INTERVISTA – Chiariello (Sky): Nonostante giornalisti cialtroni, Napoli è ancora un sogno

Un professionista che racconta Napoli in Italia e nel mondo

INTERVISTA – Chiariello (Sky): Nonostante giornalisti cialtroni, Napoli è ancora un sogno

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Paolo Chiariello

Paolo Chiariello non è solo un ottimo e valido giornalista, inviato da Napoli per SkyTg24. È quel collega che speri sempre di beccare alle conferenze stampa per la sua simpatia, professionalità e umanità. È lui tra gli artefici ad aver realizzato il sogno della mia vita: conoscere Diego Armando Maradona, la prima volta infatti che ho potuto parlare con D10s lo devo a Paolo e per questo gli sarò sempre grato. Su quell’aneddoto ci sarebbe da scrivere.. ma lo faremo magari in un altro momento.

È difficile fare l’inviato da Napoli per una tv nazionale perché si è spesso costretti a raccontare il male che abita la nostra terra (blitz, arresti, malasanità, terra dei fuochi, violenze e omicidi) . Difficilmente puoi fare un servizio che parli bene di Napoli, anche se ti sarà capitato probabilmente. È distorto il criterio informativo nel dare le notizie oppure si può fare informazione anche dando notizie belle?

Premessa: rispondo a titolo personale perché sono un giornalista di Sky ma non ho la rappresentanza dell’azienda. Ciò detto Sky è aria pura, fresca nel giornalismo di questo Paese e non lo dico per contratto o perché sono un suo dipendente. Ho potuto raccontare il Paese (non solo Napoli o il Sud) senza retorica, senza infingimenti, senza edulcorare la realtà, senza pregiudizi. Raccontare Napoli, il Sud, l’Italia mi ha portato a dare conto della camorra sanguinaria, della mafia che va a braccetto con le istituzioni, della terra dei fuochi o della politica che smarrisce la sua nobiltà nell’essere luogo di rappresentazione di interessi legittimi e soluzione di problemi per diventare luogo di corruzione e malaffare. Fare questo, raccontare tutto ciò significa informare e dunque fare il proprio dovere. Napoli e il Sud non è solo questo ed è persino banale doverlo dire, ripetere sempre. Il sud è fatto anche di centri scientifici e di ricerca di eccellenza, cultura, bellezza, turismo, teatri, cinema, enogastronomia, accoglienza. Forse non lo si racconta bene. Forse non lo si racconta abbastanza. A Sky lo facciamo. Possiamo essere criticati per come lo facciamo, ma ce ne occupiamo. Altrove invece, e lo dico da napoletano, non da giornalista di Sky, si indugia in un racconto criminale esasperante del Sud che corrisponde ai cliché e ai pregiudizi di qualcuno e non alla realtà fattuale. Chi fa questo è in malafede. Chi dice che al Sud la mafia, la camorra, la cattiva politica sono invenzioni giornalistiche è ignorante, in malafede o connivente. Ciò detto ogni discussione su come i media vedono il sud e come sono organizzati per raccontare il Sud è auspicabile. Su questo avrei tante cose da dire. Non basta un’intervista per esaurire un argomento tanto serio.  

Noto però che cerchi sempre di usare i social network per dare sempre informazioni positive sulla nostra terra. L’ultima è la vicenda del turismo. Che impressione ti fa leggere sempre brutte storie sulla nostra regione?

C’è una componente cialtrona nel giornalismo napoletano che è dura a morire. E’ un filone di giornalismo spazzatura che si nutre delle cazzate che girano sul web, dei pregiudizi che alimentano altrove, di false rappresentazioni o distorsioni della realtà. Quando leggo del pane che si cuoce con la legna delle bare. Quando ogni anno a fine agosto leggo del mare di merda a Ischia o a Capri o a Baia Domizia o altre amenità mi fa rabbia non tanto e non solo perché le notizie spesso sono bufale ma perché non si va mai a fondo delle cause che alimentano certi filoni d’informazione. Perché non ci sono i depuratori che devono costruire e che sono anche stati finanziati dall’Unione Europea? È vero che mancano anche in altre regioni? Dove sono finiti quei finanziamenti? Che cosa c’è di vero nella storia delle bare usate per cuocere pane?  E potremmo andare avanti all’infinito con queste storielle. Ecco, dovessi rispondere in breve alla domanda che mi viene posta, e cioè “che effetto ti fa”?, la risposta è lapidaria: RABBIA.

Lavori per un network mondiale, quanto è difficile riuscire a far capire loro le bellezze di Napoli, che forse vedono la nostra città più secondo cliché che per come realmente è?

E’ semplice. Sky è il network che dà conto dei mille colori di Napoli. E li fa vedere, li analizza e li presenta tutti. C’è la fiction Gomorra e ci sono dieci documentari sulla Reggia di Caserta, gli Scavi di Pompei, il Cristo Velato, il Teatro San Carlo, la musica di Napoli, Pino Daniele. Napoli è meravigliosa perché è così, è un libro aperto per tutti quelli che non hanno pregiudizi. Napoli è l’abisso dell’aberrazione umana con certa feccia di criminalità senza scrupoli, ma è soprattutto la Grande Bellezza dell’arte, dei mestieri, delle antiche vestigia di popoli che sono passati di qua e ci hanno lasciato segni e sogni. Napoli è grandi uomini e grandi donne del passato e del presente. Napoli è musica. Napoli è… un sogno come diceva Pino Daniele. E lo è davvero.

Ciro e genny in una scena della serie TV
Ciro e genny in una scena della serie TV

Sky, come ricordavi, trasmette Gomorra. In un nostro articolo abbiamo detto che se alcuni comuni del napoletano rifiutano di far girare nel proprio territorio la bellissima serie di Sky Atlantic, allora cosa dovrebbe dire Gubbio con Don Matteo dove accade un omicidio a settimana per di più risolto da un prete? Trovi un buon racconto la serie Gomorra?

Trovo queste prese di posizione stucchevoli, poco serie, inutili, di persone in cerca di visibilità o capaci solo di fare ammuina. La risposta è nella vostra domanda. La fiction è certo una esasperazione della realtà. Ma Gomorra è un prodotto ben scritto, girato in maniera eccezionale, artisticamente un prodotto cinematografico di valore internazionale ed è intellettualmente onestissimo. Il regista, Stefano Sollima, è innamorato di Napoli. Gli attori sono tutti napoletani. La serie è girata a Napoli e altrove nel mondo. Racconta la camorra. Spesso devo dire che la realtà supera persino al fantasia della fiction. Tutte le polemiche intorno a Gomorra, spesso create ad arte da personaggi in cerca d’autore, sono parva materia.

Ti sei occupato in due libri “Monnezzopoli” e “Monnezza di Stato” scritto assieme allo scienziato Antonio Giordano della questione rifiuti.  Quanto c’è ancora da fare in questo contesto?

Tutto. La questione rifiuti, e cioè il ciclo dei rifiuti e la presa della criminalità in questo settore, è ancora tutta sul tavolo. E’ stato fatto tanto ma ancora non abbiamo un ciclo virtuoso dei rifiuti e non credo che siamo riusciti ad espellere la criminalità organizzata dal business della monnezza. Poi c’è la questione sanitaria, la tragedia ambientale, le bonifiche da fare… Non siamo all’anno zero ma abbiamo ancora tantissima strada da fare.

Il nostro sito parla anche di calcio e del Napoli di cui tu sei tifosissimo. Come vedi il Napoli di Sarri quest’anno?

Sono malato di calcio e di Napoli. Dico che Sarri può far bene. Che bisogna avere pazienza. Bisogna sperare che Higuain faccia sul serio. E sperare che De Laurentiis e De Magistris trovino un accordo per dare a Napoli e ai napoletani uno stadio degno della storia di una squadra di calcio che, nonostante i non tantissimi trofei, può annoverare tra le sue fila il più grande calciatore di tutti i tempi: DIEGO ARMANDO MARADONA.

Per concludere: una tradizione partenopea a cui proprio non puoi rinunciare?

La sfogliatella tutte le mattine. Il ragù la domenica. Il casatiello. La pastiera. Il Babà. Gli spaghetti. Passeggiare per i vicoli di Napoli. Andare allo Stadio. Fare il bagno a mare tutto l’anno. Ascoltare musica di Daniele, Bennato, NCCP, A67, Clementino. Andare al San Carlo. Mangiare una pizza sul lungomare ogni tanto. Ingozzarsi di pesce fresco, crudo, appena pescato. Andare sul Vesuvio. Emozionarmi negli Scavi di Pompei ogni volta. Cioè io posso rinunciare a tutto ma non a Napoli.

Valentino Di Giacomo

Twitter: @valdigiacomo

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