Se Gubbio ha detto no a Don Matteo, figuriamoci Acerra

Se Gubbio ha detto no a Don Matteo, figuriamoci Acerra

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Ciro e genny in una scena della serie TV

Dopo 8 serie della Famosa serie TV che vede Terence Hill protagonista, Don Matteo ha spostato la location da Gubbio a Spoleto, paese che ospita la nona serie delle avventure del prete più famoso d’Italia.

8 serie per un totale di 168 puntate girate nella cittadina della provincia di Perugia hanno dipinto il tranquillo paesino come sede di efferati delitti. Grazie a Don Matteo Gubbio è diventato luogo di almeno un omicidio a settimana e ha vista la criminalità media arrivare ai livelli della Napoli di Cutolo. Non credo che i cittadini di Gubbio si siano ribellati dopo oltre 150 reati volenti raccontati e risolti da un prete e non dalle forze dell’ordine, magari sostenendo che il loro bellissimo borgo non è un luogo così pericoloso e violento e che la polizia del posto non ha bisogno dell’aiuto di un parroco per risolvere anche i casi più semplici.

Però in tutta onestà le storie risolte dal parroco in bicicletta danno un’immagine distorta della città, se contiamo che a Napoli e provincia nel 2014 gli omicidi sono stati 47, e lo rapportiamo con i circa 20 casi  l’anno della cittadina piccola quanto un quartiere di Napoli, viene da chiedersi se voi andreste mai in un posto del genere, soprattutto sapendo che se vi succede qualcosa potete solo sperare in un aiuto ecclesiastico.

Bene, la nona serie di Don Matteo è stata girata a Spoleto, non so se la scelta si è resa necessaria perchè oramai Gubbio era totalmente disabitata visto che la metà della cittadinanza è in galera per omicidio e l’altra metà è stata uccisa, se perché i cittadini sopravvissuti si sono ribellati  per i motivi di cui sopra o se per una scelta di produzione, ma adesso è Spoleto a vedere l’improvviso incremento della criminalità.

Recentemente ho letto che i sindaci prima di Afragola e poi di Acerra hanno negato il consenso a registrare nel loro comune le scene della seconda serie di Gomorra, la domanda che mi nasce spostanea è: Perché?

Gomorra non è Don Matteo e se le vicende di Terence Hill e Nino Frassica sono rivestite di un’aria bonaria e il lieto fine è dietro l’angolo, per noi che   Gomorra in un modo o nell’altro la viviamo, abbiamo tristemente presente la distanza che c’è fra il Don che precede Pietro Savastano e quello di  Matteo.

Ma non è negando la rappresentazione del nostro male che lo curiamo.

Non sono un fan di Saviano, il libro l’ho trovato più interessante come romanzo che come documento e credo che considerarlo tale sia stato un errore enorme, del film, al di là delle considerazioni tecniche, trovo pessima la scleta di raccontare la realtà superficiale, il livello più basso della camorra, e saltare quel passaggio verso i colletti bianchi che invece era ben evidenziato nel libro. La serie mi piace, al di là dei tormentoni e delle frasi ripetute e delle fantastiche parodie dei The Jackal (che hanno ottimamente parodizzato anche Don Matteo), la versione TV di Gomorra  secondo me riesce a evidenziare bene una cosa: so tutt’ gent e merd’, non riesci ad affezionarti a un personaggio, appena qualcuno caccia un minimo di umanità diventa debole e viene ucciso, i personaggi più sono viscidi, cattivi e spietati e più vanno avanti, ma anche quell’andare avanti è vano, superfluo. Il successo del “Boss” si traduce in una vita barricato, nascosto in una topaia, lontano dagli affetti e sapendo che la morte è a un passo. Gomorra – La serie è un racconto violento di quello che diceva il Professore Bellavista nel negozio di articoli sacri: ma tutto sommato, nun’è che fate na vitae merd?

E allora perché negare questa rappresentazione? A pro di che?

Vogliamo rappresentare una Napoli migliore e tutte le cose belle della nostra cultura? D’accordisimo, e allora facciamolo!

Il nostro sito volontariamente non si occupa di cronaca nera ma cerca di raccontare la Napoletanità nella continua meraviglia che ci regala questa città, ma lungi da noi pensare che il resto non debba essere raccontato, soprattutto se fatto bene e con intelligenza, al di là di tutti i limiti che può avere la serie prodotta da Sky.

Non volete che si giri Gomorra ma volete che venga raccontato il bello della nostra provincia? Cominciate a produrre quel bello che tanto volete si rappresenti, siate i primi artefici, raccontatelo con tutti gli strumenti che avete a disposizione, così riusciremo a far sparire l’immagine di “gomorra”. Censurandola contribuiamo solo a renderla eterna e forse anche più affascinante.

Se la cosa vi interessa, prima che possiate dire “Allora fallo girare a casa tua“, vi posso dire che alcune scene sono state girate vicino casa mia e altre davanti all’ufficio dove lavoro, al Rione Traiano, dove vive parte della mia famiglia e a qualche centinaio di metri da dove è stato ucciso Davide Bifulco.

Mi sento rappresentato da Gomorra?

Per niente! Ma non posso negare che sia una parte del mondo in cui vivo, sarebbe da incoscienti nasconderlo come sarebbe da stupidi sperare che possa arrivare un Don Matteo in bicicletta a risolvere tutti i problemi. Allora ben venga la rappresentazione e se non ci piace rimbocchiamoci le maniche e creiamo tante altre belle storie da raccontare.

Paolo Sindaco Russo

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