I 10 Film Napoletani musicali da vedere almeno una volta nella vita

I 10 Film Napoletani musicali da vedere almeno una volta nella vita

0 6103

Chiamateli dramma musicali, sceneggiate cinematografiche, musicarelli napoletani, in ogni caso i tanti film che, tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli ’80, videro protagonisti cantanti e stelle della scena melodica partenopea, hanno finito col dare vita ad un genere autonomo, con le sue regole, i suoi topos e la sua dignità. Per questo è inutile che fate gli snob, fingendo di cadere dalle nuvole, siamo sicuri che, almeno una volta, anche voi vi siete lasciati catturare dalla magia di questi lungometraggi, apparentemente di poche pretese. Gli ingredienti erano semplici: isso (il cantante melodico o in seguito neomelodico), essa ( una bella ragazza con cui il protagonista ha un amore contrastato), o malamento/malamenta (spesso un attore importante anche bello ma che soccombeva di fronte al fascino dei vari Nino D’Angelo, Carmelo Zappulla, Pino Mauro oppure un’appariscente attrice che cercava di traviarli ).

Aggiungiamo una splendida Napoli sullo sfondo, una coppia comica e un pugno di grandi caratteristi, di cui era ricco il nostro cinema di quegli anni, ed il gioco è fatto. Dite che vi ricorda qualcosa? Infatti, come con la sceneggiata, con loro abbiamo sognato, pianto, riso, ci siamo emozionati, abbiamo palpitato e sospirato soddisfatti, quando la giusta punizione raggiungeva finalmente “o fetente” oppure quando i protagonisti si riappacificavano e ritrovavano.
Abbiamo perciò provato a fare un elenco dei 10 indimenticabili musicarelli napoletani

1) “Pover’ ammore”. Questo film del 1983 descrive mirabilmente l’emozionante e pedagogica parabola umana del protagonista, un convincente Carmelo Zappulla, il quale incontra Lisa, bella e affascinante, per la quale abbandona casa, moglie e figli, macchiandosi di azioni delle quali non si sarebbe mai creduto capace. Per fortuna ad un passo dalla rovina definitiva, la sua bambina riesce a ricondurlo alla ragione.
TAG: rovinafamiglie

2) “I figli non si toccano”-1979. Una banda di marsigliesi arriva a Napoli per sfidare Don Raffaele Sapienza (Pino Mauro), un contrabbandiere capo della “guaglioneria” napoletana. Gli infami uccidono uno dei suoi uomini in mare durante un conflitto a fuoco e per di più, rapiscono un bambino, figlio della sua ex donna. ‘O masto, con l’aiuto di una sorta di corte dei Miracoli raccattata tra chi vive ai limiti della legalità, si scatenerà e sgominerà gli avversari francesi.
TAG: ‘nfamità

3) “Celebrità” del 1981 è il primo e sicuramente il più significativo episodio della premiata ditta D’Angelo/Grassia. In questo film ci sono tutti gli ingredienti del genere: il giovane cantante che viene dalla gavetta, la malafemmena che lo allontana dagli affetti veri e semplici (la prima fidanzata e la mamma), portandoselo in quel luogo di perdizione chiamato Posillipo, grandi caratteristi (Crispo e la Sollazzo), la coppia comica ( i Fatebenefratelli), la tragedia finale ( la madre in fin di vita) prologo alla redenzione.
TAG: la sbandata

4) “La pagella” del 1981 è sicuramente il più polizziottesco dei musicarelli drammatici Napoletani. Infatti a Mario Trevi, il meccanico Salvatore, che perde tragicamente il figlio Gennarino durante una rapina, si affianca uno dei grandi interpreti del genere, il bravo attore francese Marc Porel, nei panni del commissario di polizia. I due sono amici nemici: il primo cerca vendetta, l’altro giustizia. E pensare che tutto era partito da un momento di gioia: Gennarino che porta una pagella di tutti 10, regalando soddisfazione ai suoi umili genitori. Il padre come premio lo porta in gioielleria a comprare un orologio d’oro e qui vanno incontro al loro triste destino. Momento topico del film: Salvatore che porta alla moglie la notizia del proprio figlio. ” Assù ( pausa)…Assù( altra lunga pausa)…Assù…Gennarino ( pausa lunghissima)…Assù Gennarino è muort'”.
TAG: traditor’

5) “O motorino”– 1984 Un meccanico che vive di espedienti e trucca i motorini, vorrebbe cercare fortuna come cantante. Purtroppo, entra in un brutto giro e va in carcere. La moglie, che aveva abbandonato il figlio da piccolo, per riconquistarne l’amore, gli regala un motorino. Il ragazzo avrà un terribile incidente e lotterà contro la morte. Ma, come spesso accade in questo genere di film, la circostanza dolorosa farà riavvicinare la famiglia, Film che contiene tutti gli ingredienti tipici del genere, le voci di Mario e Sal Da Vinci ( padre e figlio anche nella realtà ), l’avvenenza della malafammena Eleonora Vallone, la comicità di Crispo Sollazzo e dei Fatebenefratelli ed un cameo di Nunzio Gallo.
TAG: redenzione

6) Gli stessi ingredienti, grazie al comun denominatore di Ninì Grassia, imperatore del genere, si ritrovano anche in un film molto più recente “Annaré” del 1998, interpretato da Gigi D’Alessio. La trama ricalca quella degli illustri predecessori, ma il cast, oltre all’innesto di Biagio Izzo per i momenti comici, risalta soprattutto per le “straordinarie” interpretazioni di Fabio Testi, Maria Monsè, ma soprattutto di Amedeo Goria
TAG: bucie

7) “Pe’ sempe”, film del 1982 con protagonista il “maestro” Mauro Caputo, segue il grande successo del 33 giri omonimo, che nei primi 4 mesi del 1979 riuscì a vendere circa 200.000 copie , arrivando addirittura al primo posto in classifica in Italia. Questo scialbo melodramma si guadagna una menzione solo per questo e per i meriti musicali di Caputo. Per il resto imbarazzanti gli attori, la storia e le inquadrature. La stessa presenza dei grandi Mario Brega e Franco Citti viene sprecata con un improbabile e terribile doppiaggio in napoletano.
TAG: Perdono

8) “Lo scugnizzo” del 1979 è un po’ diverso dagli altri, se non altro per la mancanza di un cantante di grido come protagonista. Significativa è la presenza in produzione e regia degli altri due Triumviri del Genere ( il terzo è Ninì Grassia ), Ciro Ippolito e Alfonso Brescia. Protagonista e il piccolo Gennarino, artista di strada, orfano dei genitori, che va incontro ad una serie di peripezie per aiutare la sua benefattrice malata. A fare da angeli custodi al piccolo Marco Girondino ci sono Angela Luce e Nunzio Gallo.
TAG: Gennarino pane e vino

9) “‘O surdato ‘nnammurato” del 1983, sempre di Ninì Grassia, ricalca molto le storie dei musicarelli alla Morandi. Franco Cipriani, militare a Telese, tradisce la fidanzata con la figlia del Generale. La riconciliazione finale si chiude con una fuitina. Da ricordare la presenza degli immancabili Crispo e Sollazzo e di un giovanissimo Gino Rivieccio.
Tag: Servizio Militare

10) “O Zappatore”, 1980. Chiudiamo in bellezza con il più emblematico esempio di questi film, la sceneggiata che diventa cinema. Non mi dilungo su trama e interpreti ma segnalo l’indimenticabile: “Sangria?” “Eh.. sang’ e chi t’è muort’”. Sua Maestà Mario Merola non perdona nessuno, nemmeno gli spagnoli.
TAG: Sangria

Giuseppe Ruggiero

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione dell’autore e della fonte, Soldato Innamorato o www.soldatoinnamorato.it