Lettera aperta la Dr Giuseppe Severgnini, detto Beppe, che il Dr Giuseppe...

Lettera aperta la Dr Giuseppe Severgnini, detto Beppe, che il Dr Giuseppe Severgnini, detto Beppe, non leggerà mai.

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Credevamo che il duo Boban&Mauro avesse raggiunto l’apice del cretinismo criticando i napoletani che si permettevano di festeggiare dopo le vittorie su Inter, Juve, Fiorentina, Milan e Lazio. Praticamente tutte, tranne la Roma che per sua sfortuna pareggiò al San Paolo, allungando all’infinito la sua estenuante agonia.
Ma poi è arrivato lei, Dr Giuseppe Severgnini, detto Beppe. Ed ha superato l’apice dell’apice: si è accorto che a Napoli i tifosi fischiano i giocatori avversari.

Capisco che la sua dimensione internazionale forse le impedisca di vedere ciò che accade nel suo paese, ma con i mezzi tecnici ormai a disposizione di tutti, un occhio negli stadi italiani, mi permetta di chiederle, da quanto tempo non lo butta? Lei ormai sarà abituato al Basket NBA, al Foot ball americano ed ai terzi tempi del rugby. Ha perso contatto con quello che accade sistematicamente negli stadi italiani (in tutti gli stadi italiani) quando a scendere in campo è la squadra del Napoli. Ha ragione quando dice che i fischi non si sentono. Sono coperti dai cori inneggiati al Vesuvio, al colera, al terremoto e ad ogni altra calamità naturale o innaturale il Signore volesse finalmente inviare dalle nostre parti per togliere dalle balle del Paese qualche milione di connazionali invadenti, brutti, sporchi e cattivi.

Lei deve essersi leggermente distratto negli ultimi tempi. Come certamente era distratto quando a vincere lo scudetto fu una squadra a lei non particolarmente simpatica. Il primo maggio del 1988 il Napoli più forte di tutti i tempi non perse solo una partita, non perse solo uno scudetto. La città perse un sogno. Anche se qualcuno perse pure la faccia. Ma questo è un altro discorso.
Eppure i napoletani, con la morte nel cuore e con le lacrime agli occhi applaudirono al Milan che si era dimostrato in quella partita nettamente superiore. Voi interisti e juventini a distanza di anni vi state ancora chiavando un cuofano di mazzate (perdon! State ancora discutendo animatamente) per quel famoso “scudetto di cartone”. Anche se pochi giorni fa il direttore napoletano di Tuttosport (pecchè ‘o napulitano è de core) ha deciso di darci finalmente un taglio e sancire la pax bianco-nerazzurra col titolo di “Siamo tutti Mancini”.
E nun ve mettite scuorno?. Mi scusi di nuovo, dimenticavo che lei è aduso ad altri linguaggi e lignaggi: E non provate vergogna?

E non c’è neanche bisogno di andare troppo indietro nel tempo (e nel Web che non dimentica), per vedere di che pasta è fatto l’allenatore della squadra per cui lei fa il tifo. Se lei nel dopo partita di Napoli-Inter di poche settimane orsono non fosse stato impegnato in diretta ed in contemporanea con quella cagata di trasmissione che solo la tv pubblica italiana avrebbe potuto consentirle di fare, avrebbe visto il suo elegante allenatore invitare un suo collega (suo di lei, un giornalista) a restarsene a casa perchè non degno di fare il suo mestiere (sempre il suo di lei, il giornalista). E questo solo perchè la pensavano diversamente su un semplice episodio arbitrale. Lui, che cominciò ad allenare senza averne titolo ed in barba a tutti i regolamenti, è abituato a giudicare, condannare ed eseguire la sentenza all’istante. Tout court. Senza processo e senza appello: “Sarri non è degno di calcare un campo di calcio!”. Altro che razzismo (che lui confonde con omofobia). Qua ci troviamo di fronte al nazismo. Ma il tifoso interista è particolare. Dopo il gol di Jovetic in coppa Italia, qualcuno ha scritto: “Non sempre il portiere riesce a deviare i tiri di Jojo sul palo”. Cioè, voi parlate di portieri? Voi che (bontà vostra) avete il portiere più forte del mondo e senza il quale ve la stareste giocando alla grande con Carpi e Frosinone? Come vedere il Dr Hannibal Lecter fare la spesa al reparto frutta e verdure.

Perciò faciteci ‘o piacere e faciteci sta quieti (ariperdon: usateci la cortesia di lasciarci in pace).
Vorremmo solo fischiare gli avversari e festeggiare se, come speriamo, se ne ripresenterà l’occasione. Non eravamo in testa alla classifica da 27 anni. Vorrà pur dire qualcosa per noi? Inter, Milan e Juve hanno vinto 24 degli ultimi 28 scudetti. Eppure festeggiano anche loro. E come andare a cena ogni sera con La Bellucci, con Angelina Jolie o con Belen. Per voi è una routine. Noi che andiamo a farci una pizza (quando ci andiamo) con le nostre fidanzate gelose o con le nostre mogli incazzate, se per una volta ci capita di andare a cena con Belen, lasciateci gioire liberamente.
Poi se ci scappa il dopocena, sappiate che potremmo fare pure le capriole.

Pasquale Di Fenzo