Il Ds Giuntoli faccia presto un corso di comunicazione

Quella risposta sul budget

Il Ds Giuntoli faccia presto un corso di comunicazione

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“Quale sarà il budget disponibile per il calciomercato del Napoli?”. La domanda è del giornalista Michele Criscitiello in una serata-evento organizzata in Toscana. Destinatario del quesito è Cristiano Giuntoli, neo direttore sportivo azzurro. La risposta di Giuntoli lascia un po’ tutti sgomenti: “Non lo so, questo è un tema che decide l’amministratore della società“.

Generalmente in una società di calcio di primo livello (ma anche di serie inferiori) esiste un “business plan” (ricordate Benitez?) e un direttore sportivo che, in base alle indicazioni sugli obiettivi prefissati dalla proprietà con un budget indicato, allestisce la squadra tenendo conto delle diverse variabili: costo degli acquisti, introiti delle cessioni, tetto ingaggi ecc. A Napoli non sappiamo come funziona, ma da Sabato scorso possiamo iniziare ad immaginarlo.

La risposta di Giuntoli sembra significare che l’ex Ds del Carpi sia semplicemente un esecutore. Un dirigente qualsiasi che serve soltanto per andare a firmare contratti su ordine della proprietà. Forse non sarà proprio così, ma da queste dichiarazioni emerge purtroppo questo.

Che De Laurentiis avesse una gestione di carattere familiare è stato chiaro a tutti sin dall’inizio della sua avventura in azzurro. Il Consiglio di amministrazione del Napoli, del resto, è formato soltanto da familiari di Aurelio: i figli, la moglie Jacqueline e, unica eccezione, l’amministratore Andrea Chiavelli. Così come giova ricordare che in realtà Bigon non sia mai stato un vero e proprio Direttore sportivo, bensì un Team manager. Ruolo ben diverso.

Non critichiamo le scelte societarie. Del resto i risultati sono tutti AMPIAMENTE dalla parte di De Laurentiis. Sei qualificazioni consecutive in Europa, due Coppe Italia, una Supercoppa, una semifinale di Europa League persa solo per sviste arbitrali, due promozioni (dalla C alla B e dalla B alla A). Una sequela di risultati che forse solo quei napoletani obnubilati da chissà quale demone possono non riconoscere. Lì dove prevale quel sentirsi tifosi di una squadra che “DEVE VINCERE“. Senza pensare che la vittoria è una bellissima eventualità molto più di un obbligo che non rientra ne’ nel pedigree della società di calcio, ne’ nella storia di Napoli e dell’essere napoletani.

Eppure le parole di Giuntoli un certo effetto lo provocano. Sapevamo tutti che ad Aurelio piace circondarsi di persone dal “low profile“, come accaduto negli anni con Ventura, Reja, Donadoni, Mazzarri, Fassone e le cui uniche eccezioni sono probabilmente stati Pierpaolo Marino e Rafa Benitez. Con Giuntoli non ci aspettavamo nulla di diverso.

Non critichiamo l’evidenza che Giuntoli sia stato preso, per tanta parte, solo per semplici mansioni amministrative. Giudichiamo però improvvide le dichiarazioni in pubblico del Ds del Napoli. Va bene tenere un profilo basso, ma una bugia ogni tanto serve. Se Giuntoli, anziché rispondere in maniera così sincera e precisa, avesse replicato ad esempio che “stiamo valutando il budget disponibile, dipenderà anche dalle cessioni” o qualcosa del genere, ci avrebbe fatto miglior figura sia lui che il Napoli.

Ecco, se proprio si volesse ricercare una pecca in questo Napoli, è proprio nella gestione della comunicazione. Silenzi stampa assurdi e uscite improvvide non hanno di certo aiutato il Napoli in questi anni. Manca sia una strategia che quella fantasia necessaria per gestire un piano di comunicazione in questi “tempi moderni”.

Non se la prendano Baldari (ufficio stampa Ssc Napoli) o Lombardo (responsabile comunicazione), ma la prossima volta prima di mandare Giuntoli in pasto delle telecamere, andrebbe assai meglio istruito. Per il momento il nuovo Ds sembra avere ancora un profilo da Carpi. Napoli è ancora lontana.

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