Quando ‘O Pesce incontra un Pesce.

Quando ‘O Pesce incontra un Pesce.

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La diffusione di internet, e più specificamente, dei social-network, ha riacceso l’interesse per le lingue nelle masse di non specialisti, in particolare verso i suoi aspetti curiosi, o aneddotici.
Non poteva mancare il napoletano, lingua di un popolo che ha nel racconto e nella narrazione artistica un suo tratto distintivo.
Spesso, però, si corre il rischio di lasciare troppo spazio al fattariello curioso, senza approfondire gli aspetti tecnici, che danno statura scientifica alla nostra amata lingua. Lo scopo di questa rubrica è proprio questo, ricordarvi/ci che il napoletano è una delle tante lingue italiche e che va studiata, raccontata e indagata come prodotto della cultura neo-latina. Da studente, durante i primi anni, odiavo profondamente la linguistica, la ritenevo una cosa noiosa e ricca di terminologie incomprensibili. Per farmela piacere, ho iniziato ad applicarla alla realtà.
Se ci pensate bene, l’esercizio di una lingua è l’attività culturale che facciamo con maggiore frequenza, anche se siamo ignoranti.
Ogni volta che leggiamo, scriviamo o parliamo, mettiamo in moto un meccanismo millenario.
Torniamo al napoletano, chi di voi conosce l’espressione PESCE E PESCE?
In tempi in cui il nostro parlamento di affanna ad approvare un decreto di civiltà, l’espressione napoletana pesce e pesce racchiude in sé tutte le mille sfaccettature di una relazione omosessuale e non solo.
Fare pesce e pesce può avere infatti diversi significati:

1-Può essere indicato come relazione omosessuale tout court, incrociare e far strofinare due membri può essere un elemento base dei preliminari omosex.
2-Può indicare una relazione profonda tra due amici, una sorta di affinità elettiva, senza che ciò implichi la loro omosessualità. Chiara è la frase “facite sempre pesce e pesce tutt’e duje” riferita a due amici inseparabili.
3-Anche se raro, il detto è ascrivibile ad un rapporto di servilismo e piaggeria nei confronti di qualcuno: un superiore, un politico o in generale qualcuno dal quale vogliamo ottenere un favore o un “appoggio”. Tipico è il rimprovero “Eh bravo, stai sempre pesce e pesce c’o capo. Lecchino!”

Ma cosa è in linguistica pesce e pesce? Tecnicamente può essere una locuzione avverbiale (generata a sua volta da una metafora pesce=membro maschile), ovvero una frase fatta che ha la funzione di un avverbio. Volendoci sbilanciare, è ascrivibile al fenomeno della reduplicazione, ovvero la formazione di un nuovo significato con l’utilizzo di un solo sostantivo ripetuto, il quale preso singolarmente ha un senso del tutto diverso. Per capirci: pesce da solo ha significato erotico-ittico, pesce e pesce amicale-amoroso. In napoletano, a differenza dell’italiano, la reduplicazione è molto prolifica, altri esempi più noti: tann’ (allora, all’epoca) tann’ tann’ (in quel preciso momento, vico (vico, vicolo) vico- vico (dappertutto, ovunque).

Ricordate, il napoletano è una scienza.