Ruba Greer, arresto, sulla sirena…sulla sirena! Lynn Greer, la tripla… per la...

Ruba Greer, arresto, sulla sirena…sulla sirena! Lynn Greer, la tripla… per la Vittoriaaa!!!

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foto di Finizio https://www.flickr.com/photos/finizio/

Ieri sera riflettevo sull’argomento del primo pezzo da pubblicare sul #soldatoinnamorato nella mia rubrica dedicata al meraviglioso mondo del basket.

E mentre riflettevo, perdendo come al solito il mio tempo tra giornali online, agenzie di stampa e social network vari, mi sono imbattuto in una di quelle notizie che mai avrei voluto leggere. E si, mai, perchè, diciamolo, i tuoi “idoli” sportivi non dovrebbero mai smettere di giocare e di regalarti sogni e gioie.

So che molti di voi potrebbero non essere “malati” di basket come lo sono io e allora immaginate di leggere improvvisamente la notizia del ritiro dal calcio di Careca o, scegliete voi, di uno dei vostri idoli “napoletani” (escluso Diego ovviamente che è una categoria a parte).

Poche e scarne righe per farci sapere che, “dopo 13 anni passati tra NBA e Europa, Lynn Greer, ex giocatore di Napoli, ha deciso di concludere la sua carriera per dedicare più tempo alla sua famiglia“.

Ha cominciato a piovermi addosso una serie infinita di ricordi, sportivi e personali, da cui sono stato letteralmente travolto.

Lynn Greer ha giocato solo un anno a Napoli, nella stagione 2005/2006 ed è stato l’anno più bello e indimenticabile della storia del basket della nostra città.

“Lynnafferrabile” come era stato quasi subito soprannominato dai tifosi napoletani, fu protagonista di una stagione memorabile conclusa con 23,4 punti di media (la più alta della ultime 15 stagioni in seria A) che gli permisero di vincere la classifica dei marcatori, irreali percentuali dal campo considerato che era il bersaglio principale delle difese avversarie, il 53% da due punti e il 48,3% da tre punti e il 91,3% dalla lunetta (vinse anche questa classifica).

Numeri che lo consacrarono MVP del campionato. Ma per noi tifosi napoletani c’era molto più di una serie di numeri.

C’era l’orgoglio di avere una squadra, costruita benissimo intorno a lui, capace di andare a vincere quasi su ogni campo italiano, capace di fare vedere un gioco spettacolare, il migliore senza alcun dubbio di quella stagione in Italia, e ci fu, soprattutto, quella indimenticabile vittoria della Coppa Italia, un trofeo che mancava a Napoli da quasi 40 anni e che, tra le altre cose, ci regalò, l’anno successivo la partecipazione alla Coppa dei Campioni. Una coppia Italia alla fine della quale il suo fraterno amico David Hawkins gli regalò letteralmente il trofeo, che aveva appena vinto, di miglior giocatore del torneo, cosa, a mia memoria, mai successa in una manifestazione sportiva.

Ci furono poi i play off, l’incredibile serie di semifinale con i campioni in carica della Climamio Bologna di un giovanissimo Marco Belinelli, persa in maniera rocambolesca a causa forse proprio di un errore di Greer che in gara 1 ebbe tra le mani il tiro per una vittoria che avrebbe, probabilmente, segnato la serie a favore di Napoli, e che sbagliò non accorgendosi dei secondi che mancavano al termine dei tempi regolamentari.

Quello che è successo dopo è storia meno esaltante. C’era già l’accordo per la stagione successiva, poi arrivò la chiamata dell’NBA dai Milwaukee Bucks, il sogno di ogni giocatore di basket e naturalmente di ogni americano. Una stagione maledetta, sportivamente e personalmente. Il campo lo vide per pochissimi minuti e dovette poi affrontare la tragedia della scomparsa della giovane moglie per un tumore.

Poi il ritorno in Europa, il girovagare tra la Grecia, la Turchia, la Polonia e la sfortunata esperienza milanese non lo vedranno più brillare come a Napoli.

Un giocatore ed un uomo particolare. Aveva bisogno di sentirsi il protagonista assoluto, di essere amato e coccolato dall’ambiente dove si trovava e solo a Napoli riuscì a trovare le condizioni tecniche ed ambientali per far vedere il suo sconfinato talento.

A Napoli è stato amatissimo dai tifosi, un amore decisamente ricambiato, come lui stesso ha voluto spesso ricordare : «Amo Napoli, amo i napoletani. A Napoli sono stato benissimo, uno dei posti migliori dove ho giocato. A Napoli ho lasciato tanti amici, mi mancano tutti”

Il modo migliore per ricordarlo in campo, forse il più indimenticabile,  non può però che essere quel tiro all’ultimo secondo dopo la palla rubata contro Bologna in un Palabarbuto gremito come non si vedeva da molto anni…

Abbiamo ancora tutti nelle orecchie il commento di Flavio Tranquillo:

….87 pari. Ruba Greer, arresto, sulla sirena…sulla sirenaaaaaaaa! Lynnnnnnn Greeeeeeer, la triplaaaaa… per la Vittoriaaaaaaa…la più incredibile delle azioniiiiii!

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