10 canzoni napoletane natalizie – Non solo Jingle bells

10 canzoni napoletane natalizie – Non solo Jingle bells

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Concetta Barra

Ormai è periodo, non si può sfuggire. Dovunque vi troviate, in un vicolo o in un centro commerciale, in una piazza o sul divano a guardare la televisione, in sottofondo ci sarà sicuramente una “simpatica” canzoncina natalizia o un più pretenzioso canto di natale.
“White Christmas” o “Jingle Bells” per i tradizionalisti, “Stille Nacht”, “Adeste Fideles” o “l’Ave Maria” di Schubert per i palati più esigenti, “Last Christmas” degli Wham o “All I Want for Christmas is You” di Mariah Carey, ormai diventati classici moderni, per i Ggiovani.
Nonostante il più noto canto natalizio italiano, “Tu scendi dalla stelle” di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, sia nato più di 250 anni fa proprio in Campania, la canzone partenopea sembra ignorare o quasi le festività natalizie: preferisce maggio, i fiori, il sole, la vita, le passioni, i tormenti. Temi poco adatti a dicembre e all’atmosfera natalizia. Tuttavia molte canzoni napoletane parlano di questa festività, anche se, nella maggior parte dei casi, Natale è solo un pretesto, lo sfondo o lo scenario di storie d’amore, di dolore, di lontananza.

1)”Quanno nascette Ninno”, il canto da cui deriva “tu scendi dalle stelle”. Sant’Alfonso lo compose nel dicembre dell’anno 1754 a Nola. Poesia, melodia raffinata, canto d’atmosfera; chi se lo sarebbe mai aspettato da un prelato di mezza età. Perfetta sintesi dell’approccio partenopeo alla fede, in cui sono i sentimenti e gli affetti piuttosto che le idee e le nozioni ad avvicinare al divino. Tra nuovi arrangiamenti e riedizioni vanno ricordate, tra le più disparate, le interpretazioni di Edoardo Bennato, Mina e del Piccolo Coro dell’Antoniano.

2) “E’ Natale” Nino D’Angelo. E’ del 1986, album “fotografando l’amore”, quello che è diventato un nuovo classico delle feste. Nell’allegria dell’atmosfera natalizia, finta e forzata, si consumano le pene d’amore di Nino:
“è natale nasce o bene e more o male
è natale voglio a te comm regale
è natale chiagne n’albere ‘e natale”

3)“Natale” del poeta Clemente Parrilli e del musicista Evemero Nardella. Pezzo nato in pieno conflitto bellico; canzone poetica e riuscita quanto poco conosciuta.

4)”Nun è Natale”di Gianni Celeste. Il natale neomelodico arriva direttamente dall’album “ un po’ del mio cuore” del 1990. Anche in questo caso le lampadine, l’alberello, le zampogne non riescono a colmare il vuoto di un amore finito, con la speranza che entro mezzanotte qualcosa possa cambiare

5)“Lacreme napulitane” di Libero Bovio. Questa splendida e famosa poesia del 1925, musicata da Francesco Buongiovanni, è il classico esempio delle canzoni in cui il Natale entra come pretesto di una storia di pianto e di dolore. In questo caso il tema principale infatti non è il Natale ma il dramma dell’emigrazione.

6)”Papà è natale” di Patrizio è forse il vero nuovo classico natalizio napoletano. Un bambino che approfitta del Natale per mettere pace tra i suoi genitori. Un ricordo e un omaggio all’indimenticabile protagonista della musica partenopea scomparso prematuramente a soli 24 anni.

7) “O Zampugnaro ‘nnammurato”, forse la più nota canzone napoletana relativa al Natale, con cui si sono misurati prima o poi tutti i “grandi”, Da Sergio Bruni a Murolo. Scritta nel 1918 da Armando Gill, il De Andrè napoletano, al secolo Michele Testa Piccolomini. Una bella elegia, divenuta canzone, ambientata nella Napoli di inizio novecento. Un giovane pastore irpino parte come zampognaro per Napoli, dove si infatua di una bella signora dimenticando la sua fidanzata paesana.

8) ”Caro Gesù” di Franco Ricciardi. Anche noi abbiamo la nostra “Happy Christmas (War is over)! In questo caso il John Lennon partenopeo è Franco Ricciardi, che prendendo lo spunto dal Natale intona, come l’ex Beatles, un vero e proprio canto contro la Guerra. “Il mare fa il girotondo intorno al mondo, si ammazzano come i cani ma non sono lontani”. Imperdibile!

9) Nel 1888 anche Salvatore Di Giacomo si misurò con le festività natalizie, nacque così “’A nuvena”, musicata da Enrico De Leva. Poesia toccante in cui echeggiano le note della pastorale alfonsiana, fu dedicata dagli autori ad Edoardo Scarfoglio, direttore de Il Mattino. Di Giacomo, con la solita delicatezza e suggestione, tratteggia una piccola storia popolare intrisa di semplice poesia: ancora una volta protagonista un modesto zampognaro, partito da un paesino di provincia, lasciando la moglie incinta, assiste alla natività, intonando una preghiera semplice e mesta.

10)Voglio chiudere con il canto natalizio popolare napoletano che preferisco: “ la leggenda del lupino”. Forse poco noto, ma di singolare bellezza e significato; io lo ricordo nella straordinaria interpretazione della grande Concetta Barra:
“Quanne ‘a Maronna perze se verette a ogni fronna ‘aiute aiute ricette.
Frutte ‘e lupine mie, frutte ‘e lupine arrapete e annascunne lu mio bambino.
‘Vattenne!’ lu lupine rispunnette e forte forte le fronne sbattette.”