Lavagnette Arroganti: da Vittorio Pozzo e Chapman a Fiorentina-Napoli

Lavagnette Arroganti: da Vittorio Pozzo e Chapman a Fiorentina-Napoli

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Il leggendario CT dell’Italia Vittorio Pozzo, unico nella storia a vincere due edizioni consecutive dei Mondiali (1934 e 1938), è passato alla storia come il più grande e vincente tra i cosiddetti “metodisti”, ovvero i sostenitori del modulo detto Metodo o WW (2-3-2-3). Cosa c’entra in tutto ciò Maurizio Sarri? Come vedremo più nel dettaglio, il modulo di gioco dell’allenatore toscano discende direttamente da quello del predecessore piemontese.

Nei primi anni del Novecento il neonato gioco del calcio era tatticamente molto arretrato e le regole erano un pò diverse: il fuorigioco infatti non era “a due” come oggi ma “a tre”, ovvero l’attaccante doveva avere non due ma tre difendenti davanti al momento del passaggio. Per questo il modulo più gettonato era la cosiddetta “piramide” 2-3-5: tre linee, la prima di attaccanti pronti a ricevere i lanci, tre uomini a centrocampo e due difensori, detti “terzini” appunto perchè occupavano la terza linea. Oggi questo nome va ai laterali di difesa perchè, come vedremo, col tempo questi giocatori hanno allargato la loro posizione con le difese prima a tre e poi a quattro moderne.

I due difensori potevano difendere da soli a zona grazie al fuorigioco a tre. Il gioco consisteva nel lanciare semplicemente palla avanti per la mischia degli attaccanti: un calcio molto primitivo.
I due difensori potevano difendere da soli a zona grazie al fuorigioco a tre. Il gioco consisteva nel lanciare semplicemente palla avanti per la mischia degli attaccanti: un calcio molto primitivo.

Dagli anni Trenta la piramide fu sostituita appunto dal Metodo, un 2-3-2-3 che garantiva superiorità numerica a centrocampo contro le squadre piramidali. L’uomo fondamentale delle squadre metodiste era il mediano davanti alla difesa, incaricato di lanciare con precisione i due esterni offensivi garantendo un gioco veloce e ricco di verticalizzazioni: è proprio questo il motivo per cui i mediani come Pirlo e Valdifiori, specializzati nel lancio e dotati di grande visione su vaste porzioni di campo davanti a loro, sono ancora oggi detti “metodisti”, dal momento che interpretano il ruolo così come questo vecchio modulo prevedeva.

I due "mediani laterali" della terza linea marcano le ali avversarie, le "mezze ali" proteggono la difesa, gli esterni alti sono destinatari dei lanci e servono la punta. Il Metodo è concreto e votato al contropiede.
I due “mediani laterali” della terza linea marcano le ali avversarie, le “mezze ali” proteggono la difesa, gli esterni alti sono destinatari dei lanci e servono la punta. Il Metodo è concreto e votato al contropiede.

Vi ricorda niente la disposizione in campo dei giocatori? Proprio così: il Metodo, pur con una filosofia diversa, ricorda molto il 4-3-3 di Sarri. Di fatto in fase difensiva, con i mediani laterali bassi sulle ali avversarie, in difesa si disegnava una linea a quattro. Naturalmente non esistevano ancora il fuorigioco sistematico, il pressing e l’intercambiabilità dei ruoli in campo: per quelli ci sarebbero voluti ancora molti anni. Tuttavia questa somiglianza dimostra che i moduli nel calcio significano tutto e niente ed è la filosofia di gioco che conta, oltre a far riflettere su quanto si sia evoluto il gioco nell’arco di un solo secolo di vita.

Con la stessa disposizione in campo le linee possono essere viste anche come quelle di un moderno 4-3-3, come quello che usa Sarri.
Con la stessa disposizione in campo le linee possono essere viste anche come quelle di un moderno 4-3-3, come quello che usa Sarri.

L'”anti-Medoto” che alla fine soppiantò definitivamente il WW negli anni Quaranta (col Grande Torino in particolare) fu il Sistema, più tipicamente inglese reso famoso dall’Arsenal di Chapman. Il Sistema era detto anche WM ed oggi sarebbe un 3-2-2-3: il centromediano si abbassava fra i terzini (ecco che questi ultimi iniziano a spostarsi sugli esterni) marcando a uomo il centravanti avversario e diventando così “stopper”, e il gioco era basato sul quadrato di centrocampo formato dai mediani e dalle mezzali. Queste particolarità rendono il Metodo debole contro il Sistema, che ha la superiorità numerica a centrocampo e può marcare a uomo i tre giocatori offensivi. In generale, le squadre sistemiste preferivano un calcio palla a terra con una manovra più elaborata che alla fine ebbe successo.

Questa è la disposizione del Sistema, con la nuova disposizione a tre in difesa...
Questa è la disposizione del Sistema, con la nuova disposizione a tre in difesa…
...e il quadrato di centrocampo, fulcro del gioco, bene in evidenza.
…e il quadrato di centrocampo, fulcro del gioco, bene in evidenza.

La curiosità è che questo quadrato centrale è stato ripreso, quest’anno, da una squadra di Serie A: è la Fiorentina di Paulo Sousa, che gioca di fatto con una vera e propria versione moderna del Sistema in cui le ali diventano esterni a tutto campo alternandosi per comporre una difesa a 4. Non per niente la Fiorentina di Sousa ha messo in tremenda difficoltà il Napoli nell’ultima partita: l’inferiorità numerica a centrocampo è stata un fattore pesantissimo, esattamente lo stesso che permise al Sistema di soppiantare il Metodo!

Il 3-4-2-1 tipico della Fiorentina di Sousa: il ruolo degli esterni cambia radicalmente, ma il quadrato di centrocampo è esattamente lo stesso del Sistema.
Il 3-4-2-1 tipico della Fiorentina di Sousa: il ruolo degli esterni cambia radicalmente, ma il quadrato di centrocampo è esattamente lo stesso del Sistema.

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Roberto Palmieri

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