De Giovanni censurato?? “Ma mi facci il piacere!”

Libertà di espressione o protagonismo?

De Giovanni censurato?? “Ma mi facci il piacere!”

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de giovanni

Maurizio De Giovanni è considerato tra i più grandi scrittori italiani. Oltre a questo è un grandissimo tifoso del Napoli di cui scriveva settimanalmente sul quotidiano più importante della nostra città, Il Mattino. Ma da qualche tempo i rapporti tra De Giovanni e il giornale partenopeo non sono più così idilliaci. Il casus belli lo ha creato un articolo dello scrittore il giorno successivo alla chiusura del calciomercato. Non si hanno ancora certezze, ma pare che (e quanto mi pesa usare il “pare che”, ma De Giovanni non ha mai chiarito fino in fondo come siano andate le cose) Il Mattino non abbia voluto pubblicare l’articolo di De Giovanni nel quale lo scrittore rimpiangeva l’organigramma societario del Napoli di Ferlaino che era riuscito a portare in azzurro Maradona grazie all’astuto stratagemma della busta vuota, paragonando quel caso all’affare Soriano saltato per incapacità da parte dell’attuale dirigenza del club di De Laurentiis. Tale articolo venne poi pubblicato da Il Domenicale, diretto da Pasquale D’Anna.

Ieri sera subito dopo la rotonda vittoria del Napoli sulla Lazio, Maurizio De Giovanni, frequentatore abbastanza assiduo dei social network ha scritto un altro post sibillino sulla propria pagina Facebook: “Non perdonerò mai chi non ha lasciato che scrivessi tutto questo“. Subito sono accorsi in sostegno dello scrittore tantissimi commenti di solidarietà, molti siti web e testate hanno offerto i propri spazi a De Giovanni per poter raccontare il suo punto di vista. Anche il nostro responsabile editoriale, Paolo Sindaco Russo, ha mostrato tale disponibilità. E mi trovo d’accordo con Paolo, se una persona sente di comunicare un pensiero bisogna aiutarlo nel poterlo fare.

Fatta questa premessa, mi chiedo però se De Giovanni abbia necessariamente bisogno de Il Mattino per scrivere del Napoli. Potrebbe farlo ovunque. Tanto più che un quotidiano, nella sua autonomia editoriale, può decidere altrettanto liberamente che gli articoli di De Giovanni non siano consoni alla propria linea. Perché la libertà è libertà: esiste quella del giornalista/scrittore e quella dell’editore/responsabile editoriale. Ad esempio, lo dico senza nascondermi, se fossi stato un “decisore” de Il Mattino avrei optato per la loro stessa scelta. Va bene che De Giovanni è uno scrittore, tanto più se molto affermato, ma c’è un limite alle scempiaggini (che già abbondano su molti siti e quotidiani). Paragonare il caso Maradona al caso Soriano è quantomeno risibile. Soprattutto se i toni dell’articolo dello scrittore partenopeo erano assai livorosi nei confronti di Aurelio De Laurentiis, già in pasto alla città e ai tifosi in un trend di odio crescente che lo sta avversando anche immotivatamente. Basta riascoltare i cori di ieri al San Paolo inneggianti all’incendio del suo yacht. E un quotidiano come Il Mattino non può prestarsi a questo genere di massacro che è già abbondantemente in corso: passi la critica, ma rinforzare all’odio e al livore di stadio e città ulteriori considerazioni delegittimanti sarebbe parso poco consono. E’ anche una questione di opportunità.

Al di là del merito, c’è poi un ragionamento di metodo che da giovane giornalista professionista mi sta molto a cuore. Maurizio De Giovanni ha già i suoi spazi, può scrivere quello che vuole, dove vuole e quando vuole ricevendone in cambio anche discreti emolumenti. I quotidiani italiani sono già pieni di vecchi collaboratori che, nonostante percepiscano laute pensioni, continuano a scrivere per quegli stessi quotidiani (o anche per altri) togliendo spazi ai più giovani. Vi è già una gerontocrazia nel giornalismo italiano, figurarsi se a questi si aggiungono pure degli scrittori che “pretendono” (come pare) di scrivere i loro pensieri su un quotidiano.

Non ho astio verso De Giovanni, è un personaggio simpatico e che ho spesso ammirato. Voglio anche chiarire che il sottoscritto ha la fortuna di svolgere un bel lavoro nel settore per il quale ha studiato, quindi non scrivo per “mmiria“. Ma dico a Maurizio, se proprio volesse fare un bel gesto ed usare più utilmente la propria fama, di invitare semmai Il Mattino a coinvolgere giornalisti più giovani e magari anche più preparati dei vecchi. Lotti per lasciare il proprio spazio a dei ragazzi che di visibilità e opportunità non ne hanno. De Giovanni di visibilità e opportunità ne ha avute, ne ha e ne avrà. Per cui non si dispiaccia se questa sua polemica non mi appassiona. Tanto più se c’è la “recidiva” di un altro caso sollevato sempre dallo scrittore di “pseudo-censura” anche con la Rai. Perché in Italia pare che non si possa essere scrittori se non ci si senta censurati. Il caso di Erri De Luca, scrittore e persona che amo assai di più, è di una gravità assai maggiore. Figurarsi se può essere considerata censura non pubblicare un articolo sportivo ad uno scrittore.

Per cui De Giovanni se ne faccia una ragione. Per scrivere le sue opinabilissime rimostranze verso De Laurentiis troverà tanti altri spazi, non c’è bisogno per forza de Il Mattino. Se accetta, come ha proposto Paolo, lo ospitiamo noi. Certo, non sarà uno spazio importante come il maggior quotidiano partenopeo, ma se il casus della discordia è la libertà di espressione qui troverà tutto lo spazio che richiede per esprimersi. Se invece questa è una polemicuccia creata ad arte con un esecrabile e immotivato vittimismo allora il caso è un altro e ognuno se ne farà la propria legittima opinione.

Valentino Di Giacomo

N.B. IN SEGUITO A QUESTO ARTICOLO E’ GIUNTA ANCHE LA REPLICA DI MAURIZIO DE GIOVANNI A VALENTINO DI GIACOMO. (CLICCARE QUI PER LEGGERLA)

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