Colazione da Zara: come sopravvivere a Milano

Colazione da Zara: come sopravvivere a Milano

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Foto di Paolo Margari https://www.flickr.com/photos/paolomargari

Vivo a Milano da circa un anno e come tutti quelli che non sono turisti, ci sono venuta per lavoro. Ti svegli una mattina, appena arrivata, apri gli occhi e sei nella prima puntata di Lost ma il protagonista è “Il Zampetti”. La realtà, così come la conoscevi, te la puoi pure scordare. Tac.

Milano è una città misteriosa che devi scoprire forzando il chiavistello delle prime apparenze con un piede di porco, se ambisci veramente ad integrarti. La fase iniziale può essere difficile o diventare addirittura un incubo, soprattutto se gesticoli come un pazzo. Uè, Napoli. E allora ecco qualche consiglio per la sopravvivenza.

Imparate l’anglomilanese e non montatevi la testa.

A Milano se non parli un poco inglese non sei nessuno. Scoprirete presto che, anche se siete stagisti e vi occupate di svuotare i cestini dei colleghi più anziani, la vostra qualifica verrà comunicata al mondo in maniera altisonante. Sulla vostra mail aziendale, ad esempio, comparirà la firma “Gennaro Esposito, Garbage Collector Assistant”. Prendetela con filosofia: se riuscite a insegnarlo bene a vostra madre, potrà farsi tanta con la signora di fronte.

In office, fatevi vedere sempre occupati. 

A Milano, alle 18.00 in punto scatta il piano di evacuazione. Non lavorano più di noi, sono solo più scaltri. Si fanno vedere sempre affaccendati, corrono anche sul posto, e se chiedi qualcosa rispondono in maniera incomprensibile, almeno per te che sei all’inizio: “Ho chiesto info su questa to do, che ti ho inviato fyi poiché abbiamo un timing e c’è questo problema del costante delay, per cui ti aggiorno asap”. Per sopravvivere, bisogna imparare la lingua locale e poi stampare un foglio excel a caso e iniziare a vagare tra le scrivanie fingendosi impegnati. Se si accorgono che lavorate sul serio, siete finiti.

Due parole sull’aperitivo
A Milano si fa l’aperitivo. Accostatevi a questo rito con grande signorilità e, per piacere, appena arrivati alla stazione, recatevi alla prima farmacia e munitevi almeno di Enterogermina. L’aperitivo milanese è la versione light del nostro buffet dei matrimoni. Un trionfo di chele di ragno, zeppole con le mucillagini e tanto, tantissimo farro in tutte le salse perché fa chic e non impegna. Costa solo 8 euro compreso il beverage e questo dovrebbe già insospettirvi. Aperitivo solo a piccole dosi, quindi, almeno fino a quando non avrete sviluppato gli anticorpi.

Non una parola sulle nutrie

Se state passeggiando sui navigli o peggio ancora, siete seduti sul bordo, alla ricerca disperata di qualcosa che possa ricordare vagamente un lungomare, potrebbe capitarvi di vedere nuotare delle simpatiche zoccole. Di solito non si avvicinano, ma se dovessero farlo, non aggreditele come fareste serenamente a Napoli col beneplacito di tutta la cittadinanza. A Milano tengono particolarmente a queste bestiole e si offendono moltissimo se osate definirle “zoccole che nuotano”. Si chiamano nutrie e, se volete fare una buona impressione, vi basterà semplicemente dire “Uh, che carina la nutria” per poi ovviamente accelerare il passo e allontanarvi il più possibile dalla tentazione di prendere una mazza di scopa e schiantarla come avreste fatto sugli scogli a Mergellina.

Nessuno tocchi le Fashion Blogger
Sono un prodotto tipico di Milano, figlie di un 56k e di antiche piattaforme molto utilizzate prima dell’avvento di Facebook. Esse a Milano lavorano e vengono invitate con grande devozione e riconoscenza da stilisti, chef, librai, fruttaiuoli. Perché a Milano tutto deve essere fashion. Tweettano, Instagrammano, Repostano, #senzasostanévergogna. Vantano conoscenze importanti e sono amiche, tutte, di Franca Sozzani. Poi, però, le trovate un sabato mattina da Zara con un cornetto in mano, le ballerine ai piedi e la suoneria di Moon River. Slow Food le studia da tempo per capire se necessitano di un presidio.

Ultimo consiglio: quando siete tristi perché vi manca il disordine misto all’odore di mare, ricordatevi che vivere a Milano rappresenta un esercizio per lo spirito e che da questa distanza, la malinconia vi offre un panorama su Napoli che nemmeno da Posillipo avete mai visto.

Zia Woller

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