Settembre poi verrà

Settembre poi verrà

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Un momento del primo giorno di scuola a Mosca, foto di Elena Ziganchina (da Instagram)

“Settembre poi verrà, ma non ti troverà”: il 1 settembre per me è questo, con me e papà che cantiamo a squarciagola l’hit di Peppino Gagliardi, e papà che mi dice ca’ so’ stunato. Tante emozioni, come giustamente abbiamo pubblicato sulla nostra pagina, di un’estate che qui non sembra voler finire (per fortuna, sia chiaro!).

In Russia questo è il primo giorno di scuola e il primo d’autunno, in un paese in cui le stagioni iniziano il primo di ogni mese: se l’autunno e l’inverno sono pienamente giustificati, per i nostri standard mediterranei (oggi a Mosca sono 15 gradi, at che autunno, ‘a vernata), l’inizio della primavera… no. Marzo alle volte è uno dei mesi più freddi, con punte di -30 come nel 2014.

Il primo giorno di scuola è un grande avvenimento: i bambini vestiti a festa, i fiori regalati alle insegnanti (quando l’ho detto a mammà, che insegna in una scuola media, i suoi commenti non varcherebbero la censura di ogni paese), il pervyj zvonok (la prima campanella)… Il primo settembre assume poi un significato speciale per chi entra a scuola per la prima volta, e ha davanti 11 classi da fare, prima di accedere all’università: due anni meno dei nostri, e a dir la verità, questo sistema mi convince poco, il nostro, con la sua suddivisione in 5+3+5 mi appare più efficace, soprattutto dal punto di vista socio-psicologico.

Ma settembre, in fondo, è pur sempre estate, per un napoletano: il mese dove il mare diventa un po’ più blu, il caldo piano piano inizia a lasciare il posto a un piacevole tepore, l’odore dei pini e della salsedine (soprattutto se si fa un giro nei non pochi splendidi luoghi della nostra terra, dal Virgiliano alla Gajola, ai Campi Flegrei, tra l’Averno e Miseno…), e la nostalgia di quei mesi pieni di progetti e di riposo…

Avanti c’è solo il freddo, nel caso di chi scrive, il grigiore delle nuvole cupe, ma anche la luce del Golfo, nonostante tutto, dentro. “L’estate se ne andrà insieme al sole, l’amore ne è andato già con lei” e su queste note, via, verso Miseno!

Giovanni Savino

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