Alla “schizofrenia” di DeLa si aggiunge quella della tifoseria

Aspettiamo per giudicare

Alla “schizofrenia” di DeLa si aggiunge quella della tifoseria

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Stadio San Paolo

Quando c’era Mazzarri i tifosi applaudivano ai risultati ottenuti (qualificazioni in Champions e vittoria della Coppa Italia), ma si lamentavano del fatto che con la mentalità provinciale dell’allenatore toscano non si sarebbe vinto mai.

Quando c’era Benitez i tifosi applaudivano per la vittoria della Coppa Italia e della Supercoppa, ma consideravano il tecnico spagnolo troppo “europeo” per il calcio italiano.

Ora che c’è Sarri i tifosi non se la prendono più con l’allenatore (almeno non ancora), ma direttamente con il presidente. Anche se i cambi del tecnico azzurro nella partita contro la Sampdoria sono stati aspramente e diffusamente criticati.

Quando il Napoli comprava giovani promesse sudamericane i tifosi del Napoli contestavano perché servivano calciatori affermati.

Quando il Napoli comprava giocatori affermati come Albiol (campione d’Europa e del Mondo con la Spagna) il tifoso azzurro si è esaltato. Salvo poi ricredersi nel giro di pochi mesi. Lo stesso dicasi per Callejon. E qualche mal di pancia lo si è avuto persino contro Higuain per i suoi rigori sbagliati.

Quando il Napoli quest’anno ha comprato calciatori che già conoscono il campionato italiano e graditi all’allenatore come Allan, Hysaj, Valdifiori, i tifosi del Napoli hanno criticato queste scelte asserendo di “meritare di più”, che servono giocatori già affermati.

Da questi fattori è evidente una certa “schizofrenia” societaria che fa e disfa progetti nell’arco non solo di pochi mesi, ma anche di poche ore. Basti pensare che la prima scelta di De Laurentiis, dopo l’addio di Benitez, fu l’allenatore del Siviglia Unai Emery che però non accettò la panchina azzurra. Poi Aurelio virò su Montella, forse Spalletti e chissà se anche altri tecnici. Fino ad arrivare a Maurizio Sarri che si discosta tantissimo dal profilo di allenatore che la società aveva inizialmente vagliato come Unai Emery, per il quale De Laurentiis volò fino in Spagna per cercare di convincere lo spagnolo.

Ad una “schizofrenia” del club però si aggiunge quella dei tifosi. C’è sempre qualcosa o qualcuno da criticare. Il caso di Albiol è esemplare: è il giocatore “affermato” che voleva la piazza o che reclama la piazza oggi, che poi però non convince con le sue prestazioni. E’ il caso di Koulibaly che da “nuovo Thuram” – come si leggeva diffusamente su tante bacheche di Facebook lo scorso anno – è diventato un brocco pauroso.

Questa società e questa tifoseria non hanno equilibrio. Vale tutto e il contrario di tutto. Certo, va detta una cosa: se alla seconda giornata già si parla di annata fallimentare e si critica in maniera così aspra questo equilibrio non si troverà mai. Lasciamo lavorare Sarri e la squadra. Perché bisogna giudicare sempre prima, invece di aspettare il momento giusto?

Aspettiamo. Siamo soltanto alla seconda giornata. Per di più gli azzurri hanno giocato una signora partita contro la Sampdoria fino alla sciocchezza di Albiol. Il Napoli ha concesso poco o niente ai blucerchiati e fino a quel momento aveva fatto azioni offensive strabilianti. I segnali incoraggianti ci sono. Aspettiamo. Perché mettere questa assurda pressione alla squadra quando anche altre big, vedere la Juve, hanno palesato difficoltà alle prime due giornate? Con questi strali pessimistici non arriveremo da nessuna parte, ma soprattutto viviamo male la nostra condizione di tifosi. Se la squadra è in difficoltà va incitata. Per criticare c’è sempre tempo.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

#ilCaffèMiRendeTifoso

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