Odiando Gigi odiate una parte di Napoli. Dite che non vi piace...

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Odiando Gigi odiate una parte di Napoli. Dite che non vi piace e basta

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Ci sono delle cose dei napoletani che non capisco. Fra queste, ma non è la sola, è l’ostracismo verso Gigi D’Alessio. Più che di ostracismo si potrebbe parlare anche di razzismo, odio, avversione pura. Ma non è solo una questione di gusti musicali, non è roba del cantante che piace oppure no come accade per qualsiasi altro artista. Gigi è accusato di “far fare brutta figura ai VERI NAPOLETANI“. Alla mia età io ancora devo capire chi siano i “VERI NAPOLETANI”… Ma lasciamo stare.

Il fenomeno D’Alessio in questo ha un precedente illustre: Silvio Berlusconi. Anche l’ex premier era odiato, sfottuto, deriso fino all’inverosimile. Se qualche anno fa ci si avventurava nelle solite discussioni politiche da bar non si trovava un elettore del Cavaliere nemmeno a pagarlo. Gli elettori orgogliosi di Berlusconi erano merce rara. Eppure questo imprenditore brianzolo ne ha vinte più d’una di tornate elettorali: evidentemente qualcuno che lo votava c’era.

E’ lo stesso discorso che si può fare per Gigi: odiato e sbeffeggiato, eppure è fra i cantanti che vendono da molti anni più dischi di tutti in Italia. Ma non solo in tutta Italia, a Napoli giova ricordare che il suo primo film, “Annarè“, andò nelle sale in concomitanza con uno dei film più visti di sempre, “Titanic“. Ebbene si, nei cinema di Napoli il film di Giggino riuscì a fare più incassi di quello di Leonardo Di Caprio…

Chi scrive non è un fan di Gigi. Ammetto – un po’ come fare outing – di aver visto qualche anno fa un suo concerto gratuito a Piazza del Plebiscito per accompagnare la mia nipotina. Almeno riuscì a godermi un grande Baglioni. Però ritengo che se Pino Daniele è riuscito a rappresentare nelle sue canzoni tutta Napoli, Gigi sicuramente sia riuscito a rappresentarne egregiamente una parte. La Napoli che – come dice nelle sue canzoni – giura dicendo “Adda murì mammà“, le ragazzine così magistralmente descritte in “Fotomodelle un po’ povere” o quel sentimentalismo sul mare e il cielo di Napoli. Poi vabbè, dopo il suo periodo napoletano, o se vogliamo definirlo (sbagliando) neomelodico, Gigi ha fatto altro. Due, tre camei in vernacolo in ogni album prevalentemente cantato in italiano.

In Italiano???” – mi direte voi strabuzzando gli occhi? Eh si, lo so, Gigi ha una forte cadenza partenopea anche quando canta nella lingua di Dante. Credo che sia un vezzo o un vizio del 90% dei napoletani. Vogliamo condannarlo per questo?

bariQuesto odio verso Gigi non riesco a capirlo. Chi lo accusa di ignoranza o volgarità è spesso assai più ignorante o volgare di lui. In fin dei conti basterebbe accettare che il cantante partenopeo rappresenti una parte di Napoli, così come facevano Nino D’Angelo oppure Mario Merola. Solo Pino è riuscito nella sintesi assoluta di tutte le anime di Napoli. Gli altri, da Peppino Di Capri e Massimo Ranieri (per eccesso di “italianismo”) al resto della new-wave canora dei Sal Da Vinci, Finizio ecc. sono riusciti a rappresentarne solo una parte.

Odiare D’Alessio è un po’ come odiare una parte di questa città che è viva ed esiste. E invece – almeno per quanto mi riguarda, per gusto personale – io non riesco ad odiare i Quartieri Spagnoli, la Sanità o il Pallonetto di Santa Lucia. Non ci si può sciacquare gli occhi e la bocca sull’unicità di alcuni luoghi di Napoli e poi bistrattarli perché quei quartieri sono rappresentati – bene o male non è questo il punto – in alcune canzoni.

Anzi, semmai, se posso ammetterlo, ritengo di gran lunga migliore la produzione vernacolare di D’Alessio rispetto a quella cantata in lingua nazionale. Oltre questo, ma non voglio tediarvi oltre, non si può non riconoscere al D’Alessio un’intonazione vocale eccezionale e un’abilità rara nel suonare il pianoforte e lo dimostrano le sue esecuzioni del “Pianofortissimo” di Carosone.

Insomma, un invito: invece di postare foto di solidarietà per i cittadini di Bari che assisteranno al suo concerto di Capodanno, dite che non vi piace la sua musica o le sue canzoni. Ma questo razzismo nei suoi confronti finisce per catalogarvi tra quanti odiano i quartieri popolari di Napoli. Sono una parte di Napoli, non sono il tutto, ma esistono, vivono e cantano secondo i loro canoni. E chi siete voi per giudicare? Buon anno guagliù, con Gigi o senza.

vDG

Twitter: @valdigiacomo

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