Le pagelle dei tifosi. Calle e Pipita sottotono. Grandi Kouli e Marek!

Le pagelle dei tifosi. Calle e Pipita sottotono. Grandi Kouli e Marek!

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Come spesso facciamo accogliamo qui le pagelle dal Gruppo Facebook “Didì Vavà Pelè site ‘a uallera ‘e Canè”. Questa sera, per LA PARTITA, l’onore e l’onore di stilare le pagelle è del mitico Prof. Carlo Pontorieri, che ringraziamo di cuore! 

Partita dura, e si sapeva. Arbitraggio scorbutico, e in dubio pro Roma, anche questo era prevedibile. Erano vent’anni che Napoli e Roma non pareggiavano 0-0 al San Paolo e la statistica non a caso è una scienza. Il pareggio non delude né Napoli né Roma, ma i nostri sembrano aver perso quella imprevedibilità e brillantezza sfoggiate fino a poco tempo fa.

Del resto, il Napoli di Sarri ormai si studia nelle università e anche le contromisure adottate dalle squadre avversarie cominciano ad essere accademiche e a somigliarsi.

Quelli dell’Inter non avevano detto che per fermare il Napoli bisogna picchiare duro i giocatori in campo? E Garcia ha seguito il raffinatissimo schema tattico inventato da Mancini: barricate e fallo duro sistematico, fidando nel fatto di essere una “grande”, e dunque di non poter subire cartellini gialli o addirittura rossi se non a fine partita (la famosa prassi costituzionale invocata ex post da Mancini a proposito del “Caso Nakatomo”). Come si sa, in questi casi Higuaìn si innervosisce e metà del lavoro è fatto.

Detto tutto ciò, fatto salvo un certo calo fisico, il Napoli nel complesso non ha demeritato, confezionando un buon numero di palle gol, non concretizzatesi grazie ad errori di mira in fondo scusabili o a interventi miracolosi del portiere romanista nome-polacco-tutto-consonanti.
Veniamo ai voti. Come mio solito, guardo alle prestazioni individuali, non tenendo troppo conto del contesto generale e del risultato finale (anch’io ho le mie prassi…).

REINA – Nulla di che. In fondo ordinaria amministrazione, solita sicurezza per tutto il reparto, e sontuosi lanci di piede. L’erede attuale di Rudy Krol è lui – 7

HYSAJ – Partita principesca del difensore destro napoletano. Trottolino amoroso su tutta la fascia destra dello scacchiere, costringe sistematicamente Salah sulla difensiva, cancellandolo dal campo. Alla fine Garcia non può che prenderne atto e lo sostituisce. Studia da Tassotti, con grande profitto. 7,5

ALBIOL – Buona partita del centrale ispanico, accorcia, anticipa, commette fallo quando necessario, tiene la linea. Un suo lancio distratto e sbilenco non mi consente però di dargli un voto molto alto. Per cui 6,5.

KOULIBALY – E’ ormai un idolo del San Paolo. Lo scontro al fulmicotone con la roccia Dzeko lo vince alla stragrande, anche con momenti di autoesaltazione dionisiaca. Dalle sue parti non si passa, opponendosi di potenza ma pure con classe: il Panzanato Nero, The Black Wall, troviamogli un soprannome che lo renda leggendario, perché forse qui stiamo assistendo alla nascita di una leggenda azzurra. Se avessimo vinto, una sua malattia nel primo tempo lo avrebbe messo sugli scudi e lo avremmo portato in trionfo per via Toledo. Non abbiamo vinto, e noi gli mettiamo lo stesso: 8

GHOULAM – Un altro che ha fatto una gran bella partita. Tamponando, correndo, crossando, sovrapponendosi con Hamsik o Insigne, ragionando. È ormai un giocatore non banale, la crescita impetuosa di KK sotto la direzione del m.o Sarri ha dato sicurezza anche a lui. 7

CALLEJON – Si tratta di vera e propria involuzione oppure il ragazzo soffre di essere in campionato di fatto il 4’ di centrocampo? Certo, fa massa, densità, copre lo spazio, ma non è più il Callejon che conoscevamo e che ogni tanto vediamo in EL. I tagli sontuosi e geniali sono quelli di sempre, ma… 5,5.

ALLAN – Mi sembra abbastanza in calo di condizione, oppure soffre molto, forse troppo, le marcature ad hominem che costantemente gli sono dedicate. Ma certo non è più il rubapalloni di qualche settimana fa, né l’onda impetuosa che frantuma ogni resistenza. 6 ma insomma.

JORGINHO – Lo stesso discorso fatto per Allan. Il giocatore che tocca più volte la palla nei campionati europei non c’è più. Ora sembra troppo spesso in procinto di annegare nel centrocampo e nelle contromisure avversarie. È solo calo atletico o Sarri si deve inventare qualcosa per liberare da gabbie e marcature strette uno dei giocatori più incisivi di inizio stagione? Di certo il ragazzo appare un po’ appannato. 5,5

HAMSIK – In assenza di J8 in cabina di regia, chi si assume l’onere di cantare e portare la croce? Chi raddoppia, marca, imposta, fa lanci geniali e millimetrici, diventa punto di riferimento per i compagni in ogni zona del campo e alla fine va pure al tiro? Se il Napoli incide a sinistra, e solo a sinistra, gran parte del merito è suo. Il vecchio (?) Capitano si carica il centrocampo sulle spalle dimostrando urbi et orbi che il Genio Mozartiano si mostra con leggerezza, ma anche la leggerezza ha un suo preciso peso specifico e sa assumersi le responsabilità. Stasera ha provato persino a segnare, anche se non è stato fortunato. Ma per noi la sua prestazione resta da 8.

INSIGNE – Il Magnifico stasera è stato ingabbiato. La Roma non voleva perdere, Garcia non poteva perdere, da ciò una gabbia asfissiante intorno al talentuoso ragazzo di Frattamaggiore. Certo il piede è sempre quello, ma anche lui appare affaticato o quanto meno provato dall’attenzione che ormai gli dedicano gli avversari. Non incide, come altre volte, peccato. 6,5.

HIGUAIN – Lo schema, come detto, è quello annunciato da Melo e reiterato da Guarin: picchiare Higuaìn, provocarlo, guastargli l’umore e rovinargli la serata. Beh, stasera è perfettamente riuscito. Svagato, inveisce contro tutto & tutti e non è determinante, se non nell’occasione in cui, da trequartista col piede caldo, lancia in verticale il Capitano verso la rete. Del resto, anche in questo caso la statistica è una scienza: aveva segnato una caterva di gol al S. Paolo fino ad oggi, ci può anche stare una serata-no. 5,5

MERTENS – E’ in gran spolvero. Ha visto dalla panchina i romanisti fare i furbi e picchiare i compagni e non gli è parso giusto. Entra al posto di Callejon e fa valere ben presto la sua buona luna, ma quando è il caso mostra pure qualche artiglio. Del resto, i belgi hanno visto nel ‘900 invaso il loro paese per ben due volte, sembravano aver perduto tutto, ma poi alla fine hanno vinto la guerra loro. Peccato stavolta non sia stato risolutivo, magari la prossima. 6,5

EL KADDOURI – In una delle concitate azioni finali avrebbe persino potuto segnare. Ma il ragazzo, che pure mi sta simpatico assai, per varie sue prese di posizione, che lo mostrano come un uomo vero e non il solito giocatore ignorante e viziatello, non è riuscito a buttarla dentro. Nel caso, gli avrei messo un bel 7, per come è andata, mi pare più corretta un’astensione dal giudizio. S.V.

SARRI – Come detto, il Napoli non mostra scricchiolii significativi, ma non è più la “squadra perfetta col gioco perfetto” vista fino a qualche settimana fa. Il Maestro di Bagnoli saprà il perché e troverà gli adattamenti necessari. Qualcuno lo abbiamo già visto: il trio d’attacco con Mertens a sinistra e Lorenzinho a destra. Altri, verosimilmente, ne verranno. La squadra ha creato varie palle gol abbastanza nitide, non gli si può rimproverare niente. Sarebbe paradossale. 7

Carlo Pontorieri