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Sabato 1 Aprile, Marcia per la riapertura dello Stadio Collana

Ho sempre la tendenza a credere che il lieto fine possa esistere! Purtroppo però, ancora una volta, devo ricredermi! Soprattutto se in certe storie recitano insieme politica (quella sporca e clientelare), burocrazia (la nostrana obsoleta e cavillosa) e imprenditoria (quella megalomane, arrogante e strafottente di chi si trova di fronte).

Ero convinta che, dopo tutte le vicissitudini, finalmente lo Stadio Collana potesse rinascere più forte e maestoso che mai. E invece, proprio il giorno del passaggio di consegne, il 13 febbraio,  nell’esatto momento in cui il direttore generale di demanio e patrimonio della Regione Campania consegnava la struttura alla nuova gestione, arriva una sentenza del Consiglio di Stato in cui viene gettato letteralmente tutto al vento. La Giano s.r.l., non contenta delle precedenti sentenze, si rivolge al massimo tribunale amministrativo per cercare di ottenere ciò che le era stato, ufficialmente, legalmente, regolarmente negato: la concessione dello Stadio Arturo Collana. In data 12 gennaio 2012, in nome del Popolo Italiano, il Consiglio di Stato annulla tutti gli atti precedenti, sottraendo così la gestione della struttura alla Cesport Italia.

.. in nome del Popolo Italiano ..

Un “popolo italiano” che nel frattempo viene letteralmente preso per il culo da istituzioni e imprenditori. Che ripetutamente viene trattato come un fesso e al quale vengono raccontate favolette piuttosto che essere informato su come stanno realmente i fatti.

E intanto migliaia di atleti elemosinano spazi altrove per tentare di continuare gli allenamenti, perchè lo Stadio è chiuso da gennaio. Doveva essere un breve periodo di passaggio, giusto il tempo che venivano espletati gli ultimi adempimenti burocratici e tecnici, e invece, di male in peggio, ora nessuno sa cosa potrà succedere domani.

La Giano s.r.l. ha già preteso, senza mezzi termini, le chiavi della struttura, sentendosi in pieno diritto di poter fare richieste del genere, forti della sentenza di cui sopra. La coppia Cannavaro-Ferrara, spocchiosamente fieri della loro popolarità, attraverso le parole del loro socio Paolo Pagliara dichiarano “siamo pronti più che mai ad andare fino in fondo nel caso qualcuno dovesse tirar fuori l’ennesimo coniglio dal cilindro”. Come a dire “noi siamo noi! Soldi ne abbiamo in quantità, i nostri nomi ci danno popolarità e consenso e voi, che da decenni vi fate in quattro qua dentro, non valete un piffero!”

Loro giocano a fare gli imprenditori ma a rimetterci sono quelle piccole società sportive che lasciano tesserati a casa, con buona possibilità di chiudere perchè ovviamente nessuna famiglia è disposta a pagare per un servizio non usufruito.

I mesi passano e la situazione non cambia: stallo totale! Il presidente del CONI Giovanni Malagò si dichiara “nemico della burocrazia e a favore di chi vuole fare sport” e punta il dito contro “l’incapacità e la superficialità di vari soggetti“.  Al fianco dello Sport si schiera anche il presidente del CONI Campania Roncelli, mostrandosi fortemente preoccupato per le conseguenze che questa sentenza potrebbe avere su tutti gli affidamenti degli impianti sportivi, in quanto il Consiglio di Stato equipara le concessioni sportive agli appalti pubblici. Ciò che non è molto chiaro è che quando si partecipa ad un bando di affidamento di un impianto sportivo non lo si fa con gli stessi criteri di un bando di appalto pubblico, che risulta essere tutt’altra cosa. Si tratterebbe in questo caso di attività imprenditoriale che andrebbe assolutamente contro i principi della Legge regionale dello Sport e contro i principi dello Sport stesso.

Attualmente una soluzione possibile, seppur momentanea, potrebbe essere sfruttare la pratica già avviata con i vigili del fuoco dall’Ati Cesport Italia per la messa in sicurezza della struttura. Magari si darebbe la possibilità ad una parte degli atleti di ritornare a casa, in attesa che la burocrazia faccia il suo, lento e cavilloso, corso. Il Consiglio di Stato è stato interpellato dall’avvocatura regionale, per una spiegazione della sentenza, mentre le società sportive, dal canto loro, stanno preparando un’interrogazione parlamentare al Ministero della giustizia, certamente non attendono fermi la loro sorte. Fanno sentire la loro voce sia politicamente che attraverso la sensibilizzazione e il coinvolgimento  dell’intera cittadinanza.

Danno appuntamento a tutti noi, SABATO 1 APRILE alle ore 10.30 in piazza Quattro Giornate, rigorosamente vestiti in tuta e scarpe da ginnastica.

Penso sia un grande gesto, da parte nostra, marciare al loro fianco. Partecipare numerosi magari può dare un significato forte ed incisivo che va al di là della causa stessa e vista l’assurdità della vicenda, visto il modo in cui i diritti dei cittadini vengono trattati, potrebbe far arrivare alle istituzioni un messaggio di quanto i napoletani siano stanchi di essere considerati solo pedine nei loro sporchi giochi politici.

 

Milly I.

 

 

 

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Gli interni dello Stadio Collana

Il fatidico sospiro di sollievo, come avevamo già immaginato, al momento è una chimera. E temporeggiare sembra essere diventata una delle qualità del Comune quando si parla di Stadio Collana.

Ieri, 1 dicembre, sarebbe dovuto essere il giorno della “svolta” ma purtroppo così non è stato. Il Comune è ancora lì che non molla la presa ma ha mandato i Tecnici per un ulteriore sopralluogo utile affinchè venga redatto il “verbale di consistenza”.
Carichi di tanta speranza e buona fede, dopo i fatti di ieri ci auguriamo il nodo venga sciolto quanto prima ma purtroppo, ancora una volta, certi comportamenti ci fanno tornare alla triste realtà e confermano un comportamento lievemente sleale anche da parte di chi dovrebbe Informare riportando le notizie così come sono realmente accadute.

E’ pur vero che la realtà può essere liberamente e personalmente interpretata (ciò che è bello per me può essere orrendo per altri o ciò che alcuni vedo come veritiero risulta agli occhi degli altri fasullo) ma riportare falsità, ovvero dettagli difficilmente interpretabili come la presenza/assenza di persone, è poco professionale. Obiettivamente, se ad un incontro la presenza di una persona è un dato di fatto, non è interpretabile a gusto proprio. O ci sei o non ci sei!!

Il giorno 28 Novembre vengono convocati referenti tecnici sia della Regione che del Comune per definire la procedura concordata per la restituzione dell’impianto sportivo “Arturo Collana” e viene riconfermata la data del 01 Dicembre per l’avvio delle attività di redazione dello stato di consistenza del bene.

In contemporanea, la Regione Campania convoca anche l’Ati Cesport Italia richiedendone la partecipazione, quello stesso giorno, sempre per redarne lo stato di consistenza.

E loro ieri c’erano, si sono presentati, capitanati da Sandro Cuomo erano lì! Non come erroneamente riportato da alcuni media. Il punto è che il Comune non li voleva e non riconoscendone né valenza giuridica né ruolo ha preteso un incontro “a porte chiuse” solo con i responsabili della Regione.

La situazione ovviamente non è delle migliori, le condizioni in cui versa la struttura sono purtroppo riconfermate pessime. Ma le due novità che stavolta vengono messe agli atti e che pare la Regione non ne fosse al corrente sono l’occupazione “gratuita” dell’appartamento riservato al custode, il quale però non copriva più la carica dal 2006, e la presenza di un’antenna Telecom, per la quale il Comune ne aveva stipulato contratto incassandone mensilmente la quota.

La disinformazione, ahime!, ancora continua visto che si vuole far passare un messaggio leggermente fuorviante. Si continua a tirar in ballo le Universiadi, si perpetua nel voler far credere che sarà colpa di quest’Ati vincitrice se lo Stadio dovesse essere escluso dai circuiti competitivi dell’evento, perdendone quindi i fondi per la ristrutturazione. Da altri articoli si legge che la speranza del Comune è ancora viva nel vedersi aggiudicare la gestione del Collana in seguito ad eventuale (e io aggiungerei fantascientifico) esito favorevole della FISU, Federazione Internazionale Sport Universitari. Si dice che, qualora il sogno di Palazzo San Giacomo dovesse realizzarsi, la gara regionale vinta regolarmente dall’Ati Cesport sarebbe dichiarata automaticamente nulla. Nulla di più errato visto che tale procedimento non è previsto né menzionato da nessuna parte.

Ma nel frattempo pare che la Regione continui il suo lavoro, riconvocando Comune e Ati il giorno 6 Dicembre per il prosieguo delle operazioni.

Un po’ di chiarezza non fa mai male a nessuno, a prescindere da che “parte” si decida di stare.

 

Milly I.

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Il pubblico ha un’insaziabile curiosità di conoscere tutto, tranne ciò che vale la pena conoscere.” Diceva Wilde qualche tempo fa ed, ancora oggi, ha pienamente ragione.
Tendenzialmente dubito sempre di ciò che viene detto, soprattutto quando l’enfasi e l’accanimento spesso sono troppo eccessivi. Si, sono curiosa! Ma, come recitava l’amico Oscar, di ciò che vale la pena conoscere, non dell’inciucio di quartiere o delle chiacchiere di un politico.
Così mi armo di pazienza e tanta, ma tanta, apertura mentale (provando ad allontanarmi da condizionamenti personali) e cerco di capire cosa si nasconde realmente dietro il bombardamento mediatico, dettato prevalentemente da continue influenze politiche.
Lavoro nello Sport, ho fatto di una mia passione la mia Professione e mi piange letteralmente il cuore quando mi trovo d’avanti situazioni come quella del Palavesuvio di via Argine (chiuso ad ottobre, a quanto pare dissequestrato proprio in questi giorni ma che nel frattempo ha lasciato a casa circa 3000 atleti) o del Palabarbuto di Fuorigrotta (attualmente chiuso e per il quale il Comune avrebbe stanziato circa 80mila euro per la messa in sicurezza); o ancora della più agghiacciante condizione dello storico Pala Argento, fiore all’occhiello della Napoli dei Giochi del Mediterraneo del 1963, abbandonato a se stesso in quanto inadeguato alle norme antisismiche (paradossale che proprio il Palabarbuto fu costruito per rimpiazzare il Mario Argento ed invece pare proprio che la storia si stia ripetendo). Per non parlare poi dell’altrettanto storico Stadio Collana del Vomero, letteralmente vittima di una bagarre, come al solito, esclusivamente politica. Beh! La lista sarebbe veramente lunghissima.
Ed è proprio riguardo quest’ultimo che la mia curiosità mi ha spinta ad approfondire e ad andare oltre alle promesse, alle dichiarazioni, alle offese di sindaci & assessori vari. Perchè si, la questione mi sensibilizza particolarmente visto che all’interno di questo Stadio ci lavorano persone che conosco bene e che stimo onestamente, che in ciò che fanno ci mettono concretamente anima e corpo ogni santissimo giorno della loro vita. La loro storia potrebbe benissimo essere la mia, o quella di qualunque operatore sportivo, a prescindere dalla disciplina; potrebbe tranquillamente capitare a chiunque lavori in “collaborazione” con enti locali trovarsi ripetutamente, come si suol dire, con le pacche nell’acqua.
Penso che chiunque come me operi nello Sport debba sentirsi chiamato in causa quando vengono fatte dichiarazioni da parte del Sindaco del tipo “… qui di persone che, vestendo una tuta, vogliono fare altro rispetto allo sport ne ho viste tante”, riferendosi alle persone di cui sopra. A ‘sto punto, detto da chi pensa che amare lo Sport sia farsi vedere la domenica al San Paolo o che per essere sportivo basti “giocarsi la bolletta” prima del piatto di gnocchi, diventa offensivo per tutta la categoria. A mio avviso, quest’affermazione presuppone che il Sindaco non si renda proprio conto di chi sono le persone che si trova di fronte, o probabilmente non vuole rendersene conto. Continua ad urlare allo “scippo”, a chiedere garanzie di “fruizione collettiva”, a proclamarsi, assieme al resto dei cittadini, “garante e controllore” affinchè questa famosa “fruizione collettiva” realmente avvenga. Ma da semplice cittadina (tra l’altro orgogliosamente appartenente in passato al movimento arancione che lo ha sostenuto) mi chiedo: dove è e dove è stata, in tutti questi anni, l’amministrazione comunale che oggi ne rivendica così violentemente tutti i diritti? Dov’era e dov’è ogni qual volta che gli atleti (nella maggioranza dei casi bambini) vengono rimandati a casa perchè si sono allagati i bagni o perchè ci sono problemi agli impianti elettrici? Chi lo spiega a quei ragazzi perchè, qualche giorno prima di una gara (per la quale si sacrificano quotidianamente, col supporto di intere famiglie) sono costretti a saltare gli allenamenti visto che manca la corrente e nelle palestre non ci possono entrare? Dov’era il Comune quando sono state chiuse per inagibilità alcune aree della struttura, costringendo società di pallavolo e basket a migrare altrove?

Ma andiamo con ordine, così da semplificarci la comprensione.
Le origini. Costruito in epoca fascista come stadio di calcio, è stato campo ufficiale del Napoli Calcio, del quale doveva essere solo una sistemazione temporanea vista la sua inadeguatezza della capienza, fino alla costruzione dell’attuale San Paolo, nel 1959. Inaugurato inizialmente col nome di Stadio del Vomero, solo nel 1963 diventerà Stadio Arturo Collana, in onore al giornalista sportivo Arturo Collana, uno dei soci fondatori. E’ di proprietà della Regione ma, con contratti rinnovati ogni sei anni, dato in concessione in comodato d’uso gratuito al Comune di Napoli, il quale, a sua volta, ha stipulato contratti di locazione (a pagamento, ndr) con una serie di associazioni sportive, circa 37.

La vicenda. Il 30 Aprile 2014 scadeva, come di consueto ogni sei anni, il contratto di concessione nei confronti del quale però il Comune non ha mostrato alcun interesse a volerne riconfermare la stipula. Di conseguenza, vista la situazione di stallo creatasi di seguito al silenzio dell’amministrazione comunale, la Regione Campania, con i decreti dirigenziali n.333 e n.338 entrambi del luglio 2014, approva il Bando di gara per l’affidamento della concessione d’uso e gestione del complesso sportivo ed indice relativa procedura aperta, con il criterio di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa.
Il Bando n.1564/A/2014, corredato di tutti i dettagli, chiarimenti, specifiche ed esito, è reperibile facilmente on-line sul sito della Regione Campania.
Il termine di scadenza individuato è il 20/10/2014 ma in data 16/10/2014 viene disposta la sospensione tecnica della procedura di gara al fine di consentire l’adeguamento di tale bando alle previsioni della legge nazionale 147/2013. Viene così spostata la chiusura della gara al 07/01/2015.
Con tale decreto viene stabilita la concessione della struttura per un periodo di quindici anni, per un importo annuo di 120.000 € per i primi otto anni, con un incremento di 50.000 € per ciascun anno successivo all’ottavo.
Vengono presentate tre offerte: una dell’ATI Cesport Italia, una dalla società Giano s.r.l. e una terza dal Consorzio Collana (quest’ultima esclusa in quanto consegnata con plico aperto quindi non garantiva l’integrità dell’offerta.).
Col Decreto Dirigenziale n. 110 del 15/12/2015, secondo la logica della vincita al miglior offerente, con un’offerta di 125.000€ annui, l’ATI Cesport Italia si vede aggiudicataria definitiva della gara.

A questo punto ci verrebbe da tirare un appagante sospiro di sollievo, la questione dovrebbe essere risolta. Ma purtroppo no, tutt’altro! E’ proprio ora che l’atmosfera si surriscalda.
La Giano srl fa ricorco al Tar il quale però lo rigetta riconfermando così la vincita dell’Ati Cesport. L’amministrazione comunale si sente chiamata in causa schierandosi apertamente e pubblicamente contro i neo-vincitori, iniziando quasi una vera e propria crociata contro quelli che lui identifica come imprenditori in tuta sportiva. Ma il clima cambia, ovviamente, in campagna elettorale, quando da paladino della giustizia contro i nuovi concessionari della struttura, descritti quasi come demoni affamati di potere e interessi personali, mostra un atteggiamento collaborativo, dichiarando di appoggiare la cordata vincitrice.
Ed ecco che appena insediato cambia nuovamente la situazione.
Teniamo a mente che nel frattempo il contratto di concessione al Comune di Napoli è scaduto e che quindi lo stesso Comune era tenuto a riconsegnare le chiavi. Il 28/07/2016 sarebbe dovuto essere il giorno della riconsegna, ma la sera precedente l’incontro arriva in Regione questa nota: “si ribadisce che questa Amministrazione non provvederà al rilascio dell’impianto nè al compimento di alcun atto ad uso propedeutico per le ragioni già esposte nella precedente corrispondenza e nel ricorso proposto dinnanzi al Tar. Si diffida pertanto codesto Ente regionale dal compiere qualunque atto volto alla violazione del legittimo possesso esercitato da questo Ente”. In quella stessa data i tecnici della direzione generale Beni strumentali della Regione hanno redatto un verbale nel quale, purtroppo, constatavano il peggioramento della struttura e l’assenza delle certificazioni necessarie a norma di legge. Qui il mio dubbio sorge spontaneo: per colpa di chi?
E teniamo sempre a mente che, nel frattempo, migliaia di atleti continuano ad allenarsi nell’incertezza più totale, senza avere garanzie di continuità.
Oggi ti alleni, domani no! Eh mi spiace, piove e quindi si allagano gli spogliatoi e la pista è inagibile e non c’è più il manto e se accendi il phon scatta la corrente e le porte d’emergenza si bloccano e se succede qualcosa cavoli tuoi! Meglio se resti a casa! Questa una delle situazioni tipo da anni al Collana.
La posizione presa dall’amministrazione comunale resta sempre ambigua, in effetti traspare pochissima chiarezza nei suoi comportamenti; vengono rilasciate dichiarazioni a volte discordanti, ci si schiera dalla parte del popolo contro questi maledetti privati, che altro non sono che le stesse identiche società concessionarie da decenni degli spazi interni dello Stadio. Le stesse società sportive che operano quotidianamente per la collettività e per una sana educazione sportiva. Le stesse società costrette a lavorare in disagi inconcepibili e che, nonostante tutto, solo ed esclusivamente grazie alla loro tenacia e determinazione, riescono ad ottenere costanti e continui risultati agonistici internazionali. Le stesse società fatte, mi ripeto, di persone comune che, in alcuni casi, hanno addirittura messo a garanzia le proprie case per poter partecipare al progetto di rinascita del Collana.
Demonizzare loro significa andare contro la collettività!
Non sono certo privati affaristi o imprenditori interessati solo a capitalizzare. Il loro progetto non prevede (come qualcun altro proponeva) certamente la costruzione di una galleria commerciale, ristoranti e luoghi per lo shopping. Nel pieno rispetto della Legge Regionale sullo Sport, loro operano effettivamente per la collettività e per l’associazionismo.
A questo punto, sempre da semplice cittadina, mi viene da chiedere quali possano essere i veri interessi del Comune di Napoli! Perchè tanto assurdo ostruzionismo verso chi opera veramente senza volerci lucrare sopra? Le tanto citate Universiadi?? Ma in più occasioni il Collana è stato reso non idoneo come luogo per lo svolgimento della manifestazione: non esistono spazi adeguati ad un evento di tale portata. Pensare di organizzare Atletica leggera e Basket lì al Vomero presuppone una massiccia dose di fantasia per immaginare i risultati, visto che la pista di atletica è realmente inutilizzabile (non può essere classificata neanche per pista di corsa campestre, ma pur di tenerla attiva si sono dovuti inventare la dicitura di passeggiata campestre) e il campo di basket è stato parzialmente demolito. Una delle ultime dichiazioni in merito è stata fatta proprio dal Presidente della Federatletica regionale Sandro Del Naia: “ Il Collana, pur avendo otto corsie, non ha gli spazi adeguati per la realizzazione di un pistino di riscaldamento, cosa necessaria per una grande manifestazione internazionale”.

Se il sindaco non riesce a comprendere, assieme all’assessorato allo Sport, perchè il Collana non rientri nell’elenco degli impianti sportivi che ospiteranno le Universiadi, forse potrebbe farsi dare qualche spiegazione tecnica da chi ne capisce veramente di SPORT!

A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina!

La disinformazione è tanta, troppa e purtroppo la massa preferisce star a sentire chi usa, impropriamente, parole come “tenere a cuore”, “fruizione collettiva”, “bene comune”, “POPOLO”, piuttosto che guardare realmente cosa si cela dietro la realtà dei fatti.

Chi è l’ATI Cesport Italia?

  • Cesport Italia
  • Napoli Calcio Femminile
  • Judosville
  • Garofano
  • Nantes Club Master
  • Lo squalo
  • Centro Ginnastica Napoli
  • Club schermistico Partenopeo
  • Chp Franca Grimaldi

Ecco chi sono i “cattivi”!

Associazioni sportive in rappresentanza delle seguenti discipline sportive: nuoto, pallanuoto, scherma, judo, karate, ginnastica artistica, calcio femminile e maschile e pattinaggio

E Noi di SoldatoInnamorato daremo un volto ad ognuno di loro, raccontandovi le loro storie, i loro vissuti, le loro vittorie. Cercheremo di abbattere quello scetticismo comune che si nasconde dietro la tanta pubblicità negativa fatta contro di loro.

Intanto proprio ieri è stata ufficializzata la data vera della consegna delle chiavi. Il comune lascerà la struttura il 01 dicembre 2016. Non ci resta che sperare venga mantenuta quasta, ulteriore, promessa!

Nel frattempo diamo fiducia a chi sul serio ci mette il cuore in questo progetto.

 

Milly I.

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Fonte: sscnapoli.it - (photos di Italo ed Alessandro Cuomo)

Mi sono mio malgrado abituato al calcio moderno, certo non lo amo molto ma credo sia anche questione di età e forse di maturità. Mi esalto ancora come un bambino quando il Napoli gioca, gioisco e piango per la maglia azzurra allo stesso modo da circa 30 anni, ma d’estate da qualche anno a questa parte preferisco pensare al mare, mi guardo le amichevoli, mi piace vedere chi ha comprato il Napoli, ma del resto non me ne fotte più di tanto.

Mi rendo perfettamente che Higuain è un campione, è in assoluto il giocatore più forte che c’è in Italia, tecnicamente è fra i più forti al mondo ed è un professionista. Per quanto possiate amare l’azienda per cui lavorate, dubito che se un’azienda più grande vi offrisse il doppio, qualche premio produzione e magari condizioni migliori di lavoro e nuovi stimoli voi non firmereste il contratto dopo 10 minuti. Ecco, questo è quello che ha fatto Higuain, nulla di più e nulla di meno… Se non fosse che l’azienda per cui lavorava ha 6 milioni di persone che la amano follemente, che la considerano parte di sé stessi e che vivono per lei… E questo rende il Pipita oltre che un campione, oltre che un grande professionista, anche un po’ una lota. Ma è solo un giudizio di forma, perché la sostanza non cambia.

Il Napoli per noi è una squadra, per il presidente e per pochi altri un’azienda. Non sono uno di quelli che odia a prescindere De Laurentiis ma non sono neanche uno di quelli che lo difende a spada tratta, credo che abbia il merito di aver portato il Napoli a vivere uno dei periodi più esaltanti della sua storia, di aver creato una società economicamente stabile ma lo condanno per aver trasformato il Napoli in tutto e per tutto in un’azienda e aver quasi del tutto dimenticato cosa significa quell’SSC prima di Napoli: Società Sportiva Calcio, e di conseguenza per aver trasformato il pubblico in spettatori.

Non sono uno di quelli che si sta strappando i peli da petto per la partenza di Higuain, non mi dispiace neanche particolarmente che sia andato alla Juve, aspetto il 21 agosto per riprendere a urlare, cantare, bestemmiare e festeggiare, sapendo che uno dei giocatori più forti che abbia vestito la nostra maglia non c’è più e sperando che qualcuno possa fare di meglio… perché il punto è proprio quello: chi sarà questo qualcuno?

De Laurentiis come abbiamo detto è un imprenditore, fra il premio della qualificazione in champions e la clausola di Higuain ha in mano una cifra mostruosa e, come espresso nel titolo, le opzioni rimaste sono 3. Sarebbe un suicidio non reinvestire, almeno se vuole continuare ad essere il presidente del Napoli, e di certo non può farlo comprando un paio di nomi che tengono buona la piazza, ci vuole almeno un campione affermato, non necessariamente un centravanti, ma un giocatore che possa fare la differenza in ogni partita, non uno di quelli che risolve una partita, uno di quelli che ti dà certezze per stagione intera, più altri nomi che possano essere sostituti validi per il centrocampo titolare e magari offrire anche ulteriori alternative tattiche. Non faccio nomi, perché non servirebbe. Ma il Napoli ha l’occasione per creare una rosa competitiva per almeno altri 3 anni, non dico per vincere, perché per me non è la priorità, ma per giocare ad alti livelli e combattere fino alla fine.

La seconda opzioni è un investimento in infrastrutture e nel settore giovanile. Vi confesso che ho sofferto di più nel vedere l’A.C.D. Boys Posillipo entrare a far parte della J Academy della Juve che vedere il passaggio di Higuain. Nulla contro la scelta della scuola calcio, anzi, la loro scelta è giusta e sacrosanta e mi auguro possa offrire il meglio ai ragazzi, ma mi dispiace che il Napoli non possa e non sappia offrire un’alternativa a questo. Dopo 12 anni il Napoli si allena ancora in una struttura inadeguata a Castelvolturno, la primavera non ha praticamente una sede, il settore giovanile tantomeno, la rete di scouting è nulla e non c’è un giro di scuole calcio affiliate. Se tutti questi soldi fossero trasformati in investimenti SERI per la scugnizzeria di cui ogni tanto si riempie la bocca sarei entusiasta. Avere scuole calcio che crescono ragazzi da proporre a un settore giovanile che si allena in un centro d’avanguardia insieme alla prima squadra… avere nel giro di 5 o 6 anni una squadra che si tiene in piedi da sola e che ogni anno fa esordire ragazzi pronti alla serie A…. Sarebbe un sogno ma mai come in questo momento realizzabile.

La terza opzione? Bé, se non fa la squadra, se non fa gli impianti… fa schifo! Nulla di più e nulla di meno, voglio augurarmi che non sarà così, perché se tiene il malloppo e sparisce dubito che ci siano cinesi o sceicchi pronti a prendere il suo posto e purtroppo il panorama è povero di alternative.

Paolo Sindaco Russo

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Un caffè con lo story teller

Nella mia vita professionale ho avuto la fortuna di poter intervistare presidenti del Consiglio, della Repubblica, leader politici e personaggi sportivi di spicco. Ma era lavoro. C’era emozione, ma non empatia o simpatia con il personaggio intervistato.

Federico Buffa e Valentino Di Giacomo
Federico Buffa e Valentino Di Giacomo

Quando Federico Buffa mi ha detto che ci saremmo incontrati al Gambrinus per poter fare un’intervista sapevo che la professionalità la dovevo lasciare a casa. Perché ci sono momenti nella vita che vanno goduti. E chissene se ci rimette un po’ la professionalità. Quella che vi proponiamo non è un’intervista, è un dialogo fortunato con un mio mito personale. Per me IL CALCIO, lo sport vero, è quello che racconta Federico nei suoi programmi e nei suoi spettacoli. Storia, musica, letteratura si stagliano nelle leggendarie imprese che lo sport è capace di farci vivere. Proprio come quelle che lui ha raccontato al San Carlo la scorsa settimana sulle Olimpiadi del 1936 facendoci ridere e piangere.

Uno stralcio di questo dialogo è già stato pubblicato da Il Mattino, testata che amo e per cui collaboro. Ma sarebbe stato impensabile pubblicare sul sito del giornale un video così lungo e, a causa mia, a volte anche un po’ disordinato.
Quello che vedrete in questo video è un dialogo davanti ad un buon caffè. Non ha nulla di pretenzioso circa i canoni dell’intervista. Gli chiedo di Napoli e lui mi risponde di Pietro De Vico, del teatro e della musica napoletana. No, a Federico Buffa non si può fare un’intervista perché lui è TROPPO più di qualsiasi genere. E, come i grandi, senza un genere ne ha creato uno. Tutto suo, tutto speciale.
Con Buffa puoi solo accendere una camera, poi fa tutto lui. Un po’ come faceva Diego. Ecco, l’emozione provata dal cronista è la stessa di quando ho avuto la fortuna di fare qualche domanda a Lui. Lasciando andare a briglia sciolta il cuore. Emozioniamoci. Senza emozioni che si campa a fare? Buona visione. QUI IL VIDEO DELL’INTERVISTA.
Valentino Di Giacomo
P.S. Un grazie immenso a Domenico ed Adriano che mi hanno supportato e sopportato la mia ansia pre-incontro. Un abbraccio fraterno a Roberto Daidone per aver realizzato questo splendido montaggio del filmato. Vi voglio bene.

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Da qualche anno a questa parte il Rugby si sta diffondendo sempre di più, crescono gli appassionati che seguono lo sport in tv ma sorattutto crescono i praticanti e sono sempre più giovani i ragazzi e i bambini che si avvicinano al mondo della palla ovale.

Abbiamo già parlato dell’importanza nella formazione di un ragazzo di uno sport come il rugby e sono sempre di più le attività tese a promuovere questa disciplina e sabato, al Parco Virgiliano l’Amatori Rugby Napoli ha organizzato un evento vuole, nelle sue intenzioni primarie, diffondere la passione, la cultura, il gioco del rugby ai bambini non praticanti, accompagnati dai genitori.

Sabato 2 aprile a partire dalle ore 1430 al campo del parco posillipino, si svolgerà la prima edizione napoletana della manifestazione Rugby Nei Parchi. I piccoli partecipanti dovranno essere accompagnati obbligatoriamente da un adulto, meglio se il proprio genitore o fratello maggiore, potranno registrarsi all’accoglienza (coperti da assicurazione durante l’evento).
Sarà l’occasione per apprendere i rudimenti della palla ovale da istruttori federali dell’Amatori Napoli Rugby. Durante le lezioni per neofiti, sullo stesso campo quindi di fianco, si svolgeranno delle partite tra squadre di under 6, under 8, under 10 e under 12 di altre società napoletane.

Alla fine dell’evento il tradizionale III Tempo offerto dalla organizzazione.

Per essere sempre aggiornati sull’evento c’è a disposizione il sito www.rugbyneiparchi.com, e il pagina facebook Rugby nei Parchi.

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Alessia Filo, campionessa regionale torneo allieve 2016

Si è tenuta sabato 12 marzo, presso la palestra federale “A. La Pegna” di Fuorigrotta, la seconda ed ultima prova regionale del Torneo Allieve, il campionato aperto alle giovani leve della ginnastica artistica. Un pomeriggio sportivo, dominato da lealtà agonistica e pura passione, che ha visto in campo gara 23 ginnaste di 9 società sportive provenienti da tutto il territorio regionale.

Sale sul gradino più alto del podio la giovane Alessia Filo della società “La Roccia” di Napoli che, oltre ad ottenere il miglior punteggio della giornata, si aggiudica il titolo di Campionessa Regionale 2016, con un punteggio di 59,950. Per la classifica di questa seconda prova, il secondo posto spetta a Giada Pirozzi della società “Morgana 999” che, con un punteggio di 58,500, guadagna il terzo posto nella classifica generale. Mentre con un totale di 57,775 chiude il podio, al terzo posto, Sara Salvemini sempre della società “La Roccia”. Ottime sono state le prestazioni di tutte le ginnaste in gara, che vedono i punteggi di questa giornata migliorati rispetto alla prima prova.

E sarà proprio la società napoletana “La Roccia”, capitanata dal DTRGPT Valeria Ciancio e dai tecnici Paola Capaldo e Eva Aruta a rappresentare la Campania nella finale Nazionale che si terrà il prossimo 30 Aprile, con le ginnaste Alessia Filo e Fabiana Caradente che con un punteggio di 59,150 ottenuto alla prima prova, guadagna il secondo posto nella classifica generale.

 

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Si sa, la passione per il Napoli non ha confini. Si dice che i napoletani siano ovunque e in effetti non pensiamo esista un luogo del globo terracqueo dove non sventoli la bandiera della napoletanità.

La storia che vi raccontiamo oggi però è diversa, non è solo una passione calcistica, un mero passatempo tra il lavoro e gli impegni familiari, qui lo sport, il calcio e il Napoli, sono uno strumento sociale speciale.

Abbiamo intervistato Tullio, napoletano D.O.C. e tifoso del Napoli (le due cose per noi sono sinonimi) che a Sabana Perdida, un sobborgo degradato e violento a nord di Santodomingo. Una specie di favela, o callejon come dicono in Sud America.

Qui trovate la loro pagina facebook.

Raccontaci un po’, come è nata l’idea di formare un Napoli Club proprio lì?

La cosa è nata da un motivo molto semplice, mi ero stufato di vedere le partite da solo.

E poi?

E poi ho pensato: i bimbi sono il futuro, adesso provo a trasmettergli una passione, vediamo se atticchisce.

Sembra di si.

Si, si ora sono appassionatissimi. Sabana Perdida è un barrio, una zona povera. La mia è una maniera per dare loro qualcosa trasferendo un’emozione. Adesso sono loro a chiedermi del Napoli e non io a dirlo.

Dalle foto su Facebook vedo che ci sono anche degli adulti, sono pure loro tifosi?

Si, Certamente! Anche se la maggioranza sono bambini.

Come hai fatto a coinvolgerli così tanto?

All’ inizio ogni partita del Napoli era pizza per tutto il quartiere.

Pizza?

Si. Ogni vittoria del Napoli pizza gratis per tutti.

Caspita, ci stai rimettendo allora.

Ora no, solo all’inizio. Pensa che alla vittoria della Coppa Italia c’è stata una festa in tutto il barrio, indescivibile.

Ora sono i protagonisti del Club?

Si, ora si. Dovresti vedere, ora conoscono tutti i giocatori, capiscono i movimenti.  Il calcio qui non esiste per niente. Da poco il Barcellona ha fondato una scuola calcio, ma resta a Santodomingo uno sport per ricchi.

Io attraverso il Napoli provo ad educarli ad un valore. Il Napoli è uno spazio che li porta via anche per 90 minuti alla settimana da una realtà che viverla fa male. Bisogna che capiscano che con l’impegno e il sacrificio si può andare avanti. La vita non può essere solo droga o salari da fame o darsi ad un turista. Lo sport ti fa capire questo.

Complimenti, sei davvero ammirevole.

Diciamo che ho insegnato loro che il Napoli è il riscatto, simile al loro e che le altre, la Juve in primis sono come i loro politici: ladri e corrotti.

Ha funzionato vedo.

Si si. Pensa che il mio socio era juventino. Oggi è un figlio del Vesuvio con tanto di sciarpa e biglietto in Curva B per Napoli Torino. Non lo facevamo entrare in casa.

Grande Tullio, hai tutta la nostra ammirazione e rispetto. Ci vediamo presto, magari via Skype.

Si, certo! Spero di farveli conoscere presto, sono davvero incredibili, tutti agghindati con le maglie e i gadget che gli porta quanto torno a Napoli.

Uno spettacolo!

Gennaro Prezioso.

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Foto di Juan Fernández

Ieri si sono disputati gli incontri validi per gli Europei di Pallanuoto. Il Setterosa si è qualificata come prima nel girone battendo per 9-8 la Spagna ai quarti di finale contro la Grecia match vinto oggi alle ore 12.00 per 4-10 qualificandosi per la semifinale e entrando in zona medaglie. Il Settebello perdendo 7-10 contro il Montenegro nei quarti di finale ha precluso la possibilità di lottare per le medaglie e ora dovrà lottare per il quinto posto per cercare il Pass del Pre Olimpico di Trieste che qualificherà alle Olimpiadi di Rio.

In ballo ci saranno 4 posti. Gli azzurri ritorneranno in vasca contro la Croazia giovedì 21 gennaio alle ore 18.45. L’Italia andava avanti con Presciutti, per poi essere rimontata dalle marcature di Janovic-Radovic .A metà tempo Di Fulvio firmava il pari, ma verso la fine del parziale Petrovic riportava i suoi in vantaggio sul 2-3. Nel secondo quarto segnava solo il Montenegro con Jokic.

Dopo l’intervallo lungo Stefano Luongo per l’Italia accorciava le distanze, ma il Montenegro ricacciava indietro la squadra di Campagna con le segnature di Radovic-janovic. Ancora un sussulto dell’Italia con Figlioli-Bodegas, ma la doppietta di Darko verso la fine del terzo tempo portava il punteggio sull’8-5. Al terzo goal dei Montenegrini al minuto 7.55 veniva ammonito per proteste il Ct Italiano Sandro Campagna. Le marcature di Janovic e di Aicardi_Di Fulvio sancivano il punteggio sul 7-10.

Questi i parziali:(2-3), (0-1), (3-4), (2-2).Prendi questo.

Claudio Gervasio

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Winter Gymcampus Castellammare di stabia 2-5 gennaio '16

Per la ginnastica artistica campana il 2016 inizia con la giusta marcia. Si è tenuto a Castellammare di Stabia dal 2 al 5 gennaio, presso l’Accademia “CGA Stabia”, il Winter Gymcampus Nazionale GPT organizzato dalla Federazione Ginnastica d’Italia, il progetto educativo sportivo dedicato alla promozione della Ginnastica nelle sue diverse attività, oramai più che consolidato e di grande successo.

L’evento, che ha interessato oltre 50 atleti e circa 30 tecnici provenienti da tutta Italia, è stato abilmente diretto dal Direttore Tecnico Nazionale Prof.ssa Emiliana Polini e dal suo staff tecnico, Prof.ssa Valeria Ciancio DTRGpt Campania, Elisabetta Boni, Prof. Valter Miccichè DTRGpt Sicilia e Gianluca Semitaio DTRGpt Puglia.

Sono stati 4 intensi giorni di allenamento in cui i ginnasti hanno avuto la possibilità di lavorare sotto la guida dei tecnici responsabili affiancati dai tecnici in formazione. Proprio in occasione di questo Gymcampus infatti si sono tenuti gli stage 3 e 4 relativi al nuovo percorso formativo per il conseguimento del Titolo Federale di “Esperto in attività di base e formazione giovanile”.

L’esperienza vissuta da tutti i partecipanti è stata, senza ombra di dubbio, indimenticabile e ha messo a dura prova un po’ tutti, dai più piccoli ai veterani. Dure ore di lavoro in palestra, si alternavano con momenti spensierati e rilassati in hotel.

Inoltre ciò che ha reso particolare il tutto è stata la sperimentazione pratica condivisa da tutti: atleti e ginnasti si sono cimentanti nella preparazione di piccole rappresentazioni, dal mimodramma all’espressione corporea. Esperienza che ha dato la possibilità ai tecnici di mettersi in gioco, approcciandosi a realtà spesso lontane dal proprio lavoro quotidiano, ed ai piccoli ginnasti di improvvisare e familiarizzare con un’arte alquanto sconosciuta.

Oramai sono anni che la Federazione, grazie al Prof. Giorgio Colombo Resp. Nazionale Gymcampus, organizza in tutta Italia momenti sempre vincenti, momenti in cui si ha la possibilità di crescere sia come persone che come atleti.

Disciplina, educazione, passione, condivisione, collaborazione sono un mix perfetto che danno allo Sport un valore inestimabile!

 

Milly