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rione Traiano

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20190414_170050 (1)Oggi pomeriggio alle ore 17.00 nella nuova casa della Lokomotiv Flegrea sul campo  di Via Romolo e Remo ubicato in pieno Rione Traiano agli ordini del signor Alessandro Pepe di Nocera Inferiore si è giocata la dodicesima giornata di ritorno del  campionato di Prima Categoria Girone A tra Lokomotiv Flegrea- Real Grumese. Nei primi minuti di gioco i padroni di casa comandano le operazioni e gli ospiti puntano tutto sul contropiede con dei lanci lunghi per scavalcare la difesa alta dei verde nero. Al 15′ un’uscita del portiere avversario Bihati causa un calcio di rigore che Carrella realizza per l’1-0. Due minuti più tardi Nicolella sfiora il raddoppio. Poi è la Grumese a rendersi pericolosa, ma Pugliese respinge il cross proveniente dalla fascia. Al 20′ Nocerino corre come un treno sfiorando per la Lokomotiv Flegrea il nuovo vantaggio. Al 22′ raddoppio dei padroni di casa. Monda si scarta in slalom tutta la difesa della Grumese e realizza il 2-0. Due minuti più tardi Nicolella calcia alto dalla distanza. Monda al 33′ cala il tris con un destro al volo su assist di Laudiero. Al 36 Grumese pericolosa. Nocerino sul finire del primo tempo si invola nuovamente tutto solo sulla fascia, ma spara addosso al portiere Bihati e si mangia una rete.

Nella ripresa nei padroni di casa girandola di cambi. Dopo tanto tempo ritorna sul terreno di gioco il vice capitano Cioce al posto di Laudiero e sfiora pure una rete, Guitto-Carrella, Palombo-Monda, Frascogna-Polizzy e ultimo cambio Perillo-Nocerino. Un cambio pure per la Grumese l’unico a disposizione con la squadra proveniente da Grumo Nevano che in distinta si presentava con soli 12 giocatori a disposizione. Al 70′ gli ospiti sbagliano un rigore con Vituzzi calciandolo alle stelle. Al 75′ Foglia per la Lokomotiv Flegrea realizza il 4-0 due minuti dopo Perillo con un diagonale sigla il 5-0,  verso la fine della partita Foglia realizza la doppietta per  il definitivo 6-0 su assist di M. Sorrentino. Punteggio tennistico per la Lokomtoiv Flegrea che batte in goleada la Real Grumese chiudendo il set in contemporanea proprio con l’inizio del masters Mille Atp di Montecarlo sulla terra rossa. Vittoria importante per i flegrei che si portano a -6 dal secondo posto occupato dal Quarto a quota 49 punti, scavalcando nuovamente il Cardito al quinto posto a quota 47 punti. La Real Grumese invece continua a stare invischiata nella zona Play Off a quota 16 punti.  Prossimo turno direttamente il 28 aprile ad Afragola  dopo Pasqua. Vittoria nonostante 4 assenze pesanti di MagurnoBorgesDi MattiaDella Monaco.

Lokomotiv Flegrea 3-5-2: Pugliese-G. Sorrentino-Marotta-Polizzy- Carrella- Laudiero-Nicolella- M. Sorrentino-Nocerino; Foglia-Monda. A disp: Buonocore-Gaudino-Palombo-Frascogna; De Grezia-Di Gennaro-Cioce-Guitto; Perillo. All. Palmieri, massaggiatore Pellone, dirigente accompagnatore Sansone, assistente dell’arbitro Morè.

Formazione ospite: Bihiati-Paso-Ferla- Vituzzi-Cirillo; Militiev-Ricciardiello-Pinto-Straiano; Verde-Landolfo. A disp: Del Prete. All. Chairiello Assistente dell’arbitro Chianese.

Claudio Gervasio

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Mi capita ancora di riflettere sul video andato in onda a Servizio Pubblico in cui un ragazzo napoletano di un quartiere difficile (rione traiano) senza casco sfidava l’interlocutore, il pubblico e lo Stato, rilanciando che non teneva nemmeno l’assicurazione e che a lui lo Stato gli facev’ nu Bucchin’!

Più passa il tempo e mi confronto con tante persone sulle dinamiche sociali e più mi è sembrato evidente che lo Stato non gli fa nessun Bucchin’. A lui! Ma è esattamente il contrario! È lui che sta a 90° e sta facenn e Bucchin’ al potere malefico di uno Stato delinquente da quando è nato (sia lui che lo Stato). Lui sfida il potere perché ribadisce sprezzante che fa quello che vuole; ma il potere non è mai definito dalla possibilità di fare ciò che si vuole; al contrario, è definito dal poter impedire agli altri di fare ciò a cui aspirano. Il potere non se ne accorge nemmeno della sua sfida, lo tiene a 90°, si fa fare e Bucchin’ da lui e da tutta la massa di persone a cui sottrae diritti, slanci, sogni e aspirazioni.

Quel potere sottrae, marginalizza e impedisce che le generazioni precedenti e future di chi vive in quartieri simili (in tutto il mondo) possa affrancarsi dalla invincibile emarginazione sociale. Sul motorino senza casco e senza assicurazione mentre si crede potente, è lui che sta con la faccia sotto ai piedi mentre dice sdegnato che lui non si fa mettere in piedi in testa da nessuno. Ma non ha gli strumenti culturali per capirlo, perché sta facenn’ e bucchin’ da prima che nascesse, perché lo Stato ha il potere di impedirgli le aspirazioni e di progettare niente di diverso. E ha il potere di additarlo perché si comporta male con l’eco di tutta la gente “per bene”. E ha il potere di farlo sentire impunito e arrogante, perché tanto è ignorato. Non ho nessuna simpatia per l’arroganza da poveraccio senza bellezza del ragazzo. Nasciamo tutti allo stesso modo, ma non allo stesso punto di partenza. Ma allo stesso tempo io gli strumenti culturali per capire chi è che sta a 90° e sta facenn’ e bucchin senza averlo scelto, ce li ho. Io sono un privilegiato. Soprautto ho avuto il privilegio di essermi potuto confrontare con un sacco di voi.

Luca Vannetiello

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Pistola Beretta
foto di juiceeric18

Esco dall’ufficio e l’elicottero della polizia mi gira sopra la testa. Non è raro da queste parti, succede ogni volta che il Napoli gioca in casa. Peccato che la prossima al San Paolo sia la settimana prossima.

Scusate ma che è successo?
Chiedo al capannello di persone ferme davanti al cancello, sentendomi molto una comparsa della scena del Cavalluccio Rosso.

Niente, hanno sparato.
Ma a qualcuno?
No, così, hanno sparato per aria.

Soccavo è così da qualche giorno, si spara ma è come se non fosse successo niente. Partono dei Raid di cui non si capisce bene lo scopo, si spara in aria, ai palazzi, si spara a vuoto ma per quanto l’aria sia pesante e c’è sempre quella strana sensazione che stia per succedere qualcosa, ma finchè non succede “Non è successo niente

Niente, hanno sparato

A quel Niente io proprio non riesco ad abituarmi, non riesco a pensare che il fatto che qualcuno in pieno giorno vada in giro sparando in aria sia Niente, non riesco a pensare che sia Niente sentire la gente del rione consigliare a genitori e nonni di non fare giocare i bambini fuori ai balconi perchè “Quello niente succede, ma meglio evitare“. Non è Niente il ritrovamento di una bomba a mano inesplosa o di pistole con il colpo in canna nel giardino di una scuola abbandonata.

Se questo è Niente qunado succede Qualcosa, che vuol dire? Vi confesso che ci tengo molto a scoprirlo.

Niente è troppo poco! 
Era la lapidaria risposta di mia nonna quando come ogni adolescente alle sue domande rispondevo “Niente
Che hai fatto a scuola? Cosa hai visto in gita? Che hai cenato ieri da Pasquale?

Rispondere Niente è sempre stato un modo per evitare di rispondere, per scappare, per non raccontare, forse anche qui a Soccavo in questi giorni è così.
Meglio non raccontare, non pensarci e sperare che domani tutto torni tranquillo.

Anche io adesso, in fondo non sto dicendo Niente

Paolo Sindaco Russo

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Ciro e genny in una scena della serie TV

Dopo 8 serie della Famosa serie TV che vede Terence Hill protagonista, Don Matteo ha spostato la location da Gubbio a Spoleto, paese che ospita la nona serie delle avventure del prete più famoso d’Italia.

8 serie per un totale di 168 puntate girate nella cittadina della provincia di Perugia hanno dipinto il tranquillo paesino come sede di efferati delitti. Grazie a Don Matteo Gubbio è diventato luogo di almeno un omicidio a settimana e ha vista la criminalità media arrivare ai livelli della Napoli di Cutolo. Non credo che i cittadini di Gubbio si siano ribellati dopo oltre 150 reati volenti raccontati e risolti da un prete e non dalle forze dell’ordine, magari sostenendo che il loro bellissimo borgo non è un luogo così pericoloso e violento e che la polizia del posto non ha bisogno dell’aiuto di un parroco per risolvere anche i casi più semplici.

Però in tutta onestà le storie risolte dal parroco in bicicletta danno un’immagine distorta della città, se contiamo che a Napoli e provincia nel 2014 gli omicidi sono stati 47, e lo rapportiamo con i circa 20 casi  l’anno della cittadina piccola quanto un quartiere di Napoli, viene da chiedersi se voi andreste mai in un posto del genere, soprattutto sapendo che se vi succede qualcosa potete solo sperare in un aiuto ecclesiastico.

Bene, la nona serie di Don Matteo è stata girata a Spoleto, non so se la scelta si è resa necessaria perchè oramai Gubbio era totalmente disabitata visto che la metà della cittadinanza è in galera per omicidio e l’altra metà è stata uccisa, se perché i cittadini sopravvissuti si sono ribellati  per i motivi di cui sopra o se per una scelta di produzione, ma adesso è Spoleto a vedere l’improvviso incremento della criminalità.

Recentemente ho letto che i sindaci prima di Afragola e poi di Acerra hanno negato il consenso a registrare nel loro comune le scene della seconda serie di Gomorra, la domanda che mi nasce spostanea è: Perché?

Gomorra non è Don Matteo e se le vicende di Terence Hill e Nino Frassica sono rivestite di un’aria bonaria e il lieto fine è dietro l’angolo, per noi che   Gomorra in un modo o nell’altro la viviamo, abbiamo tristemente presente la distanza che c’è fra il Don che precede Pietro Savastano e quello di  Matteo.

Ma non è negando la rappresentazione del nostro male che lo curiamo.

Non sono un fan di Saviano, il libro l’ho trovato più interessante come romanzo che come documento e credo che considerarlo tale sia stato un errore enorme, del film, al di là delle considerazioni tecniche, trovo pessima la scleta di raccontare la realtà superficiale, il livello più basso della camorra, e saltare quel passaggio verso i colletti bianchi che invece era ben evidenziato nel libro. La serie mi piace, al di là dei tormentoni e delle frasi ripetute e delle fantastiche parodie dei The Jackal (che hanno ottimamente parodizzato anche Don Matteo), la versione TV di Gomorra  secondo me riesce a evidenziare bene una cosa: so tutt’ gent e merd’, non riesci ad affezionarti a un personaggio, appena qualcuno caccia un minimo di umanità diventa debole e viene ucciso, i personaggi più sono viscidi, cattivi e spietati e più vanno avanti, ma anche quell’andare avanti è vano, superfluo. Il successo del “Boss” si traduce in una vita barricato, nascosto in una topaia, lontano dagli affetti e sapendo che la morte è a un passo. Gomorra – La serie è un racconto violento di quello che diceva il Professore Bellavista nel negozio di articoli sacri: ma tutto sommato, nun’è che fate na vitae merd?

E allora perché negare questa rappresentazione? A pro di che?

Vogliamo rappresentare una Napoli migliore e tutte le cose belle della nostra cultura? D’accordisimo, e allora facciamolo!

Il nostro sito volontariamente non si occupa di cronaca nera ma cerca di raccontare la Napoletanità nella continua meraviglia che ci regala questa città, ma lungi da noi pensare che il resto non debba essere raccontato, soprattutto se fatto bene e con intelligenza, al di là di tutti i limiti che può avere la serie prodotta da Sky.

Non volete che si giri Gomorra ma volete che venga raccontato il bello della nostra provincia? Cominciate a produrre quel bello che tanto volete si rappresenti, siate i primi artefici, raccontatelo con tutti gli strumenti che avete a disposizione, così riusciremo a far sparire l’immagine di “gomorra”. Censurandola contribuiamo solo a renderla eterna e forse anche più affascinante.

Se la cosa vi interessa, prima che possiate dire “Allora fallo girare a casa tua“, vi posso dire che alcune scene sono state girate vicino casa mia e altre davanti all’ufficio dove lavoro, al Rione Traiano, dove vive parte della mia famiglia e a qualche centinaio di metri da dove è stato ucciso Davide Bifulco.

Mi sento rappresentato da Gomorra?

Per niente! Ma non posso negare che sia una parte del mondo in cui vivo, sarebbe da incoscienti nasconderlo come sarebbe da stupidi sperare che possa arrivare un Don Matteo in bicicletta a risolvere tutti i problemi. Allora ben venga la rappresentazione e se non ci piace rimbocchiamoci le maniche e creiamo tante altre belle storie da raccontare.

Paolo Sindaco Russo

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