Napoli, una città a Fumetti

Napoli, una città a Fumetti

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Il rapporto di Napoli con il mondo dei fumetti è ormai un legame stretto, seminato nelle scuole di fumetto tra le migliori a livello internazionale, coltivato con le numerose fumetterie, sbocciato in una tradizione solida fatta di sceneggiatori e disegnatori tra i migliori del panorama italiano e mondiale, esposto e apprezzato nel consolidato appuntamento annuale del Comicon.
Ma Napoli irrompe spesso nel mondo delle nuvole parlanti anche come scenario e palcoscenico degli eroi, bonelliani e non, che regalano sogni agli appassionati di questa forma letteraria.
La carrellata che farò è sicuramente parziale, anche perché basata su ricordi e conoscenze personali, ma credo sia indicativa della frequenza con cui gli autori di graphic novel, giornaletti, strip e fumetti scelgono come ambientazione per le loro storie questa strana e affascinante città mediterranea.

1) Partiamo da lontano, addirittura dagli anni ’50 e da Capitan Miki. Immaginate il West, il Nevada, i Rangers, Doppio Rhum e Salasso, il grande successo del personaggio dei tre EsseGesse ed all’improvviso tra cavalli e colt vedrete spuntare un personaggio apparentemente incongruo con il contesto: un napoletano a Forte Coulver. Proprio così, Sinchetto, Guzzon e Sartoris scelgono Gennaro Esposito, un ranger napoletano capitato chissà come nel Nevada, compagno e amico del loro giovane protagonista. I tratti con cui lo descrivono, generoso, simpatico, eroico cialtrone, leale e fedele, denotano, oltre un ricorso a stereotipi comunque positivi, un rispetto e un amore per la nostra gente che i tre autori torinesi paleseranno anche in altre occasioni.

2) E’ il caso di un altro Esposito, Antonio che farà la sua comparsa sulle pagine del Grande Blek. Cosa ci faccia un giornalista napoletano in piena guerra di Indipendenza Americana non è dato sapere. Esposito vorrebbe unirsi a Blek per narrare ai lettori della Gazzetta le avventure dei rivoltosi americani, ma questi rifiuta. Il reporter partenopeo allora segue di nascosto il capo dei trappers, mentre fa saltare l’arsenale della piazzaforte di Yarmounth. Alla fine il giornalista, che ha seguito nell’ombra tutte le fasi dell’impresa, si presenta a Blek e ai suoi amici mentre assistono al furioso incendio. Qui il professore Occultis, dall’alto della sua cultura, lo riconosce come napoletano e al ricordo di quella città, di cui rimpiange gli spaghetti ai frutti di mare e la pizza, lo invita al campo perché gli prepari una pentola di spaghetti.

3) Nel 1975, Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli, crea il primo antieroe della casa, “Mister No”, un atipico eroe di stanza in Brasile durante il secondo dopoguerra. Jerry Drake, questo il vero nome del simpatico pilota, è protagonista di due avvincenti storie ambientate in Costiera, sceneggiate dallo stesso Nolitta e dal grande Alfredo Castelli. Gli albi intitolati “La mafia non perdona” e “Morire a Capri”, uscirono tra il settembre e l’ottobre del 1981, riscuotendo un grande successo, grazie anche ai disegni bellissimi di Roberto Diso, che conosceva bene il nostro territorio, riuscendo a renderne mirabilmente atmosfere paesaggi. La storia si sviluppa in tre albi ( dal 76 al 78 ) e prende vita da una bellissima e malinconica canzone napoletana, Scalinatella (longa longa), suonata da un “posteggiatore” brasiliano in una taverna di Manaus. Mister No rievoca così una vicenda del passato, interamente ambientata dalle nostre parti, tra Positano, Napoli e Capri. Il flashback descrive guappi e scugnizzi, camorra e misteri, bellezze e contraddizioni di una terra molto simile a quella in cui Drake avrebbe fissato il suo rifugio.

4) A proposito di Castelli, anche il “suo” Martin Mystere arriva a Napoli per una delle sue avventure più belle e mysteriose. Il perfido Sergej Orloff entra in possesso di un’antica pergamena trovata tra gli scavi di Pompei. Martin , anch’egli a Napoli per seguire questa vicenda, si scontra con alcuni camorristi che non vogliono che si indaghi sull’origine del documento. Martin e Java, per nulla intimoriti, scoprono tra le rovine di Pompei, un passaggio segreto che conduce ad un’antichissima base atlantidea situata presso il lago d’Averno. I criminali, che ne sono a conoscenza da tempo e che la sfruttano per i loro sinistri scopi, sono anche disposti a uccidere pur di mantenere il segreto, e per Martin e Java sembra non ci sia scampo. Ma un aiuto tanto involontario quanto insperato può ancora arrivare da parte del loro nemico Sergej Orloff. La storia si snoda nei numeri 140 e 141, pubblicati tra novembre e dicembre 1993. I titoli ? Tutto un programma: “ il segreto di Pulcinella” e “ la smorfia napoletana”.

5) In effetti è quasi sempre il mistero che contraddistingue i fumetti ambientati a Napoli.
E’ il caso dei due albi dell’ammazzavampiri bonelliano Dampyr, “I Misteri di Napoli” e “La Monaca”. Il primo vede Harlan ed i suoi amici indagare su vampiri nascosti nel ventre di Napoli, imbattendosi in camorristi e guappi e incontrando l’uomo dei misteri per antonomasia, il Principe di Sansevero, sullo sfondo palazzi infestati, sotterranei, cripte e tombe segrete. Nel secondo, invece, i nostri eroi, accompagnati ancora una volta dall’edoardiano Don Raffaele, dovranno scoprire il mistero di Agnese Ayala, rinata dalla morte e ossessionata dalla ricerca del suo eterno amore. Una storia che si svolge nei vicoli del centro storico e che ci fa incontrare rivisitandoli alcuni dei personaggi della tradizione napoletana: la “janara”, il “monaciello”, l’”assistito” .

6) Da Napoli parte anche “Ringo”, la seconda stagione di una delle ultime serie bonelliane: Orfani. Il fumetto, ambientato in un futuro postapocalittico, violento e distopico, descrive un mondo dominato da una dittatura che dopo aver causato la catastrofe, reprime nel sangue qualsiasi tipo di ribellione e di dissenso. Il seme della rivolta però parte da una delle poche città sopravvissute al disastro, Napoli. In uno scenario alla Blade Runner troviamo, il Vesuvio e il golfo, ma anche le Vele di Scampia, base della Resistenza, un nuovo ciclopico Centro direzionale sede del governo dittatoriale. Su Castel dell’Ovo un inquietante enorme bombardiere, mentre come spesso accade nei regimi, lo Stadio San Paolo, è diventato un grande carcere. La Resistenza si è presa i luoghi dimenticati e nascosti, oltre alle Vele di Scampia anche la Cappella Sansevero, che custodisce (come nella realtà) il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino e le macchine anatomiche del principe Raimondo di Sangro, cui i disegnatori rendono un rispettoso tributo. Il fumetto rappresenta un omaggio a Napoli ed alla sua storia anche nella sceneggiatura che molto deve a “Filumena Marturano”, capolavoro di Eduardo De Filippo.

7) Dicevamo di “Orfani” e del fatto che sia strutturato come una serie televisiva americana. Ad ottobre è partita la Terza stagione, “Nuovo Mondo”. Rimarrete stupiti dal fatto che protagonista della serie è una donna, per di più napoletana. Si chiama Rosa ed ha vissuto la sua adolescenza nella città partenopea dove, come detto, la dittatura planetaria ha scelto di collocare il suo quartier generale. La ragazza ha trovato il modo per abbandonare il pianeta in maniera clandestina e dirigersi verso un nuovo mondo, con lo scopo non solo di sopravvivere, ma anche di proteggere la vita del bambino che le sta crescendo in grembo, un simbolo di speranza e libertà…napoletano.

8) La città di Napoli è anche lo sfondo di una miniserie in sei volumi edita dalla Dc Comics, la casa editrice americana di Superman e Batman. In questo caso la protagonista è una supereroina italo-americana, Helena Bertinelli, personaggio che fa parte dell’universo narrativo di Batman, e che da Gotham City si trasferisce direttamente a Napoli. La ragazza proviene da una famiglia mafiosa siciliana a cui si è ribellata, e per questo combatte il crimine con modi alquanto spiccioli e al limite della legge. Arrivata a Napoli si scontra con una organizzazione criminale che sfrutta la prostituzione di donne straniere. La storia è diretta ad un pubblico di adolescenti ed accanto alla bellezza della città, al mare, al clima, al sole ci sono riferimenti alla spazzatura, alle promesse di Berlusconi ed alle sue “distrazioni”.

La panoramica tra i fumetti napoletani per ora termina qui, ma ci sono ancora tantissime storie, ambientate a Napoli o che la raccontano, che trasmettono ai lettori di tutto il mondo l’incantesimo di leggende tradizionali, racconti misteriosi, storie millenarie e personaggi magici, incastonati in uno scenario unico, fatto di catacombe e vicoli, panni stesi e quartieri, che hanno il potere di regalare un ulteriore incanto a qualsiasi storia a fumetti.

Giuseppe Ruggiero

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