Vacanze alla russa?

Vacanze alla russa?

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La baia di Sorgeto, 12 ottobre 2015

Dal nostro inviato a Mosca, momentaneamente a Forio:

Baia di Sorgeto, una mattina di ottobre che nulla ha a che invidiare a una bella e calda giornata di giugno. Mentre guardo il mare e attendo il mio turno per buttarmi nell’acqua a 100 gradi della sorgente, mi accorgo di essere uno dei quattro campani a mare, e tre di questi lavoravano nel bar della conca. Tedeschi dovunque, over 60 (la mia ammirazione per loro è enorme: ma comm fann a scennere e a sagliere ‘e scale, duecento gradini, senza affanni né arrossamenti? Je stevo murenn!), e due coppie di mezz’età, un po’ in disparte. Russi.

Il turismo russo in Italia, e soprattutto nel Sud, cresce, nonostante le difficoltà economiche e il crollo del rublo: il Mezzogiorno, e specialmente la Campania, sono mete predilette, per via dei prezzi, dell’accoglienza e dell’immaginario che lega indissolubilmente i panorami nostrani a come i russi pensano che debba essere l’Italia. Purtroppo abbiamo ancora tanta strada da fare: trasporto pubblico, barriere linguistiche, anche se Ischia, come già la riviera romagnola, è nota per essere un luogo dove il tedesco si parla un po’ dovunque, quindi c’è una speranza (poi, se vi serve, chiammateme a fa ‘o direttore delle pubbliche relazioni in qualche giardino termale, jà!). La Caremar, ad esempio, nonostante che abbia navi alla fin fine molto buone, continua ad essere amministrata male: ho comprato il biglietto online, ma ho dovuto metterci 5 euro e rotti in più per supplemento internet (!!!) e prenotazione (!!!) oltre a dover presentarmi entro un’ora prima della partenza per cambiarlo, e la domanda sorge spontanea, a che serve offrire un servizio online si po’ comunque devi andare alla biglietteria?

I russi in vacanza, generalmente, spesso e volentieri evitano di incrociare altri connazionali. Perché? Qui c’è molto in comune con noi quando ci troviamo fuori Napoli e vogliamo evitare certi trappani da competizione, perché ci moriamo di scuorno per quanto sono tamarri. Il gopnik russo non è da meno ed è una categoria ben più interclassista di quanto possa sembrare, anzi: capita frequentemente che più tiene soldi, più il tamarro della steppa è ferocemente sguaiato nei suoi atteggiamenti. Forse un esempio trash, che annulla anche l’oggettiva tostaggine delle tipe, sono i video delle Serebro (forse, per vostra sfortuna, ricorderete il tormentone Mi-mi-mi), dove anche l’aspetto a dir poco gradevole delle signorine passa in secondo piano di fronte al loro essere tamarre overclass.

Quindi ieri non ho parlato in russo con queste due coppie, e nemmeno erano di quella tipologia. Ma la ragione è diversa: ‘o mare, per un emigrante, è sacro. E farsi il bagno a Sorgeto, quando dove campo fanno 3 gradi…

Giovanni Savino

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