Il mercato del Napoli tra sogno e realtà

Il mercato del Napoli tra sogno e realtà

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Comprerò due top player“. Non si può che partire dalle parole di ADL alla vigilia di questa sessione di calciomercato.
Dichiarazioni che, ex post, si sono rivelate poco felici per due ragioni essenziali: da una parte, hanno creato aspettative nei tifosi e negli addetti ai lavori; dall’altra, hanno alimentato le velleità milionarie di presidenti che hanno intravisto nell’altrui necessità uno spiraglio per fare grandi fortune. Un errore che il presidente aveva già commesso in passato.

E così ecco che per Maksimovic-un prospetto interessante reduce però da un grave infortunio- ci vogliono 25 milioni di euro, per Rugani idem, per Tonelli non meno di 15 e così via. Valutazioni evidentemente sballate che sono figlie almeno in parte di una tendenza recente, originatasi con l’ingresso nel mercato del pallone di magnati, sceicchi e simili.
Questi colossi, lungi dal possedere le necessarie competenze calcistiche e con le blande sanzioni del fair play finanziario quale unico deterrente alla propria azione, non hanno esitato a spendere cifre esose, spesso e volentieri fuori mercato, pur di assecondare i capricci dei propri allenatori.

De Laurentiis ha tentato comunque il grande colpo sia in difesa, ma soprattutto a centrocampo, dove maggiormente si sentiva la necessità di una valida alternativa alle mezzali titolari Hamsik e Allan.
Ma giocatori di prima fascia -i vari Herrera, Kramer e Andrè Gomes a lungo inseguiti- difficilmente partono a gennaio se non per cifre folli, quelle che il Napoli, a torto o a ragione, non ha voluto spendere.
Da una parte c’era il bisogno di rinforzare la squadra per alimentare il sogno scudetto, dall’altra c’era il rischio concreto di rompere un meccanismo delicato come quello del Napoli con nomi altisonanti che malvolentieri si sarebbero accomodati in panchina.
Alla fine sono arrivati Grassi a centrocampo e Regini come quarto centrale di difesa. Profili certo funzionali al progetto e ben disposti ad accettare anche un ruolo da comprimari, ma lontani da quei top player che avrebbero consentito un salto di qualità ulteriore ad una squadra già forte.

Forse si spiega anche in quest’ottica il profilo basso tenuto da Sarri nelle interviste delle ultime settimane: “pensiamo solo a crescere”, “la squadra non ha pressioni per il primo posto, non abbiamo nessun obbligo”, “la Juve è di un altro pianeta”, aveva dichiarato a più riprese il mister. Chiariamoci, Sarri non si sarebbe comunque mai sbilanciato, ma il mercato azzurro probabilmente lo ha indotto verso posizioni ancora più prudenti. Il Napoli non ha ambizioni di scudetto.

Il mercato del Napoli è stato deludente? Forse sì, forse no, ma la risposta più logica è una sola: dipende dalle premesse iniziali.
Le dichiarazioni del patron hanno creato certe aspettative, poi puntualmente disattese. Se si prescinde da quelle parole e si guarda al contesto di sei mesi fa, allora il quadro cambia e le mosse di Giuntoli appaiono in linea con quello che Sarri stesso ha definito “un anno di costruzione”.

E’ chiaro però che il campo ha detto altro: una squadra che gioca un calcio moderno, efficace in difesa e spietata davanti.
Una squadra che ad oggi, pur senza le risorse e la rosa ampia della Juventus, guarda tutti dall’alto in basso.
Il mese di febbraio, quanto mai intenso e ostico, ci dirà forse qualcosa in più sulle ambizioni di questo Napoli.

I tifosi intanto continuino a cantare e a sostenere la squadra, accarezzando l’idea più dolce:
che duri fino alla fine.
Sognare, almeno quello, non costa nulla.

Lorenzo Sorrentino

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