Universiade 2019, un’occasione per Napoli?

Universiade 2019, un’occasione per Napoli?

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Il logo delle Universiadi partenopee

Dal nostro inviato a Mosca:

Sono passati 10 giorni dall’assegnazione delle Universiadi del 2019 a Napoli e alla Campania, e non sembra se ne sia colta ancora l’importanza di questo avvenimento. Certo, la manifestazione sportiva è ben lontana dall’avere l’impatto sul pubblico dei Giochi olimpici o dei Campionati mondiali di calcio, ma parliamo di circa 10.000 atleti che vivranno in città, cimentandosi in 14 discipline. Un evento che, per vastità e varietà di discipline, è secondo solo alle Olimpiadi, e un possibile volano per lo sviluppo della Campania. Quando nel 2013 si svolsero le XXIV Universiadi in Russia, a Kazan’, antica città sul Volga e capitale della repubblica del Tatarstan, i Giochi rappresentarono un momento storico per la regione, e ad oggi quelle di Kazan’ sono ricordate come le migliori Universiadi della storia. Perché?

Per la Russia, prima di Kazan’ c’era stata solo l’Universiade del 1973, nella Mosca sovietica, e l’evento nella capitale tatara è stato la prima manifestazione sportiva di rilevanza internazionale dopo le Olimpiadi del 1980, e ha preceduto i Giochi olimpici invernali di Sochi, quindi ci si teneva a fare bella figura. Inoltre, la scelta di Kazan’ è stata felice proprio per il suo essere non solo capitale ma anche centro culturale dei tatari, antica popolazione del Volga, parte importante dell’Orda d’oro (sì, quella discendente da Gengis Khan) e conquistata dai russi di Ivan il terribile nel 1552. In contemporanea con i Giochi sportivi, infatti, si sono svolte in parallelo varie iniziative culturali, concerti, mostre, spettacoli teatrali, il tutto fatto in chiave di valorizzazione della città, con ospiti internazionali.

Napoli ha tutte le carte per poter far bene, e per organizzare un’Universiade che possa restare nella storia. E per cancellare il cattivo ricordo dei Mondiali di calcio del 1990, che videro Napoli vittima della pessima gestione dell’evento (e a veder oggi le stesse facce nel comitato promotore della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, si può solo rabbrividire): per dirne una, la Linea Tranviaria Rapida non è mai stata completata, per essere poi riconvertita nella Linea 6 della metropolitana napoletana, che ancora oggi è a dir poco carente nel servizio. A Kazan’, grazie ai fondi stanziati per l’Universiade, sono stati aperti e costruiti:

  • un nuovo terminal aeroportuale, ed è stata ristrutturata complessivamente l’aerostazione;
  • un nuovo interscambio ferro-gomma presso la stazione centrale di Kazan’;
  • la ricostruzione della stazione centrale;
  • il secondo blocco della metropolitana, con l’apertura di tre stazioni;
  • una linea di tram veloce;
  • l’aeroexpress (navetta ferroviaria per l’aeroporto);
  • 11 svincoli;
  • 41 sottopassaggi pedonali;
  • 65 km di strade;
  • 63 nuove vie.

Insomma, impianti a parte (villaggio della manifestazione da 14500 posti; stadio da 45000; palazzetto del nuoto e altri 5 impianti per sport al coperto e, infine, un canale per canottaggio e kayak), si parla della costruzione di un’altra città, del miglioramento della qualità della vita della gente comune: insomma, un’altra storia rispetto a Italia ’90.

E, quando ho letto di Napoli 2019, ho chiuso un attimo gli occhi, sperando di riaprirli tra tre anni e vedere la nostra meravigliosa metropolitana collegare i vari quartieri e le varie cittadine della zona; treni passare ogni 2 minuti; una tangenziale senza l’odiosa gabella e messa in sicurezza; il metrò del mare; Cumana e Circumflegrea portare atleti e tifosi alle gare; la Circumvesuviana diventata velocissima e comoda; la stazione metrò di Capodichino…

Riusciranno i “nostri eroi” a buttare via anche questa occasione? O sarà un altro motivo per mangiarci sopra, lasciando ben poco alla collettività? Napoli, diventa un po’ come Kazan’.

Giovanni Savino

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