L’Italia fa schifo… Ma vince l’Europeo

L’Italia fa schifo… Ma vince l’Europeo

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Antonio Conte (foto da Flickr)

Non ho mai tifato Italia, non l’ho seguita e non mi ha mai appassionato. Non è tanto un fatto storico o identitario ma c’è poco da fare, sono napoletano e tifo Napoli, anche l’Italia per me è solo un’altra squadra. 
Ho ovviamente tifato per Maradona nell’86 e ’90, ho sempre amato follemente il Brasile, mi piace un sacco seguire le squadre improbabili e i loro piccoli eroismi, ma l’entusiasmo per la statale non mi ha mai coinvolto, neanche nel 2006, quando scese in strada a festeggiare anche chi era sulle mie stesse posizioni.

La seria a è a un livello bassissimo, tante polemiche e pochi campioni, i settori giovani stentano a tirare fuori talenti e salvo poche eccezioni i giovani esordiscono in serie A tardissimo e quasi sempre fanno al massimo da comparse. Inutile girarci intorno, il calcio Italiano è in crisi.

Ci sono in giro ottimi giocatori ma i pochi campioni affermati sono ormai avanti con gli anni e non è stato facile per Conte fare le sue scelte. Se in passato allenatori si sono trovati a dover lasciare fuori qualcuno fra Zola, Totti, Baggio, Del Piero o Signori, a dover inventare per loro ruoli improbabili pud di farli giocare o a costringerli a staffette fra primo e secondo tempo per affrontare i problemi di abbondanza, oggi il tecnico della Statale si di fronte il problema opposto.

Le scelte di Conte sono state contestati da molti, ha lasciato a casa giocatori che hanno fatto un campionato straordinario, atleti con numeri paragoabili ad affermati campioni europei facendo scelte improponibili, preferendo i “portatori di legna” ai piedi fini, i distruttori di gioco avversari ai costruttori di gioco. 
L’idea che ci si è fatti è abbastanza chiara: 3-5-2 poco gioco, partite addormente e cercare di andare in vantaggio e conservarlo, magari mettendo anche al sicuro il risultato con un secondo goal. Perchè il calcio è così non vince necessariamente il bel gioco, non vince necessariamente il calcio… vince chi la butta dentro una volta più dell’avversario e per farlo ci sono due modi: il calcio e il suo opposto. E Conte sa bene che l’anticalcio si rivela spesso vincente.

Se a questo aggiungiamo che spesso gli europei regalano sorprese, che la Favorita non sempre vince e che le cenerentole come Grecia e Danimarca non sono poi così rare, le possibilità per l’Italia non sono così remote, e il carro del vincitore sarà di nuovo pronto a ospitare chi oggi insulta la statale italiana.

Io per fortuna il 10 luglio non sarò in Italia, sarò a Brema, e dopo la finale potrò dormire tranquillo senza troppa ammuina sottocasa… a meno che non vinca la Germania.

Paolo Sindaco Russo