Anche questa settimana la linguistica, lo studio scientifico del linguaggio umano, si presta alla nostra grande passione: ‘O Magnà.

Oggi vi parliamo del migliore amico dell’uomo, quello che ci ha nutriti per tanti anni, quello che tanto ci assomiglia intimamente, uno dei maggiori responsabili (ce ne sono vari) del nostro giro vita: il maiale.

Il maiale è quella cosa che ci portiamo dietro anche se non vogliamo, sottoforma di grasso adiposo e colesterolo:

Un maile è per sempre.

Come già documentatovi per la carne di mucca, anche la carne di maiale in ogni parte d’ Italia ha la sua terminoligia locali, i suoi modi di dire, legati alle proprie ricette e salumi.

Facciamo qualche esempio sempre per i poveri emigranti alle prese con le ricette napoletane.

La zia vi detta via whatsapp con un’ortografia da codice penale la ricetta della minestra maritata?

Come fare a spiegare al macellaio italico che vi serve ‘O Mascariell?

Sentite nell’aria un profumo inebriante, un profumo che vi evoca pranzi indeminticabili, panze appese tipo sacco di sfravecatura?

Pensate ad un bel ragù di tracchiulelle.

Ma comme ce lo spiego a ‘o milanes?

Facile, scaricate la nostra guida in pdf Guida Tagli carne Maiale Napoletani,  saprete anche voi che dovrete chiedere la guancia di maiale e le costine di maiale.

Ricordate, niente può fermare un napoletano affamato.

Gennaro Prezioso.

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