Al San Paolo un pubblico di merda. Il caso Insigne lo dimostra

Fuori dal coro

Al San Paolo un pubblico di merda. Il caso Insigne lo dimostra

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Era esattamente un anno fa, il 5 Ottobre del 2014. Al San Paolo si gioca Napoli – Torino. La partita inizia assai male per gli azzurri perché “Core ‘ngrato” Fabio Quagliarella realizza un gran gol e porta in vantaggio i granata. Il Napoli rientra negli spogliatoi sotto di un gol tra i fischi impetuosi degli spalti.

Nel secondo tempo il Napoli reagisce, “Mortimer” Michu colpisce persino la traversa con un colpo di testa. Il San Paolo continua a rumoreggiare, ogni pallone che tocca Insigne sono fischi. Fischi che il folletto di Frattamaggiore ha già dovuto sopportare altre volte, soprattutto quelli rumorosissimi del preliminare di Champions contro il Bilbao quando ci fu una sonora bocciatura del pubblico di Fuorigrotta per Lorenzino.

Al 10′ del secondo tempo della partita contro il Torino la svolta: cross di Zuniga dalla sinistra e gol di Insigne, di testa. Lorenzo corre verso la fascia laterale, si siede a terra e scoppia in lacrime con il cuore che batte a mille all’ora. Il Napoli, a quel punto sbloccato, raggiunge pure la vittoria grazie ad un gol di Callejon. E da quella partita Lorenzo non sarà più fischiato al San Paolo.

Oggi Lorenzo Insigne è il calciatore del Napoli più acclamato, persino più di Higuain. A Napoli non si parla che del suo gol bellissimo alla Juventus, di quelli magnifici al Milan. Adesso un campione come Zola ha persino lanciato la proposta di ridare la 10 di Diego al piccoletto di Frattamaggiore. C’è persino chi oggi nemmeno si scandalizza di questa vera e propria bestemmia.

E allora, caro pubblico napoletano, diciamocelo in maniera chiara, mi ci metto pure io nel conto: fondamentalmente di calcio non ci capiamo un emerito cazzo. Certo, io a differenza di altri non mi sognerei mai di fischiare qualsiasi calciatore del Napoli a partita in corso. L’unico calciatore per cui trasgredii alla regola fu nell’anno 2000, fischiai Bandieri dopo un gol subito da centrocampo in una partita casalinga contro il Monza. Dalla partita successiva subentrò Nando Coppola.

Allo stesso modo, caro pubblico napoletano, sei indecente quando, sempre a partita in corso, canti cori beceri contro un presidente che tutto sommato in questi anni qualcosina di buono lo ha fatto per la squadra. Al netto di tutti i difetti, le dichiarazioni inopportune e certe uscite cialtronesche. Un pubblico che non riesce mai a guardare le cose con una visione d’insieme: si perde una partita e fanno tutti schifo, si vince una partita e sono tutti dei fenomeni. Intanto il Napoli da sei anni, ininterrottamente, si qualifica in Europa ed è stabilmente considerata una “grande” del calcio italiano come non accadeva da un quarto di secolo.

La critica ci sta, persino io su Facebook ho scritto più volte negli anni scorsi che non mi piaceva la fumosità di Insigne. Però i giovani vanno aspettati. Così come spero che Jorginho e Koulibaly continuino a smentirmi perché sono due calciatori che non mi piacevano affatto.

Al San Paolo si canta, non si fischia. Semmai lo si fa dopo il novantesimo. E adesso chiediamo tutti scusa a Lorenzino che è diventato una delle più belle realtà del calcio italiano. E, se potete, fischiatevi da soli la prossima volta. Perché fondamentalmente siete un pubblico di merda.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

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