Quelli che lottano e quelli a cui tutto è concesso

Quelli che lottano e quelli a cui tutto è concesso

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La vita va così. Ci sono quelli a cui tutto è concesso, arroganti, tronfi e boriosi, perennemente favoriti nella loro ascesa, e quelli che invece lottano con orgoglio contro tutto e tutti, in un percorso fatto perlopiù di ripide salite.

Noi napoletani, lo sappiamo fin troppo bene, apparteniamo a quest’ultima categoria. Nella vita come nel pallone. Contro di noi, ad esempio, squadre usualmente mansuete e inoffensive digrignano i denti e giocano come se quella fosse l’ultima partita della loro insignificante vita.

Poi ci sono quelli a cui tutto è concesso. Quelli che possono andare a muso duro contro i direttori di gara consci che la propria prepotenza resterà impunita. Quelli che se in un campionato dominato ci hanno quelle tre o quattro gare in cui sono in difficoltà, statene certi che è proprio in quelle gare che si assisterà ad improbabili sviste arbitrali. E’ anche così che si vincono i campionati.
Perché hai voglia a provare a convincerti del contrario, ma sono i dettagli e gli episodi che fanno la differenza.

Ma in fondo noi chiediamo qualcosa di così trascendentale e inarrivabile? Noi chiediamo soltanto che si possa partire tutti alla pari, e vogliamo festeggiare, urlare al mondo la nostra gioia in caso di successo, o altrimenti stringere la mano all’avversario più forte e sportivamente fargli i complimenti. Vogliamo poter dire: “bravo, hai meritato tu di vincere.”
Ma questo al momento noi non lo possiamo fare.

Dobbiamo stare lì a intossicarci, non potendo godere a pieno di una squadra bella come non mai, capace di superare ogni ostacolo in una maniera che è sempre in grado di stupirci e meravigliarci, con la consapevolezza che tutto ciò potrebbe non bastare e anzi non basterà. E’ già deciso come deve andare a finire. Ma, statene certi, non ci arrenderemo.
Ieri, rincasando, incontro in cumana un tifoso azzurro di ritorno dallo stadio e allora condividiamo insieme gioie e dolori della giornata. “Comunque non dobbiamo mollare”, gli faccio io ad un certo punto.
“Mollare? E chi molla! Fino al novantacinquesimo minuto dell’ultima partita io sto lì e ci credo.
Glielo faremo sudare”.
E’ proprio così. Rimane ormai solo questa incrollabile certezza: ve lo faremo sudare.

Lorenzo Sorrentino

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