Shakespere a Udine: morte e liberazione

Shakespere a Udine: morte e liberazione

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Si! Come nelle migliori tragedie Shakespeariane la morte diventa liberazione da uno sforzo sofferente e inutile, che solo l’amore o la follia possono spingere i protagonisti a compiere. Cosi per noi! I tifosi del Napoli in tutto il mondo,legati insieme alla squadra da un sogno Scudetto, hanno sperato, pregato, sfiorato l’idea che questo campionato potesse raccontare un lieto fine.

Il Napoli di Sarri, Higuain e compagnia ha dimostrato sul campo di meritare il tricolore, ha giocato e gioca bene, diverte, segna, convince, difende (che pare a casa nostra, l’unico modo di meritarsi qualcosa). Basti ricordare le ottime garanzie di Reina e kulibali, i numeri mondiali di jorghino, la doppia cifra di assist e gol di Insigne che lo pone, a livello di score,su podii europei, i trenta, i 30 (Va letto a numeri) gol del Pipita.

Ma cosi come l’amore tra Romeo e Giulietta acceca i due giovani, anche noi non abbiamo visto lontano abbiamo ascoltare il cuore e non la ragione, ci eravamo dimenticati, ingenui, che siamo nel paese dei Capuleti e dei Montecchi, dove il potere trama alle spalle dei giusti, dove la corruzione la vince sull’ impegno, dove il potente o il raccomandato ridono per ultimi e ridono bene. Ma peggio ancora, ci eravamo dimenticati di essere in un Teatro; in una nera commedia gia scritta che a volte ha contorni grotteschi. Il soldato innamorato corre ignaro e speranzoso contro il suo fato.

Quando ci dicono o ci diranno col sorrisino, che ci avevamo sperato troppo sappiate che è stato giusto, ma che era ciò che volevano anche loro; dovevamo crederci tutti perché la finzione risultasse piu credibile. A conti fatti siamo stati grandi attori tanto bravi da farlo sembrare reale, da far credere al Regista stesso, forse solo per un attimo, che stesse accadendo tutto per davvero. Ci eravamo dimenticati il copione gia scritto, il trucco sui visi. È bastato un anonimo mezzogiorno di fuoco per regolare i conti.

Romeo muore su Giulietta, Amleto non sfugge al suo destino e ad Udine tutti ritornano nella parte…tanto gli hanno gridato da ogni dove che non poteva andare così che il Napoli si ricrede. Reina si ferma, Ghulam regala, Insigne inciampica, gjorghino ritrae, Higuain dopo lo sforzo estremo viene portato via dalle guardie e incarcerato…Sarri fuma… Ora la scena è pronta per l’epilogo che si aspettavano tutti e gli attori che fanno i morti in scena sono distesi e immobili.

Non parlano, non piangono, non corrono, non cantano di Un giorno in cui all’ improvviso, ora possono tirare il fiato… lasciando la scena ai veri protagonisti, pensando: Finalmente è Finita! I grandi dignitari di corte, e il Re e la Grande(sua)Signora posso ora inscenare rimpianti falsi e lacrime da coccodrillo e complimenti per la trasmissione, finche non calerà la tela e si prenderanno ogni applauso.

E noi? Per terra, al buio e in silenzio che fine faremo nella quiete del perdente? Ci Nascerá quel dubbio? Finalmente … è Finita?! Ci salverà la nostra fede? La voglia di non mollare? L’amore che brucia e ci spinge a rialzarci? Dimentichiamo già… che dipende sempre dal Regista. E allora?

E allora coraggio e avanti così e Forza Napoli e Sempre! Ci basterebbe essere gli stessi grandi attori ma in un teatro diverso, reale, futuristico, sincero, forse il Teatro dell’Assurdo?

Gabriele Toralbo