Settimana Nazionali: fra amichevoli e allarmi terrorismo

Settimana Nazionali: fra amichevoli e allarmi terrorismo

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Antonio Conte (foto da Flickr)

Dopo i fatti di venerdì notte e tutto quello che ne è conseguito, era pronosticabile che gli incontri fra Nazionali di questa settimana si sarebbero svolte in un clima che definire teso è quantomeno generoso. Le federazioni nazionali e la UEFA non hanno ritenuto opportuno annullare le amichevoli e gli spareggi europei in programma (passino gli spareggi che sarebbero difficili da riorganizzare, ma le amichevoli? Volontà di “non darla vinta ai terroristi” o diritti televisivi?), mantenendo giustamente la massima allerta presso gli stadi, considerati obiettivi sensibili. Così è stata annullata all’ultimo momento Germania-Olanda ad Hannover per un allarme bomba non ancora verificato nel momento in cui scrivo. In settimana tutti i vertici del calcio europeo e delle federazioni si sono espressi sulla decisione di non annullare il torneo della prossima estate in Francia; l’auspicio di chi scrive è che per allora sia possibile parlare e scrivere soltanto di sport per un mese intero.

SPAREGGI EUROPEI E QUALIFICAZIONI – Dopo le qualificazioni di Irlanda e Ungheria (una delle sorprese della nuova formula a 24 squadre, dopo decenni a bassi livelli nonostante una grande tradizione che trovò il suo apice nell’inumano Ferenc Puskas), ieri sera si sono qualificate per le fasi finali anche l’Ucraina e la Svezia ai danni di Slovenia e Danimarca. Nella sfida tra le due compagini scandinave ha brillato come sempre la stella di Zlatan Ibrahimovic: a trentaquattro anni lo svedese si conferma il centravanti più forte del mondo e decide la partita con una doppietta dopo il gol su rigore all’andata. Alle qualificazioni africane per i Mondiali, l’Algeria di Ghoulam travolge per sette a zero la Tanzania, con una doppietta del nostro terzino sinistro.

L’ITALIA – Per giudicare i progressi dell’Italia di Conte è necessario partire da due presupposti:

1) il Belgio è una delle Nazionali più forti d’Europa;

2) le amichevoli di questa settimana erano partite irrilevanti da usare per provare nuove soluzioni.

I risultati di queste due partite dunque non cambiano di una virgola le ambizioni degli azzurri; il problema è semmai capire quali siano. La Nazionale è solida e aggressiva (anche se la difesa inizia a traballare un pò troppo) e quando tutto sarà messo a punto definitivamente sarà ostica quanto la Juventus-schiacciasassi di Conte; è però evidente che difetta di qualità in attacco, con Candreva ed El Shaarawy in fase involutiva, un Eder in forma strepitosa che non durerà di certo fino alla prossima estate e un Pellè che se segnasse tanto quanto lavora per la squadra sarebbe un attaccante da 30 gol. L’impressione è che l’Insigne attuale servirebbe come il pane, ma il CT sembra essersela presa parecchio per il ritiro dell’altra volta; come si faccia a preferire un panchinaro del Monaco a un giocatore che ha fatto sei gol in dodici partite di Serie A per me rimane un mistero, ma contento lui… Quanto a Manolo Gabbiadini, in gol appena entrato ieri sera contro la Romania, il paradosso si ripropone anche in Nazionale: in tutta la Serie A l’unico attaccante in grado di relegarlo in panchina è proprio l’argentino colmo di rabbia in squadra con lui, e di conseguenza la Nazionale rischia di perdere una bocca da fuoco di prim’ordine (e sappiamo tutti quanto sia necessaria). Nell’attuale modulo del Napoli Manolo non ha spazio e Sarri -giustamente visti i risultati- non ha nessuna intenzione di cambiare le cose; per il bene del Napoli, del ragazzo e della Nazionale c’è da sperare che trovi più minuti nella seconda parte della stagione. Se decidesse l’Europa League con un gol, ad esempio…

Roberto Palmieri

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