Gli “schiattigli di Aurelio”. E poi dicono non sia napoletano…

E' sultanto pe dispietto

Gli “schiattigli di Aurelio”. E poi dicono non sia napoletano…

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Ma perché se è sempre fatto o è sultanto pe dispietto”. Recita così “A città ‘e Pullecenella”, testo cult di Claudio Mattone del 1992. In fondo è vero, il napoletano spesso campa a dispetto di tutti. Se un napoletano non viene messo nella condizione di fare o vivere come vuole allora reagisce di “schiattiglio”: quella che potremmo definire una reazione uguale e contraria ad un’azione che si subisce.

Nella categoria “campare a dispetto” si inscrivono diversi comportamenti più o meno in uso in città, tutti modi di fare che spesso contravvengono alle regole di una società che viene vista come nemica, contraria alla libertà individuale. Fanno parte delle reazioni di “schiattiglio” l’andare in moto senza casco, non fare il biglietto sui mezzi pubblici, cantarsi da soli allo stadio cori sul Vesuvio. E potremmo continuare con altre decine di esempi tra i quali ci metterei anche il fischiare la squadra a partita in corso. Il comune denominatore è racchiuso in una frase: “Tu Stato (potere) non mi metti nelle condizioni di agire liberamente, anzi mi metti i bastoni tra le ruote? E allora io me ne fotto di te e, anzi, oppongo una mia resistenza”. Questa resistenza è spesso un gesto consapevolmente velleitario. L’andare in moto senza casco, per esempio, non nuoce a nessuno se non a se stessi, ma è un modo per contravvenire alla regola di un potere non riconosciuto.

Di Aurelio De Laurentiis si dice spesso sia un “pappone romano”. E invece Aurelio ha nella caratteristica della “reazione per schiattiglio” un suo picco di napoletanità. E ne sono testimonianza le ultime mosse che il presidente del Napoli ha compiuto.

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Benitez vuole andar via? E allora Aurelio va in Spagna per convincere Emery a venire a Napoli. Perché Emery? Perché era uno degli allenatori che, a differenza di Benitez, aveva vinto l’Europa League. Un altro allenatore con cui dare seguito all’internazionalizzazione che DeLa voleva portare avanti, con Rafa o senza. Poi le cose sono andate diversamente, Emery non è voluto approdare in azzurro. Allora DeLa, sempre per schiattiglio, avrà detto: “Pensate che posso fare bene solo con un allenatore internazionale? Ora prendo un piccolo allenatore da una piccola società e vi faccio vedere chi è Aurelio De Laurentiis”. E così ecco la scelta di Sarri.

De Laurentiis ha avuto poi diversi alterchi con Lotito negli ultimi anni. Ha appoggiato il presidente della Lazio nelle battaglie di Lega, ma sempre senza molta convinzione. Il rapporto controverso tra il presidente del Napoli e quello biancoceleste ha poi ha avuto il suo epilogo sul campo, quando la Lazio è riuscita a strappare agli azzurri l’ultimo posto disponibile per l’accesso ai preliminari di Champions League. Reazione di De Laurentiis? Ecco arrivare come direttore sportivo Cristiano Giuntoli. Perché proprio Giuntoli? Forse perché l’ex Ds del Carpi è stato colui che più di tutti è riuscito a “schiattigliare” Lotito. Giova ricordare le ormai celebri intercettazioni di Lotito nelle quali osteggiava la promozione in serie A del Carpi, salto di categoria poi avveratosi anche grazie all’ottimo lavoro di Cristiano Giuntoli.

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Alla voce “schiattigli” non può non essere annoverata l’interminabile querelle sullo stadio tra il Napoli e il comune. L’ultima mossa di Don Aurelio è stata inviare la Polizia per un sopralluogo nell’impianto di Fuorigrotta finalizzato a compiere accertamenti sull’allestimento del palco di Vasco Rossi. Secondo Aurelio (e anche a quanto emerge dalle immagini) il manto d’erba del San Paolo risulterebbe fortemente danneggiato. Tra Aurelio e Giggino De Magistriis è lunghissima la sequela di schiattigli, ai quali spesso ha replicato proprio lo stesso sindaco di Napoli. E dire che il connubio tra sindaco e presidente era iniziato nel migliore dei modi.

Restando agli schiattigli presidenziali in salsa politica, De Laurentiis ne ha fatti anche all’ex governatore della Campania, Stefano Caldoro. Memorabili, nel pieno della campagna elettorale, gli endorsement per l’avversario di Caldoro, Vincenzo De Luca. Quanto durerà l’idillio tra il neo-governatore eletto (del quale si capiranno le sorti nei prossimi giorni) e Aurelione non è dato saperlo.

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Alla faccia della definizione così in voga di “pappone romano”, insomma Aurelio sembra avere questo modo di fare tutto napoletano: la reazione di dispetto. Vedremo questa strategia quali frutti porterà. Sullo stadio la nostra sensazione è che la “guerra” continuerà ancora per lungo tempo. La costruzione o la ristrutturazione dello stadio sarebbe un successo che De Laurentiis non vorrebbe concedere a De Magistriis. Proprio per questo Aurelio qualche giorno fa dichiarò che “probabilmente aspetteremo l’elezione di un nuovo sindaco”. Con le elezioni fissate al prossimo anno vuol dire attendere ancora tanto per l’avvio dei lavori, sempre che De Magistriis non ottenga la riconferma in nuove elezioni per essere nuovamente il primo inquilino di Palazzo San Giacomo.

Di schiattiglio in schiattiglio, di certo i tifosi del Napoli si augurano che a Don Aurelio riesca il dispetto più grande: quello compiuto alle società del nord. La vittoria di un tricolore sarebbe lo “schiattiglio” più bello da compiere. Non c’è che aspettare qualche provocazione e chissà che Aurelio non ci regali questa soddisfazione. Laddove sembra mancare progettualità, il napoletano campa a dispetto di tutti quanti. Pe dispietto pe dispietto, è sultanto pe dispietto. Pure Aurelio.

 

Valentino Di Giacomo

#IlCaffèMiRendeTifoso

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