Miezz’ ‘o ‘mbruoglio de ‘a ‘mbrugliata! La Napoli capita da Eduardo

Ma che colpa abbiamo noi?

Miezz’ ‘o ‘mbruoglio de ‘a ‘mbrugliata! La Napoli capita da Eduardo

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Io napoletano, fiero di esserlo, ieri sera dovevo andare ad una festa nei pressi dei baretti a Chiaia. Nelle vicinanze del rinomatissimo negozio Marinella ci sono dei ragazzi che, spostando macchine e motorini a seconda delle esigenze, riescono a farti parcheggiare in meno di un minuto, anche se in divieto di sosta. Ho dato al ragazzo 5 euro. Non perché me le abbia chieste, ma perché ho ritenuto che se le sia meritate. Altre volte gli ho lasciato di meno e lui non ha mai avuto nulla da ridire. Volendo avrei potuto telefonargli qualche tempo prima e lui quel parcheggio me lo avrebbe persino conservato.

Io napoletano e fiero di esserlo ho commesso due atti contrari alla legalità: il posteggio abusivo e l’illecita dazione di danaro ad una persona che né era autorizzata a richiedere danaro per il suo servigio, né ha potuto darmi una fattura dell’avvenuto pagamento. Non è roba da galera, ma sempre di illegalità si tratta.

Io napoletano e fiero ora potrei raccontarvi la storia auto-assolutoria del “lo fanno tutti” o che le autorità preposte non sanno prevedere adeguate soluzioni urbanistiche per una città che conta oltre un milione di abitanti e che attrae tutte le persone provenienti dalla provincia circostante aumentando a dismisura il numero di presenze di auto e di richiesta di parcheggi in città. Per non commettere illegalità avrei dovuto girare per chissà quanto tempo alla ricerca di un parcheggio libero e che magari poteva trovarsi distante centinaia di metri dal posto dove dovevo recarmi. Oppure, per non commettere illegalità, avrei dovuto pagare ad un parcheggio privato una cifra assai superiore a quella che ho “offerto” al parcheggiatore abusivo.

Io quello che ho fatto ieri sera lo faccio spesso. Io, napoletano e fiero.

Di napoletani e fieri, Napoli, la nostra amata terra, chissà quanti ne conta. Eduardo per definire queste matasse di legalità e illegalità, di giustizia e ingiustizia, in una sua poesia scrisse che tutto si perde “Miezz ‘o ‘mbruoglio de ‘a ‘mbrugliata“. Sono il primo a riconoscere che Napoli, da quando è stata scritta quella poesia negli anni ’60, è cambiata e azzarderei pure migliorata sotto certi aspetti. Ma di imbrogli che si imbrogliano nell’imbrogliata ce ne stanno assai. Ancora.

Certo, ora sarebbe opportuno operare una distinzione tra regola e legge, tra legge e giustizia. Qui vi prego attenzione.

1) Non tutte le regole del vivere civile sono leggi.

2)Non tutte le leggi rispettano il vivere civile.

3)Una sentenza di un tribunale, per frutto di questi due assunti precedenti, può essere giusta, ma non rispondente a criteri di giustizia. 

Questa, certo, è una bella filosofia, ma non regge. A Napoli ci sono delle sacche di illegalità che non esistono da altre parti. E non è una questione di “genetica camorristica”, come fece intendere qualche tempo fa la sfortunatissima presidente della Commissione Antimafia che manco voglio nominare. E no, perché se io napoletano e fiero, mi fossi trovato in qualche altra parte del mondo, non avrei commesso quell’atto illegale. Come vedete, teneva ragione Eduardo: ci perdiamo “Miezz’ ‘o ‘mbruoglio de ‘a ‘mbrugliata”…

Io non sono un esperto di storia. Quello che ha scritto la nostra collega Nesis, “Tu che Ma il sud prima era più ricco del nord, ci hai abbuffato la uallera”, potrei confutarlo o meno senza gli adeguati strumenti conoscitivi. Dico solo che, a prescindere da quanto è successo nella storia, per certo non tutti i problemi di Napoli nascono dall’Unità d’Italia o da qualche legge bizantina approvata dai governi di Roma.

Io napoletano e fiero so che questo, quello di fottersene di certe regole, è l’unico modo per campare bene a Napoli. L’esempio del parcheggio è solo un aspetto dei tanti che riempiono la nostra vita nella nostra amata città. In quella legge del più forte e del più furbo che se non disdegno da un punto di vista di legge naturale, ma sicuramente repello dalla prospettiva del vivere civile. C’è un ancestrale istinto di sopravvivenza che si instilla in tanti abitanti di questa amata città.

Non per questo mi sento meno fiero di essere napoletano. Però qualche volta un po’ di scuorno uno se lo deve mettere. Sennò facciamo il popolo dei filosofi. Dove con le parole teniamo ragione tutti quanti.

Ah dimenticavo. Io ieri sera poi, approfittando del parcheggio sicuro e già pagato, mi sono spostato su via Caracciolo. Ho visto le luci del Castel dell’Ovo riflesse sul mare, qualche lampara, la scenografia uguale e diversa che mi riempie l’anima da sempre. Eppure, dentro, in fondo in fondo, di fronte a cotanta bellezza un poco di scuorno me lo sono messo. E questo amore nostro per questa città, sì che abbiamo il dovere di raccontarcelo. Ma la verità, quella vera, quella che non appartiene a nessuna legge, ma solo a qualche regola che spesso è insita nella nostra coscienza, non ammette reticenze. Va bene raccontarci “Comm’ è bell’ Napule“. Ma questa è bellezza regalata, che spesso non ci sappiamo guadagnare. E chi può saperlo se anche prima fosse così. Oggi lo è di certo. E ora massacratemi. Quelli della Napoli “legalitaria” che non ammette errori. E quelli della Napoli “Ma comm è bell’ Napule”. Continueremo ad imbrogliarci miezz’ ‘o ‘mbruoglio de ‘a ‘mbrugliata. Anche perché io continuerò anche altre volte ad agire così.

‘A MBRUGLIATA – EDUARDO DE FILIPPO
Pure tu te si’ ‘mbrugliato
mmiez”o ‘mbruoglio ‘e sti ‘mbrugliune,
cu ‘sta vita ‘mbriacata
cchiù ‘mbriaca d”e ‘mbriacune;
cu ‘o pensiero arravugliato
ca cchiù sta cchiù s’arravoglia,
e chi aspetta ca se sbroglia
‘ave voglia d’aspettà!…
Primma invece a tempo antico,
‘a matassa se sbrugliava,
pecché, tanno, ‘o cchiù scetato
te sapeva arravuglià.
Mo se scetano matina
tuttequante
e ‘o ‘mbruglione
sta sicuro,
nunn”o truove,
nun se vede: sta ‘mmiscato
mmiez”o ‘mbruoglio
d”a ‘mbrugliata.

Valentino Di Giacomo

@valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

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