Ted, l’orsetto che prende in giro l’america

Ted, l’orsetto che prende in giro l’america

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Ted 2

Pensateci bene: ditemi un posto che, d’estate, ti assicura in parte divertimento e freschezza a poco prezzo. No, abolite Lido Mappatella o i Centri Commerciali nel weekend dai vostri pensieri, che lì se tutto va bene trovi posto alle 8 di sera quando ormai il bambino che volevi portare alle giostre ha già compiuto i 18 anni.

Parliamo del cinema, dove con pochi euro ti assicuri (o quasi) due ore di spensieratezza e gelo da circolo polare artico a causa dei condizionatori a palla presenti al loro interno.

Una piccola rubrica che analizzerà i film del momento e non, con un occhio diverso dal solito. Questa volta parliamo di Ted 2, film del 2015 scritto e diretto da Seth MacFarlane.

“E mò chi è stu Mechfarlein?”, semplice: uno dei produttori di commedie più geniali che Hollywood o l’America abbia sfornato negli ultimi anni, conosciuto ai più per aver creato la serie animata “I Griffin”.

Sequel del successone “Ted”, che solo nel primo weekend di programmazione nel 2012 ha incassato ben 469 milioni di dollari, la storia narra le vicende dell’orsacchiotto più scorretto e volgare mai esistito, che ha preso vita grazie al desiderio espresso da un bambino.

“Ua, la classica storia p’e creatur, ch’ ppall!”, no invece: Ted colpisce più volte in faccia la cultura americana, chiusa mentalmente da alcuni elementi considerati veri e propri tabù per la storia del paese a stelle e strisce. Non mi dilungherò a parlare della trama, anche perché tutto quello che vi dirò potrà essere usato contro di voi sotto forma di spoiler, ma è una “black-comedy” che può davvero stupire ogni spettatore, anche il più scettico.

Avete presente quando, da bambini, giocavate con il Big Jim di turno, o con uno di quel pupazzi che vi divertivate a massacrare senza ritegno? Ecco: immaginate che quel Big Jim vi faccia compagnia mentre bevete una birra, parlando di sesso senza alcun ritegno e che, magari, alla fine vi rutti in faccia con gusto.

Battute scorrette, volgarità e un pizzico di emozione che può far riflettere anche chi va a vedere questa pellicola senza alcuna pretesa. Il mio consiglio è quello di godersi il film, farsi un paio di risate alla faccia degli americani e del loro bigottismo e pensare che, magari, un giorno una cosa del genere potrebbe accadere anche alla vostra bambola gonfiabile.

Come quale? Quella che avete nascosto sotto il letto perché vostra moglie non ve la da più.

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