Il Napoli sa solo la sua legge: chella ca fa chiagnere

Il Napoli sa solo la sua legge: chella ca fa chiagnere

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“Guagliu’, vuie site uommene! Stateme a sentí. Ccà sta ’a ggente: ’o munno. ’O munno cu’ tutt’ ’e llegge e cu tutt’ ’e diritte… ’O munno ca se difende c’ ’a carta e c’ ’a penna. Domenico Soriano e l’avvocato… E ccà ce sto io: Filumena Marturano, chella ca ’a leggia soia e ca nun sape chiàgnere”. Parla Filumena Marturano, ma queste parole avrebbe potuto proferirle anche Aurelio De Laurentiis. La clamorosa trattativa di Soriano, sfumata per motivi burocratici, mi ha ricordato infatti un altro Soriano, Don Domenico: il protagonista di una delle più celebri commedie di Eduardo.
Il colpo di mercato per il Napoli è sfumato all’ultimo minuto perché il club partenopeo non ha fatto in tempo a depositare in Lega i contratti. Un club, quello azzurro, che – per dirla con Filumena – “conosce solo la legge sua, non quella del mondo”. Quel cognome, Soriano – per citare invece Don Domenico – “non si poteva smentire”. Era forse destino che dovesse finire così. Nonostante poi, almeno nella commedia eduardiana, il lieto fine dopo tanti travagli si realizza con il matrimonio tra Dummì e Filumena. Questa volta il matrimonio non c’è stato. Il Napoli conosce solo la legge sua, quella che non fa depositare i contratti. Ma, al di là della legge e della burocrazia, mentre tutte le emittenti e i siti web parlavano soltanto della figuraccia del Napoli, l’errore forse più grande è stato quello di non far intervenire nessuno per spiegare le cose come erano andate. Non un tweet, non un comunicato, nessuna dichiarazione ufficiale. Mentre il club azzurro incassava, come un pugile nell’angolo, le critiche e le risatine dell’Italia mediatico-pallonara.
Tutto questo si aggiunge a tanti altri casi in cui il club azzurro ha manifestato palesi difficoltà nella propria comunicazione d’impresa. Oggi, nell’epoca dei social media, è un aspetto assai più grave della sconfitta contro il Sassuolo o il pareggio contro la Samp. Persino salumerie, parrucchieri, macellai, fruttivendoli oggi sono costretti dalla concorrenza non solo a vendere prodotti di qualità, ma a saper comunicare. Perché sempre più spesso l’immagine conta quasi più della sostanza. Un club che negli ultimi anni è stabilmente tra i primi venti di Europa non può permettersi queste figuracce. Lo diciamo muovendo una critica, senza accodarci a quel pericoloso accanimento che pure registriamo nei confronti di De Laurentiis.
Va bene conoscere la legge propria, ma a tutto c’è un limite. La legge del mondo, la legge della comunicazione soprattutto, non ammette certe approssimazioni. Mi si farà notare che proprio ieri anche il Real Madrid di Benitez non ha concluso al fotofinish la trattativa per De Gea a causa di intoppi burocratici. A Madrid però se ne faranno una ragione, probabilmente. “Dummì, sto chiagnenno”. Ma, a differenza della strepitosa Filumena, nunn è bello chiàgnere.

Valentino Di Giacomo

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