Caro Gonzalo, ti ricordi quell’11 dicembre?

Caro Gonzalo, ti ricordi quell’11 dicembre?

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Caro Gonzalo, Pipituccio mio, tu che tutto puoi, ti ricordi quell’11 dicembre? Sì, proprio quel giorno di due anni esatti fa, quando uscisti dal campo con la faccia nascosta fra le mani, piangendo di frustrazione fra gli applausi del San Paolo. Avevi appena battuto l’Arsenal, il tuo gol e quello di Callejon avevano completato la vendetta per la sconfitta della partita di andata (che tu non giocasti; chissà come farebbe finita se fossi stato in campo…) certificando il valore del nuovo Napoli internazionale con dodici punti conquistati nel girone della morte della Champions League, contro i londinesi e il Borussia Dortmund vicecampione uscente. Un girone così duro che l’onestissimo Olympique Marsiglia finì per fare da squadra materasso chiudendo con sei sconfitte. Avevi appena dimostrato che il Napoli poteva competere con due top club europei, guardarli in faccia e non più dal basso verso l’alto, con un campione come te in squadra.

Perchè piangevi allora? Perchè non bastò. Quei dodici punti, riconosciuti da tutti come un’impresa eroica, per la prima volta nella storia della competizione non bastarono a ottenere la qualificazione al secondo turno. E mentre tu ti disperavi tra gli abbracci dei tuoi nuovi tifosi, di cui eri già l’idolo, a Vienna lo Zenit San Pietroburgo prendeva un’imbarcata clamorosa dall’Austria Vienna senza battere ciglio, perchè i sei punti accumulati bastavano comunque a garantire il passaggio del turno. 

Il calcio purtroppo è questo e un campione come te, Gonzalo mio, lo sa bene. Non sempre vincono i migliori e non sempre basta metterci il cuore. Però la sensazione di ingiustizia resta, e sono sicuro che uno orgoglioso come te non si dimenticherà mai la delusione di quell’11 dicembre.

Allora senti una cosa, Pipituccio, fammi un favore e fallo anche a te stesso. Domenica al San Paolo arriverà una squadra che è subito dietro di voi in classifica e che si è appena qualificata alla seconda fase della Champions con gli stessi punti di quello Zenit, appena sei, giocando col cronometro e sperando nel regalone del Barcellona per non rischiare di farsi male contro una squadra bielorussa (cosa che peraltro sarebbe successa se non fosse stato per il loro portiere). Ecco, Gonzaluccio, quella squadra lì a noi piacerebbe moltissimo che la rimandassi a casa a pallonate domenica. Dimostragli che meriti di stare dove loro sono stati trascinati dai demeriti altrui; prendila come una vendetta per quell’11 dicembre. Se non ci riesci ti vorremo bene lo stesso. Se ce la fai, però, ti vorremo bene un pò di più.

Roberto Palmieri

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