Comm’è bello stu Napule. I capisaldi del gioco di Sarri

Comm’è bello stu Napule. I capisaldi del gioco di Sarri

0 939
foto da sscnapoli.it

La linea editoriale della sezione Calcio di Soldatoinnamorato.it è essere equilibrati: non si inizia a sputare giudizi dopo due sconfitte, non si parla di triplete dopo due vittorie. Fatto sta che ieri sera il Napoli ha umiliato la Lazio esprimendo un gioco eccezionale, di un altro livello rispetto alle altre concorrenti a ciò che non si può nominare: chi ha una rosa fortissima ma non è né carne né pesce, chi subisce pochissimo ma segna solo grazie a dei singoli di qualità, chi sta tornando in carreggiata a suon di rigori ed espulsioni (chi sarà mai?). Proviamo ad analizzare i punti di forza del nuovo assetto tattico di Sarri, che va al di là di un semplice cambio di modulo e ha dotato il Napoli di un’identità di gioco precisa ed idee, tantissime idee.

PRESSING. Questa è una delle vere novità. L’anno scorso il Napoli di Benitez si disponeva in fase passiva in un 4-4-2 abbastanza attendista, con Hamsik nello scomodo ruolo di seconda punta e un incazzatissimo Higuaìn a inseguire da solo i difensori che facevano girare palla, ovviamente senza nessun risultato. Il nuovo Napoli invece quando perde palla attacca subito per riconquistarla con un grandissimo lavoro di attacco e centrocampo, rimanendo cortissimo grazie alla difesa molto alta (i mezzi fisici di Koulibaly gli permettono di coprire la profondità abbastanza bene e la velocità dei terzini fa il resto, salvo dormite). Se questa strategia di recupero palla nelle prime giornate era sembrata abbastanza inefficace, con l’attuale brillantezza fisica è diventata efficacissima: l’organizzazione è ottima e il risultato ieri sera è stato recuperare nella metà campo avversaria per innescare gli inserimenti di attaccanti e centrocampisti.

PALLEGGIO. Questo in effetti c’era anche con Benitez, peccato che il sistema dello spagnolo prevedesse una squadra spesso molto lunga e due soli centrocampisti, tralaltro non di grande qualità tecnica e velocità di pensiero, costantemente presi in superiorità numerica dai pari ruolo avversari con il risultato che il pallone non usciva mai pulito dalla difesa e bisognava ricorrere spesso al lancio per gli esterni o per Higuaìn, che però non ha eccezionali tempi di inserimento né la potenza fisica per difendere il pallone spalle alla porta e far salire i compagni. Oggi, pur avendo quasi gli stessi interpreti, il palleggio del Napoli sembra tutta un’altra cosa: Hamsik in posizione arretrata è il faro della manovra, cercatissimo dai compagni ai quali offre sempre una linea di passaggio pulita, praticamente immune al pressing avversario e dotato di un’intelligenza tale da giocare sempre la palla nel modo migliore; Jorginho sta mostrando le sue vere qualità, che non stanno nella verticalizzazione, ma nel garantire velocità ed efficacia al giropalla con appoggi puliti sempre di prima o di seconda; Allan, da parte sua, dimostra di non essere soltanto un lottatore (e che lottatore) ma di avere anche una certa dose di tecnica sudamericana. I centrocampisti, se messi alle strette, possono sempre scaricare sui difensori (in particolare su Koulibaly) o su Higuaìn, che quando viene incontro si porta sempre via mezza difesa creando spazi. Grazie al palleggio la squadra sale con ordine rimanendo corta e qualora la palla venisse persa si può puntare a rinconquistarla immediatamente.

TAGLI E INSERIMENTI. In questo caso il passaggio al 4-3-3 ha fatto la differenza. I movimenti incontro di Higuaìn svuotano sempre l’area e Callejòn va a nozze con la possibilità di poter tagliare da destra e ricevere il pallone sulla corsa; quando non è lui sono Allan o Hamsik a inserirsi da dietro dal lato opposto a quello in cui viene giocato il pallone. Lo stesso Higuaìn, che ha velocità e non dà punti di riferimento, riesce spesso ad attaccare senza palla la difesa schierata, non necessariamente per vie centrali. Può sorgere spontanea la domanda: e se gli avversari giocano bassi e non danno profondità? È un problema, ma non manchiamo comunque di armi: la tecnica individuale di Insigne, Mertens e lo stesso Higuaìn permette loro di saltare l’uomo e rompere gli equilibri, gli associativi Hamsik e Gabbiadini sono abilissimi a combinare nello stretto, il palleggio veloce può far saltare le marcature e se niente funzionasse ci sono sempre i tiri da fuori. Non dico che non ci sarà da faticare contro le piccole, ma i mezzi non mancano.

A tutto questo aggiungiamo una ritrovata attenzione alla fase difensiva (e dei singoli ritrovati, in specie Koulibaly e Hysaj autori di una prestazione strepitosa), un attaccante fenomenale destinato a fare gol a grappoli ora che non è lui a dover far funzionare il sistema ma il sistema stesso a metterlo in condizione di dare il massimo, i margini di miglioramento dei singoli e del collettivo, ed ecco che siamo di fronte a una squadra potenzialmente fortissima destinata a finire in crescendo. Forza Sarri, Forza Napoli.

Roberto Palmieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it