Il pranzo della domenica e il couscous di V come Vagina

Il pranzo della domenica e il couscous di V come Vagina

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V come Vagina è più di un blog, è una sorta di quaderno degli appunti, uno zibaldone, di Marcella Trani, 27enne pugliese cui ogni definizione che possiamo tentare di dare è limitante, forse la cosa più semplice da dire è che Marcella è e racconta tutti quei meravigliosi ossimori dell’essere donna.  Il modo migliore per conoscerla è fare un giro sul suo blog.

Ci racconti un po’ cos’è per il te il pranzo della Domenica?

Immagina un salone enorme e il profumo della pasta fresca. Mia nonna è un dio ai fornelli, ma c’è un piatto in particolare che tutti amiamo, sono i tagliolini freschi con un brodo di polpettine, non un brodo di quelli tristi, parlo di ore di cottura e di polpettine tutte uguali, grandi quanto un’iride. Ogni sua ricetta, dalle semplici patate al forno, alla genovese, è un capolavoro. Se mi chiedessero cos’è per me la perfezione, risponderei che è una sfera, quella delle polpette di mia nonna.

Cos’era a renderlo speciale?

Il pranzo della Domenica era una riunione di famiglia. La mia nonna paterna, il mio amore più grande, aveva la capacità di tenerci insieme, lei mi ha insegnato che la cucina, o meglio il piatto che hai davanti agli occhi, è un dono e che ogni cosa, se preparata con amore, può diventare un ricordo immortale, il profumo dei suoi biscotti, per esempio.

Invece oggi com’è il tuo pranzo della domenica?

Ci riuniamo solo per le feste da lei, oggi a tavola siamo io e i miei. La cucina di mia mamma è un po’ diversa, molto più semplice e leggera, ma adoro il suo sorriso, quando manifesto il mio apprezzamento.

Parlaci un po’ del tuo Blog, il titolo è forte, com’è la donna che presenti?

Tutti mi dicono che il titolo è forte, lo scopo è semplicemente quello di abbattere un pregiudizio, non c’è pornografia nell’anatomia, non penso di ledere qualcuno, dovremmo preoccuparci degli occhi della gente, non dei loro “vestiti”, V è un vestito ammiccante, che non ha concretamente nulla di osceno. Non ho un’idea di donna, nei miei racconti parlo del corpo, ma non mi soffermo mai sulla fisicità singola e fine a se stessa, cerco sempre di dare al lettore qualcosa in cui rivedersi. Principalmente parlo di emozioni, anche se nella vita sono molto cinica, il blog è la mia agenda, annoto i pensieri, così come vengono, possono piacere o no.

Cosa può imparare la tua (mi piacerebbe dire anche la mia) generazione dalle nostre nonne?

Potrebbe imparare l’unità. Ho sempre sostenuto che mia nonna, con un pranzo, sarebbe stata in grado di sedare conflitti mondiali e risolvere il problema della fame nel mondo. LE NONNE IN POLITICA…SUBITO!

Hai un bellissimo rapporto con il tuo corpo, sia nelle immagine che quando ne parli. Quanto è importante l’alimentazione per te?

Non è sempre stato bellissimo, l’ho odiato tanto il mio corpo, l’ho martoriato parecchio, posso dire di amarlo solo oggi, dopo due anni e dopo tanti di estremo masochismo alimentare. Partiamo da un presupposto importante, amo mangiare, non rinuncio ai desideri, dalla cioccolata fondente alla carbonara, mangio tutto con moderazione, ma soprattutto con felicità e senza ansie o nervosismi.

Al primo appuntamento un uomo guadagna punti se ti porta a mangiare cosa?

Ho una predilezione per le cozze, ma mangio davvero tutto. In ogni caso non ricevo un invito a cena da secoli, devo sembrare una grande stronza da fuori….ahahahahah.

Fra i mille progetti che segui, quali sono i prossimi che vedremo realizzati?

Credimi, non è ho la più pallida idea.

Grazie mille! Adesso svelaci la tua ricetta

Ricetta

Cous Cous di Verdure.
Premessa non sono per una fan delle dosi, sono sempre una che va ad occhio o a bicchiere.
-Per il cous cous direi che un bicchiere e mezzo, per due persone, possa andar bene. Prediligo quello del Pastificio Tandoi, ma non essendo facilmente reperibile nei supermercati, uso il Tipiak.
-Per le verdure:
2 melanzane di medie dimensioni
3 carote
3 zucchine
1 peperone giallo
1 peperone rosso
4 friggitielli(oddiooooo quanto li amo)
-Per il brodo
1 carota
1 cipolla
1 sedano
Per il brodo ci vorrà un’oretta circa. In una coppa riponete il cous cous e due mestoli di brodo, sgranate un po’ e coprite per quindici minuti, il vapore gonfierà i grani della farina. Intanto in alto i soffritti per le verdure: cipolla tritata(io preferisco quella bianca per il cous cous, ma anche la rossa di Tropea merita), peperoncino(io uso il peperoncino di Ischia, che madonna mia si spegne la luce). Le verdure le aggiungo in base ai tempi di cottura, quindi, dopo aver tagliato a dadini, butto in padella le carote, e a seguire i peperoni, i friggitielli, le melanzane e le zucchine. Non deve essere particolarmente secco, quindi aggiungerei un mestolo di brodo. Non scuocete le verdure ovviamente, altrimenti si rischia una poltiglia. Una volta ultimata la cottura, salate e speziate, io uso il curry, ma si potrebbe anche usare la curcuma. Il cous cous va sgranato, non con la forchetta, vi prego, usate le mani, io sono una cinestetica, quindi il tatto per me è fondamentale. Prendete una grande piatto piano, acciambellate il cous cuos e riponete le verdure al centro. Buon Appetito, attenti a non bruciarvi le mani.

Con amore V.