I 10 motivi per cui già adoriamo Maurizio Sarri

I 10 motivi per cui già adoriamo Maurizio Sarri

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Da questa stagione Maurizio Sarri sarà il nostro allenatore. Noi abbiamo formulato i 10 motivi per cui già lo adoriamo. Eccoli.

1) Perché un self-made-man. Dalla prima categoria con la Faellese alla serie A. Una carriera costruita con le proprie mani senza mai scendere a compromessi e senza rinnegare il proprio credo di gioco.

2)Perché è nato a Napoli, i genitori lavoravano all’Italsider di Bagnoli. E speriamo che questo sia un bel segnale per far rifiorire l’eterno progetto di quella zona che è potenzialmente straordinario.

3)Perché non si dà arie. Rappresenta quel napoletano che ogni giorno lotta con la vita per ottenere risultati, vivendo da eroe, ma senza sentirsi tale.

4)Perché il suo è un gioco bello, arioso, ragionato. Se ripeterà a Napoli il gioco visto ad Empoli resteremo incantati dalla bellezza dell’organizzazione della squadra.

5)Perché è un po’ napoletano e un po’ toscano. E ci ricorda insieme Troisi e Benigni.

6)«Ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso. Mi chiamano ancora l’ex impiegato. Come fosse una colpa aver fatto altro». E’ una frase da appendere ai muri che ci ricorda un calcio che ormai non esiste più. Con lui riscopriamo il romanticismo di questo sport.

7)Perché è bello vincere con alla guida del Napoli un allenatore che nel palmares aveva persino una Champions League. Ma se Sarri vincesse a Napoli darebbe speranza a tutti quei napoletani che non mollano mai e che faticano un giorno per volta ad arrivare dove sono.

8)Perché è un uomo di cultura, divora libri e cerca di capire come va il mondo al di fuori dal campo di gioco. Ma senza sentirsi un professore, senza la spocchia di sentirsi migliore di altri. La laurea della strada viene assai prima di quelle prese nelle scuole e nelle università.

9)Perché sarebbe una lezione spettacolare mostrare al mondo intero e a noi stessi che i risultati possono ottenersi attraverso il lavoro costante di auto-miglioramento. Perché ci emoziona quando parla e ci rende orgogliosi.

10)No, il 10 non ce ne voglia. Il 10 è solo Maradona…

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