vedere alle spalle del sindaco quei simboli così stucchevolmente campanilistici: “Ce simm sfasteriati”, “Mò”, un simbolo con la maschera di Pulcinella. Ancora con queste immagini stereotipate? O a Napoli esiste pure altro?

Pulcinellate per l’appunto e con le pulcinellate, i “cacati sotto”, “rivoluzione” non si può governare. De Magistris la sera dell’elezione ha detto “Ci avete detto per 150 anni cosa dovevamo fare, oggi decidiamo noi. Gli altri sono una CHIAVICA”. Discorso bello, emozionante, persino condivisibile se non fosse per qull’aggettivo finale. E allora, se l’indipendenza vuole, il sindaco confermato la ottenga per davvero. Ed ecco il discorso della “mezza misura”: De Magistris rinunci, ad esempio ai fondi del governo per Bagnoli e non versi più le tasse dei napoletani allo Stato centrale. Ammesso che Napoli sia economicamente autosufficiente. Questa è l’indipendenza. Il resto sono solo chiacchiere che prendono in giro quei poveri cristi che davvero ci credono.

Le parole sono belle, i fatti però sono questi e rappresentano il tutt’altro. E allora, nei prossimi 5 anni, De Magistris ci dica davvero cosa vuole farne di Napoli. Potrà farlo in tutta tranquillità visto che non dovrà essere più in campagna elettorale e raccontare sciocchezze alla gente. Vuole una Napoli indipendente? Crei il suo regno. E sia fatta la sua volontà. Perché, alla fin fine, oltre perché probabilmente era il “meno peggio”, è stato votato proprio in virtù di certi sentimenti. Li metta in atto se ne è capace. Altrimenti è “tutto chiacchiere e distintivo”. Da ex magistrato la definizione calza proprio a pennello.

Valentino Di Giacomo

SEGUICI E COMMENTA CON NOI SU FACEBOOK SULLA PAGINA DI SOLDATO INNAMORATO E SU TWITTER@SurdatNammurat

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it